Alex Marquez critica la MotoGP: "Troppi rischi in nome dello spettacolo. Dovrebbero creare eroi duraturi"
La Gazzetta dello Sport

Alex Marquez critica la MotoGP: "Troppi rischi in nome dello spettacolo. Dovrebbero creare eroi duraturi"

Mercoledì 28 ottobre 2026
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Il pilota Gresini denuncia il calendario logorante e il format: "Troppe Sprint, dovrebbero essere la metà"

Il pilota Gresini denuncia il calendario logorante e il format: "Troppe Sprint, dovrebbero essere la metà"

Giorgio Burreddu Collaboratore 28 ottobre - 21:42 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Vogliamo gli eroi. Anche a distanza di tempo. Li vuole anche Alex Marquez, fratello di Marc, tornato a parlare a una manciata di giorni dal GP in Malesia. “Quello che stanno chiedendo ai piloti di fare in pista è un po’ troppo. Parlo solo della pista. C’è molto rischio in pista”. Gli eroi non sono reduci, bisogna fare attenzione. Per lo spagnolo della Gresini, ma anche per molti altri piloti della MotoGP, lo sport sta compiendo la sua ultima metamorfosi: l’ultimo stadio è lo show. E però la velocità non è uno scherzo, e Alex lo ha voluto ricordare senza mezzi termini. “Ogni volta andiamo sempre più veloci, ogni volta la quantità di giri in cui spingi al limite è maggiore, perché hanno anche cambiato il format per fare più spettacolo, ma più spettacolo significa anche più rischi”, ha detto. 

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le sprint

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Da una parte c’è la Sprint, un format che piace, ma evidentemente per i piloti non con questa frequenza. E allora, quante ne vorrebbero? Alex ha la sua idea:“La metà”. “L’ideale sarebbe circa sei, come la Formula 1 nel 2026, più o meno”, ha detto l’altro Marquez. Era il 2023 quando la MotoGP decise di inserire questo format per tenere vivi anche i giorni a ridosso della gara. Una differenza con la F1 che però, adesso, si sta assottigliando. Le quattro ruote, infatti, dal prossimo anno passeranno a 10 Sprint pure loro. Poco o tante, il fatto è sono di più. Quando hanno introdotto le Sprint, ha commentato Alex, “gli infortuni sono aumentati”. Gestire due gare in un weekend è complesso. Non c’è solo la moto. In mezzo ci sono la tensione, l’adrenalina, l’ansia. L’errore, quella bellissima peculiarità umana. 

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i 20enni

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Alex ha poi ricordato: “Ho 30 anni. Non ne sarò condizionato: mi ritirerò un anno più tardi o prima”. Nel mondo che sta cambiando, in cui i giovani sono scesi in piazza per reclamare il loro futuro, anche nello sport qualcosa si muove. A chiedere il cambiamento, però, è chi, come Marquez, ha qualche anno in più. E il suo pensiero va soprattutto ai più giovani: “Come Aldeguer e Acosta, quelli di cui il campionato deve davvero prendersi cura, perché hanno 20 anni e con questa quantità di gare e Sprint sarà complicato per loro”. Perché, ha ricordato ancora il pilota della Gresini, una sola cosa c’è da fare: “Dovrebbero pensare a creare eroi, ma eroi a lungo termine, non solo per poco tempo”.

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