Woltemade, altro che flop: il gigante alla guida della Juve. Per Spalletti ora è intoccabile
Dopo il successo a Lecce, i bianconeri si aggrappano al tedesco per il bis contro il Genoa. Non solo utile per far segnare Kolo Muani, in Europa League ha già timbrato tre volte
Dopo il successo a Lecce, i bianconeri si aggrappano al tedesco per il bis contro il Genoa. Non solo utile per far segnare Kolo Muani, in Europa League ha già timbrato tre volte
Filippo Cornacchia Giornalista 28 ottobre - 07:40 - TORINO Italiano Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleSe la paura fa “90”, la voglia della Juventus di cambiare marcia in campionato fa “198”. Centonovantotto come i centimetri d’altezza di Nick Woltemade, il gigante che partita dopo partita sta conquistando la Signora e gli scettici. Luciano Spalletti non scende dal carro di Kolo Muani, ma ha iniziato ad aprire le iscrizioni anche per quello di Nick, il prestito last minute del mercato estivo. Nel calcio tutto può cambiare in fretta e il nazionale di Jurgen Klopp lo dimostra una volta di più. Da riserva a “mister Europa” e adesso uomo della provvidenza: per parlare di eventuale riscatto è ancora troppo presto, anche perché sul giocatore è sempre vigile il ricco Bayern, a caccia di un’alternativa al Pallone d’oro Harry Kane. Il futuro di Woltemade è oggi. Nick non sarà un bomber e nemmeno un nove autentico, però basta e avanza in questo momento al tecnico bianconero per sentirsi più al sicuro in battaglia. L’uomo di Coppa – 3 gol in 3 giornate di Europa League – è pronto a conquistare anche la Serie A e l’Italia. A Lecce la prima passerella da titolare in coppia con Kolo Muani, stasera a Marassi il bis: probabilmente con Alajbegovic. Woltemade ha convinto Spalletti e rovesciato le gerarchie dell’attacco a suon di prestazioni generose e tecniche. Una punta di regia, una catapulta pronta a lanciare in area i centrocampisti grazie a piedi più morbidi di quello che ci si potrebbe aspettare da uno della sua stazza. Il tedesco non è più soltanto indispensabile per far segnare Kolo Muani, è inamovibile e basta. In casa del Genoa, tocca all’ex Newcastle guidare la Juventus verso la seconda vittoria consecutiva.
Voglio fare l’italiano
—Toglietemi tutti, ma non Woltemade. Fino a qualche settimana fa non lo avrebbe pensato quasi nessuno, sicuramente non Spalletti. Il tedesco nelle prime cinque uscite di campionato(Milan, Sassuolo, Atalanta, Cagliari, Lazio) non è mai andato oltre i 45 minuti di impiego: più spezzoni che partite. E tutt’altro che indimenticabili. Qualche colpo di tacco di troppo, conclusioni non proprio da killer. Nick si è tappato le orecchie e si è concentrato sulla vetrina dell’Europa League per dimostrare il suo valore. Un timbro al Nec, uno al Celta e uno al Rennes, dove ha mostrato la sua versione migliore e totale. Un pezzetto alla volta, Spalletti ha deciso di dargli fiducia dall’inizio e la conferma col Genoa va oltre i ragionamenti sulle rotazioni in ottica Napoli, atteso domenica all’Allianz Stadium. La Juventus è in piena emergenza (9 infortunati) e si aggrappa al suo gigante con i baffi, determinato a trasportare la magia di Coppa anche in campionato. Ottobre è il suo mese preferito e Nick vuole chiuderlo stasera a Genova con la prima firma in Serie A. Un timbro per staccarsi di dosso le restanti etichette negative di inizio avventura.
VIDEO: Genoa-Juventus, Spalletti in conferenza: "Cambio modulo scelto dai giocatori? Mai"La staffetta
—Woltemade è altissimo, ma tutt'altro che statico. A fine agosto ha sorpassato Joshua Zirkzee (Manchester United) nella corsa alla maglia della Juventus e in questi giorni si sta ripetendo internamente. "Io ho sempre fiducia in Kolo Muani. Randal favorisce i compagni perché intimorisce gli avversari", ha sottolineato Spalletti. Tutto vero, ma in questo momento l’ex ct ha trovato certezze e solidità col 3-5-2 e i 198 centimetri della punta della Germania come manifesto della ripartenza. Tanto che stasera potrebbe essere Alajbegovic il partner iniziale di Nick. Durante la rifinitura, Spalletti ha alternato il fantasista bosniaco e Kolo Muani. Uno inizia accanto a Woltemade e l’altro finisce. Classica staffetta e 3-5-2 pronto a trasformarsi in corsa in un 3-5-1-1/3-4-2-1. Movimenti spiegati dallo stesso Spalletti : "Alajbegovic in difficoltà col 3-5-2? Questo modulo fa parte del momento, però non bisogna penalizzare chi ha caratteristiche diverse. Basta una piccola rotazione e si torna al 3-4-2-1. Kolo Muani e Alajbegovic possono stare nei doppi spazi, nei due dietro la punta centrale". Il nuovo telaio, rilanciato nelle riunioni della Continassa tra tecnico e squadra dopo i tre schiaffoni presi contro la Lazio, sta diventando la coperta di Linus della Juventus e dell’allenatore. Spalletti aveva raccontato il retroscena a Lecce e ieri ha voluto puntualizzare alcuni dettagli, a partire dalla paternità del cambio di sistema: "I miei calciatori sono seri e non si permetterebbero mai di dire con quale sistema giocare perché finirebbero per mancare di rispetto ai loro compagni".
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