Kane Pallone d'oro, l'anno della consacrazione a suon di gol e vittorie di una stella "normale"
Nella sua Londra dove è nato, cresciuto ed è esploso come calciatore, l'inglese del Bayern ha vinto a 33 anni il Pallone d'oro 2026. Grande realizzatore, bravo a impostare, spicca anche per i suoi atteggiamenti non da superstar fuori dal campo
Nella sua Londra dove è nato, cresciuto ed è esploso come calciatore, l'inglese del Bayern ha vinto a 33 anni il Pallone d'oro 2026. Grande realizzatore, bravo a impostare, spicca anche per i suoi atteggiamenti non da superstar fuori dal campo
Dal nostro corrispondente Davide Chinellato 26 ottobre - 23:59 - LONDRA Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleNon c’è limite, ai sogni. Nemmeno se hai 33 anni e il sogno è diventare Pallone d’oro per la prima volta nella tua carriera e sollevare il trofeo individuale più ambito nel mondo del calcio a Londra, nella città dove sei nato, cresciuto e diventato grande facendo gol come nessun altro. Il sogno, Harry Kane lo ha realizzato al London Palladium Theatre, nel cuore della sua Londra: sembrava quasi scritto nel destino, quando la cerimonia del Pallone d’oro si è spostata da Parigi alla capitale britannica, che a riuscirci dovesse essere lui. Per quella montagna di gol che è riuscito a fare, dalla Bundesliga al Mondiale dove da capitano ha trascinato l’Inghilterra al terzo posto, miglior risultato dalla vittoria del 1966. Per come riesce ad essere fuori, sempre normale in un mondo di superstar con talento ma anche ego enormi. Se c’era un momento giusto per Kane per diventare Pallone d’oro, era proprio questo.
VIDEO: Harry Kane, futuro in Nfl? Qualche anno fa calciava così da 50 yardsIN CAMPO
—Kane è sempre stato uno dei migliori attaccanti in circolazione, anche quando al Tottenham collezionava gol e assist ma non vinceva mai niente. Al Bayern è stato diverso, quasi da subito: per quanto il murales fuori dal Tottenham Stadium dica che Harry sia il miglior giocatore che gli Spurs abbiano mai avuto, a Monaco Kane ha alzato ulteriormente il suo livello. I gol sono diventati ancora di più, ma sono arrivati finalmente i trofei ed è cresciuta la sua capacità di fare la differenza, che sia finalizzando o creando per i compagni. È come se, liberato dal peso di dover vincere in quel Tottenham in cui è nato e cresciuto e che gli ha permesso di diventare grande nel calcio, Kane avesse capito come salire ulteriormente di livello e passare dalla seconda fascia delle star alla ristretta élite di quelli che ogni anno si giocano il trono di migliore. "Ho sempre cercato di fare più degli altri, mi sono sempre spinto al limite - ha ricordato lui recentemente -. Ho creduto in me stesso, ho provato a usare le chance che mi sono state date e ho sempre cercato di raggiungere il livello più alto. Ci sono giocatori che quando arrivano al top tolgono il piede dall’acceleratore, ma per me è il contrario: voglio sempre spingermi al massimo e vedere dove posso arrivare". Difficile non credere sia arrivato al massimo in questa stagione, coi 73 gol in 65 presenze tra Bayern e Inghilterra diventati parte fondamentale del suo dossier Pallone d’oro. Non avrà vinto il Mondiale o la Champions, ma i suoi gol sono sempre stati una garanzia. Una che ha convinto i 100 giornalisti con diritto di voto che merita lui quest’anno di stare sul trono.
FUORI
—Kane merita questo riconoscimento anche per quello che è fuori dal campo. In un mondo di superstar che vogliono sempre stare al centro dei riflettori, lui riesce a rimanere umile, sempre disponibile, coi piedi per terra e non alla ricerca di like sui social o di farsi notare per qualcosa di diverso dai suoi gol. C’è una foto che racconta Kane e ciclicamente torna virale: David Beckham che, nel pieno della sua carriera calcistica, abbraccia un bambino e una bambina attorno agli 11 anni per una foto ricordo nel giorno del lancio della sua Academy nel 2005. Il bambino è Harry, capelli rasati forse per imitare uno dei tanti look di quello che ha sempre detto essere stato uno dei suoi idoli. La bambina è Katie Goodland, diventata sua moglie e la madre dei suoi figli. Kane vive lontano dalle luci della ribalta, sempre con calcio e famiglia al primo posto, sempre pronto a restituire qualcosa a comunità e tifosi come Beckham ha fatto con lui. È parte di quello che lo rende speciale, oltre a quella leadership cresciuta negli anni e messa in mostra sia dentro che fuori dal campo al Mondiale con l’Inghilterra. Kane è un campione a tutto tondo, un giocatore vero, uno che è partito dal basso e si è guadagnato il suo posto nell’élite del calcio. Ci è arrivato a 33 anni, dopo una stagione incredibile, nel pieno della sua maturità calcistica. "Quando penso alla mia carriera, penso di non dover avere rimpianti: voglio provarci al massimo livello, se non ci riesco accetto che la vita è così ma io voglio aver fatto tutto quello che posso, provarci il più possibile" ha raccontato recentemente. Stavolta ci è riuscito: ha vinto il Pallone d’oro, nella sua Londra, primo inglese dopo Michael Owen nel 2001. A livello individuale è difficile pensare di arrivare più in alto.
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