Zandalasini a un passo dal titolo Wnba: le Valkyries vincono gara-5 contro Atlanta grazie a super Stokes
La Gazzetta dello Sport

Zandalasini a un passo dal titolo Wnba: le Valkyries vincono gara-5 contro Atlanta grazie a super Stokes

Martedì 27 ottobre 2026
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Golden State vola sul 3-2 nella serie per il titolo: 64-55,  12 punti e giocate decisive per l’azzurra. Giovedì ad Atlanta gara-6, primo match point

Golden State vola sul 3-2 nella serie per il titolo: 64-55,  12 punti e giocate decisive per l’azzurra. Giovedì ad Atlanta gara-6, primo match point

Giulia Arturi Giornalista 27 ottobre - 09:58 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Gabby Williams, che ha trascinato Golden State con prestazioni pazzesche, lascia le chiavi della Baia a Kiah Stokes. La lunga delle Valks è ancora una volta il moltiplicatore di energia per la vittoria: 64-55 contro Atlanta in gara-5, 3-2 nella serie e primo match point per il titolo. Ballhalla, il Chase Center di San Francisco, è una bolgia. Il pubblico vive ogni azione, poi accompagna l’intervista di Stokes a fine match con il coro di “mvp”. Difficile dare torto alla gente della Baia. Si gode tutto questo Cecilia Zandalasini. Ancora in uscita dalla panchina, ma, come ricorda coach Natalie Nakase, alle giocatrici di questa squadra importa poco da dove si parte. Piazza 12 punti con 5/10 dal campo, difende forte e gasa i tifosi con alcune giocate spettacolari delle sue.  Totalmente dentro la partita: è sua la tripla che nel secondo quarto interrompe quasi cinque minuti senza segnare delle Valks: ossigeno, in una serata in cui ogni canestro va strappato. Ormai ci siamo abituati: questa serie è una battaglia di possessi e sotto i tabelloni, con due difese che rendono la vita impossibile agli attacchi. E la difesa di GS dimostra perché è stata la migliore della lega: fisica, un muro, presente su ogni pallone e sulle linee di passaggio. Palloni sporcati, tiri stoppati o cambiati, iniziative soffocate sul nascere: 37 stoppate nella serie, nuovo record delle Finals Wnba. Sfiancante anche mentalmente per Atlanta, che non trova mai un tratto di partita in cui sentirsi a proprio agio.

la difesa

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Prima di lunedì, il minimo offensivo di questi playoff erano i 60 punti segnati da Las Vegas proprio contro le Valkyries. Le Dream fanno persino peggio: superano quota 50 soltanto a 1’ dalla fine. Dopo i 97 punti e il 34/69 dal campo di gara-3, Atlanta ha segnato appena 37 canestri nelle due partite successive. Il centro di gravità è Stokes. Tre volte campionessa Wnba, tiene insieme la difesa: limita Angel Reese e arriva a chiunque provi ad avventurarsi nel pitturato. “So qual è il mio compito. Gran parte del mio gioco non è particolarmente bello da vedere. Faccio il lavoro sporco”, dice. Stavolta, però, ci mette anche i punti: 13, con 8 rimbalzi, 3 stoppate e tre triple. In una serata in cui Golden State resta ancora sotto il 40% dal campo, il suo 5/6 è preziosissimo. Le Valks chiudono al 39.3%, Atlanta al 29.2%.

la partita

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Gabby Williams è ingabbiata: 9 punti con 3/14 al tiro, ma anche 6 rimbalzi e 3 recuperi. Ci pensa Veronica Burton: la playmaker finisce con 13 punti, 8 rimbalzi e 3 assist. E quattro stoppate. Capite che energia. Altri 12 punti arrivano da Tiffany Hayes. Per tre quarti si procede centimetro dopo centimetro. Atlanta chiude il primo avanti 14-13; Golden State concede appena otto punti nel secondo e arriva all’intervallo sul 25-22. Nel terzo gli attacchi respirano un po’, ma nessuna riesce a scappare: all’ultima pausa è 46-40 per le Valks. Lo strappo arriva nel quarto periodo, con un 16-6 che vale il massimo vantaggio, +16. Le triple finali delle Dream accorciano soltanto le distanze. Atlanta dipende anche dalla serata di Reese: in doppia doppia nelle prime tre partite, dominante nelle due vittorie, fuori ritmo in gara 4 e gara 5 e con meno viaggi in lunetta. Chiude con 7 punti, 2/8 dal campo, 15 rimbalzi e 5 assist. Ci provano Rhyne Howard, con 20 punti, Jordin Canada, a quota 12, e Allisha Gray, a 10. Non basta.

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gara-6 e la polemica

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Si torna ad Atlanta giovedì 29 ottobre, alla State Farm Arena: palla a due alle 12.30 locali, le 17.30 italiane e appena le 9.30 nella Baia. Una partita che può assegnare il titolo in piena giornata di lavoro e di scuola, non il massimo. L’alternativa era il Gateway Center, il palazzetto di casa delle Dream in questa stagione, appena 3500 posti, troppo piccolo per la richiesta di queste Finals. Ma alla State Farm era già in programma Hawks-Cavaliers, posticipata dalle 19 alle 20 per permettere il doppio appuntamento. Una soluzione arrivata soltanto a tre giorni da gara-6, dopo trattative tra lega, squadre e televisioni. Tracy McGrady è entusiasta: “Gli Hawks dovrebbero giocare alle 12.30. La Wnba dovrebbe essere alle 19, in prima serata. Ma che stiamo facendo?”. Ma Stokes, dopo aver ringraziato il pubblico di Ballhalla, fa l’mvp anche davanti al microfono: “Non importa l’orario, ci bastano due canestri, 28 metri di parquet e noi, insieme”. Le Valks hanno il primo match point. Il resto può aspettare.

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