Inter, il mercato delude: i nuovi faticano, i vecchi brillano altrove
I profili arrivati non hanno fin qui aggiunto molto al gruppo nerazzurro anche a causa degli infortuni, ma chi ha salutato (Frattesi su tutti) si è rigenerato
I profili arrivati non hanno fin qui aggiunto molto al gruppo nerazzurro anche a causa degli infortuni, ma chi ha salutato (Frattesi su tutti) si è rigenerato
Gregorio Spigno Giornalista 23 ottobre - 17:05 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleSostenere che i Tre Leoni dell'Inter fin qui siano apparsi tre felini di diverse dimensioni rispetto al re della savana sarebbe ingeneroso. Per inserirsi nei meccanismi di un gruppo, di un campionato e di un Paese tutto nuovo c'è bisogno di tempo, spazio e un buon mix tra adattamento e comprensione. Poi all'orizzonte potrà intravedersi la discesa. Però qualche infortunio di troppo ha rallentato il processo specialmente per quanto riguarda Stones e Jones, ancora fermi ai box a causa dei rispettivi problemi fisici, mentre chi ha definitivamente recuperato (ma non ha impressionato nella prima da titolare contro lo Shakhtar) è stato Spence: poco propositivo in fase offensiva, imperfetto in copertura.
Va sottolineato che pure l'ex Tottenham ha vissuto un'estate complessa a causa di un problemino ereditato dal Mondiale in cui è stato protagonista con la nazionale di Tuchel, ma l'entusiasmo soprattutto dei tifosi dettato dall'"aura" con cui l'esterno destro si presenta solitamente a San Siro (lunghi dread ai capelli e vistosi occhiali da sole) lasciava pensare a qualcosa in più sin da subito. Sconfinando dall'Inghilterra e dagli acquisti planati sul pianeta nerazzurro dalla Premier League, però, appare evidente che - fin qui - i colpi arrivati durante lo scorso mercato estivo non abbiano ancora lasciato il segno. Non solo gli inglesi, dunque, ma pure Provedel, Pavard, Akanji e Stankovic. Ognuno a causa di motivazioni differenti (e a questo punto della stagione ancora tutte legittime). Chi ha invece salutato l'Inter pochi mesi fa - per esempio Frattesi, Seba Esposito, Akinsanmiro o Palacios - altrove ha rapidamente ritrovato smalto, incisività e soprattutto un minutaggio che a causa della folta concorrenza sarebbe stato impossibile immaginarsi in nerazzurro.
VIDEO: "Mi dovete un infarto" e Carlos Augusto "in stato di grazia"! Reazioni social a Inter-Shakhtaril tempo come medicina
—Se per quanto riguarda l'esperto John Stones (il jolly da aggiungere ad un pacchetto difensivo già rodato e sicuro) ci si poteva aspettare qualche guaio fisico, il rendimento del resto degli acquisti ha lasciato un po' sorpresi. Jones ha giocato benino prima dell'infortunio mostrando soprattutto il motivo per cui fosse il prescelto di Chivu sul mercato, ovvero caratteristiche diverse da tutti i centrocampisti già presenti in rosa; Spence si è visto poco, Stankovic ancora meno. Certo, anche per il figlio d'arte non è semplice andare a scalzare una colonna come Calhanoglu e il periodo di apprendistato tornerà utile in futuro, ma pure quando il turco è stato costretto da piccoli infortuni a restare ai box, il minutaggio del serbo è rimasto parecchio limitato. Eppure, l'investimento fatto dall'Inter in estate non era stato da poco: 23 milioni per riportarlo a Milano, dopo averne incassati una decina dal Bruges l'estate precedente. Restano poi i nomi di Provedel, Pavard e Akanji, da valutare tutti nella diversità di ogni situazione.
Il portiere è fermo da parecchio tempo - circa 7 mesi - e Chivu attende il momento giusto per rilanciarlo (probabile accada proprio questa domenica contro la Fiorentina), ma in ogni caso rappresenta una valida alternativa a Pepo Martinez anche se non si è ancora visto. Il riscatto di Akanji era già stato concordato un anno fa, quando lo svizzero passò dal City all'Inter in prestito con diritto di riscatto che si sarebbe trasformato in obbligo al raggiungimento di determinate condizioni. Tutto secondo i piani, ma in campo, oggi, Akanji sta faticando - pure lui - a causa delle fatiche Mondiali. Resta infine il nome di Pavard, "epurato" poco più di un anno fa e tornato all'Inter principalmente per mancanza di offerte (l'ingaggio elevatissimo ha allontanato le pretendenti). Risultato: una manciata di partite nel complesso ok, ma anche per lui un infortunio in tempi recenti. Un bilancio, ampiamente parziale, che sul piano generale fin qui non sta sorridendo. A differenza di chi ha fatto il percorso inverso.
frattesi & co
—Il nome principale è ovviamente quello di Davide Frattesi. Che da quando è tornato alla Lazio ha fatto benissimo: non solo 3 gol (tutti decisivi) nelle prime 3 giornate, ma pure parecchio lavoro che ha accompagnato la squadra di Gattuso lassù, in cima alla classifica, appaiata proprio all'Inter a quota 19 punti per la miglior partenza in Serie A in tutta storia del club biancoceleste. Il centrocampista-incursore non è però l'unico che lontano da Milano ha ritrovato spazio e incisività: Seba Esposito, passato in prestito con diritto di riscatto fissato a 11 milioni dal Cagliari al Sassuolo ma su cui l'Inter mantiene comunque il 40% sulla rivendita (che corrisponderebbero ad altri 4,4 milioni dopo che ne aveva già incassati proprio 4), dopo buone prestazioni in neroverde si è conquistato pure la chiamata di Mancini in Nazionale. Poi Akinsanmiro, pedina preziosissima nel Monza di Juric, e soprattutto Tomas Palacios. Il difensore argentino, che figura ormai stabilmente tra i convocati dell'Argentina di Scaloni, era stato ceduto nel gennaio scorso in prestito con diritto a 6,5 milioni. Ma senza clausola di riacquisto in favore dei nerazzurri né un'ulteriore percentuale dovuta ad una rivendita futura. Nel suo caso, si alza il livello di un allarme rimpianto. In linea generale, invece, si tratta di profili che all'Inter avrebbero avuto un minutaggio lontano rispetto a quello dei protagonisti, quindi... Forse viene da pensare che sia andata meglio così. Aspettando con pazienza i vari Spence, Stones, Jones, Stankovic e compagnia.
VIDEO: Inter-Shakhtar 1-0, highlights Champions League: l'espulsione di Bastoni fa tremare i nerazzurri Leggi anche Migliora "come un vino": dall'ipotesi ritiro a uomo chiave, così Mkhitaryan è l'arma in più dell'InterJones: "C'è un grande legame tra Inter e tifosi, voglio mostrare la migliore versione di me stesso"© RIPRODUZIONE RISERVATA