Zero tiri e zero assist: Ramos è isolato e delude ancora. Per il Milan è un caso
La Gazzetta dello Sport

Zero tiri e zero assist: Ramos è isolato e delude ancora. Per il Milan è un caso

Mercoledì 28 ottobre 2026
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Nella roboante sconfitta col Bologna ancora una volta il portoghese è apparso isolato dalla manovra della squadra di Amorim. E la frustrazione inizia a essere evidente...

Nella roboante sconfitta col Bologna ancora una volta il portoghese è apparso isolato dalla manovra della squadra di Amorim. E la frustrazione inizia a essere evidente...

Marco Pasotto Giornalista 28 ottobre (modifica alle 21:56) - MILANO Italiano Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Ormai trascorre le partite a ingaggiare duelli rusticani e round di lotta greco-romana con i difensori avversari. Lo fa perché forse è l’unico modo per dimostrare di essere vivo, di essere uno che combatte e vorrebbe. Vorrebbe tanto – sottinteso: fare altro – ma non può. Non riesce. Gonçalo Ramos continua a essere prigioniero di se stesso e di un Milan che non sta migliorando di mezza virgola nell’assisterlo. Praticamente un corpo estraneo nel flusso di gioco rossonero, e la cosa grave è che non succede soltanto quando il Diavolo perde malamente come stavolta, ma anche quando vince in scioltezza come a Udine. Gonçalo si mette a fare a botte col mondo perché si sente in una gabbia ancora più soffocante di quella che gli costruiscono intorno gli avversari. Sgomita, sbraccia, prova le sponde di testa – situazione in cui è piuttosto bravo – cerca di proteggere il pallone, ma sembra un uomo solo contro tutti. Stasera, nei primi minuti del secondo tempo, quando Sacchi gli ha fischiato un fallo a favore dopo l’ennesimo corpo a corpo con Casale, ha alzato per dieci secondi le braccia al cielo, come a dire: finalmente ne hanno visto uno… 

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numeri tristi

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Frustrazione evidente e comprensibile per un attaccante sbarcato a Milanello con le pesanti consegne di risolvere il datato problema del centravanti. Che poi, c’è di mezzo una sceneggiatura beffarda perché in nazionale Ramos segna, partecipa al gioco. Si diverte. In rossonero invece sembra un supplizio. E siccome quando le cose vanno male, si può anche peggiorare, poi ci si mette anche la malasorte come a Udine: tiro a colpo sicuro, smanacciata miracolosa del portiere e pallone sulla traversa. Da non crederci. Stavolta, non c’è nemmeno la sfortuna a cui aggrapparsi. Il verdetto è impietoso perché i due gol li ha messi in buca Cisse – trequartista travestito da centravanti perfetto in entrambe le occasioni – e la palla del possibile tre a tre è planata sulla testa di Camarda. I numeri di Gonçalo a fine partita in termini offensivi sono un foglio bianco: zero tiri nello specchio, zero tiri fuori, zero tiri respinti, zero occasioni create, zero assist. 

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il suo stile

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Palloni giocati? Trentuno, che per un centravanti non sono nemmeno pochi, perché in tutta questa storia ci sentiamo di ribadire come lui appaia più vittima che colpevole. Certo, a volte potrebbe fare una corsa in meno e cercare di posizionarsi meglio, ma Gonçalo non è un centravanti d’area puro. Il Milan lo sapeva, Amorim pure. Ramos ama svariare, tornare a prendersi palla facendo salire i compagni, apprezza gli uno-due, cerca la profondità senza dare punti di riferimento. Fa effetto pensare che dopo due mesi e dodici partite il portoghese sia ancora un corpo estraneo, terminale di una squadra incapace di metterlo nelle condizioni di avere qualche palla gol. In uno scenario simile, averle e sbagliarle in fondo sarebbe già un passo avanti.

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