Ferrari, come vincere al Città del Messico? Vantaggi e svantaggi per la SF-26
La Gazzetta dello Sport

Ferrari, come vincere al Città del Messico? Vantaggi e svantaggi per la SF-26

Mercoledì 28 ottobre 2026
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Dopo i progressi ad Austin, la Rossa punta a confermarsi in condizioni ben diverse. Altitudine e aria rarefatta mettono alla prova motore e pneumatici: decisivo trovare il giusto equilibrio tra carico aerodinamico ed efficienza

Dopo i progressi ad Austin, la Rossa punta a confermarsi in condizioni ben diverse. Altitudine e aria rarefatta mettono alla prova motore e pneumatici: decisivo trovare il giusto equilibrio tra carico aerodinamico ed efficienza

Paolo Filisetti 28 ottobre - 15:48 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La Ferrari ad Austin ha dimostrato che anche l’ultimo sviluppo aerodinamico, introdotto proprio in Texas, ha funzionato. La SF-26, infatti, in qualifica ma soprattutto in gara, ha mostrato prestazioni e consistenza tali da superare la Red Bull, accreditata attualmente come vettura di riferimento dopo le due vittorie consecutive in Malesia e a Singapore. La SF-26 non ha compiuto negli Usa un improvviso salto qualitativo, bensì è più corretto parlare di rafforzamento delle caratteristiche intrinseche al progetto sin dal debutto in Australia. In pratica, la dinamica del veicolo di questa monoposto è progressivamente evoluta in relazione agli sviluppi aerodinamici, così allargando la finestra prestazionale. Vale a dire che la SF-26 nata come monoposto in grado di generare elevato carico con il corpo vettura, maneggevole nel misto, ma caratterizzata da una resistenza (drag) che la penalizza sul dritto, ha progressivamente ridotto questa debolezza, riuscendo così a controbilanciare le prestazioni della Power Unit, inferiori rispetto a quelle della concorrenza.

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vantaggi e svantaggi

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Ciò permette di dedurre che ora non vi siano tracciati in cui una performance valida della SF-26 sia da escludere a priori, anche in presenza di fattori specifici che sulla carta appaiano penalizzanti per questa monoposto. A Città del Messico, questo fine settimana, la SF-26, sulla base delle prestazioni viste ad Austin potrebbe replicare, nonostante le condizioni al contorno, in teoria, possano rendere l’obiettivo meno scontato. La rarefazione dell’aria è infatti un fattore che ha effetti che sulla SF-26 appaiono contrastanti. Da un lato, infatti, la minore densità dell’aria ai 2240 metri di Città del Messico, pari a oltre il 25 percento meno rispetto al livello del mare, implica una ridotta efficienza a livello di raffreddamento sia del propulsore sia dei freni. Contemporaneamente, il carico aerodinamico generato con una configurazione di ali analoga a quella di Monaco, è circa il sessanta percento di quello che si ottiene nel Principato, riducendo dunque il grip indotto sugli pneumatici. Ma anche la Power Unit è fortemente condizionata, in quanto l’aria meno densa determina una tangibile riduzione della potenza del motore endotermico. Partendo da questi dati di fatto, la SF-26 si trova specificamente avvantaggiata a livello di impianto di raffreddamento, riconosciuto da tutti come il più efficiente sullo schieramento e, parallelamente, la minore densità dell’aria determinerà una minore resistenza all’avanzamento sul lungo rettilineo dell’Hermanos Rodriguez.

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compromesso

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Quest’ultimo fattore rappresenta il cardine su cui si giocherà la competitività della monoposto, tenendo in considerazione l’incremento del carico che le modifiche al fondo in Texas avevano garantito, a prescindere da quello generato dalle ali. In sostanza, a Città del Messico, i tecnici della Scuderia dovranno adottare un setup a livello aerodinamico e dinamico, inteso soprattutto a livello di altezze da terra, inclinazione fondo e risposta delle sospensioni, che permetta alla SF-26 di controbilanciare a livello di efficienza il deficit di potenza della Power Unit. Quest’ultimo, purtroppo, a causa dell’adozione di una turbina di diametro ridotto, come scelta di progetto, potrebbe essere più evidente che sui propulsori rivali. Per questo motivo, trovare la chiave di volta, che permetta anche uno sfruttamento preciso degli pneumatici, soggetti a maggiori scivolamenti laterali, per il carico aerodinamico ridotto dalla rarefazione, rappresenta l’obiettivo prioritario assoluto. Una sfida, fatta di delicati equilibri, tra efficienza e carico per esaltare le valide caratteristiche di questa monoposto. Un rompicapo difficile ma non impossibile.

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