Tattica, gestione e cambi: così Palladino ha dato una lezione ad Amorim. E il Milan resta nel pallone
Il Bologna ha ribaltato tutto con le mosse decisive del tecnico: le scelte del portoghese invece finiscono per complicare la partita rossonere
Il Bologna ha ribaltato tutto con le mosse decisive del tecnico: le scelte del portoghese invece finiscono per complicare la partita rossonere
Fabio Licari Giornalista 29 ottobre - 07:35 - MILANO Italiano Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleUno spettacolo quel Cisse, ma Mbangula è ancora meglio, è un fenomeno, è devastante. E il Bologna è decisamente meglio del Milan. Effetto Mbangula, tre gol a San Siro come Tresoldi all’Inter. Effetto Palladino, il riparatore, com’era chiamato Ranieri in Inghilterra: anche sir Claudio aggiustava le panchine. Il paragone lusinghiero ci sta. Il carattere un po’ così non gli ha regalato amici, ma Palladino ha rimesso in piedi il Monza quasi a zero, dopo di lui la Fiorentina non ci ha capito un’acca, ha portato l’Atalanta agli ottavi di Champions giocandosi la conferma per eccessiva autostima, e da quando è al Bologna ha conquistato 10 punti su 12, vincendo tre volte su tre in trasferta. Il Bologna ha dato una lezione di calcio, tattica, gestione, scelte, di tutto insomma, al Milan e ad Amorim. Sotto 2-1, Palladino con tre cambi ribalta la partita stravincendo 4-2. Il fenomeno è Mbangula che però è sempre messo in condizione di infilare Maignan dal gioco di squadra. Ai rossoneri resta Cisse che ormai si fa fatica a considerare riserva: ma sotto il suo vestito niente. Vista l’Inter irriducibile di Venezia, il derby non comincia benissimo.
Super Cisse
—Come non era cominciata benissimo con il Bologna. In meno di dieci minuti i rossoblù s’impadroniscono delle fasce, hanno un’occasione enorme con Bernardeschi sulla linea e, su palla persa da Musah in trequarti, squarciano da destra a sinistra i rossoneri: Pobega, Zortea, Mbangula, gol. Avvisi potenti, ma ignorati, di quello che sarebbe successo. Il Milan si tira su grazie all’errore imperdonabile di Theate, che gestisce male un possesso basso, pressato da Hutchinson: la palla arriva in area a Cisse solo e in posizione ideale, qualità che non manca al futuro azzurro di Mancini. Prima della mezz’ora di nuovo Cisse: merito del recuperato Tomori che, a destra, arriva come Kimi Antonelli anticipando tutti e infilando al centro per l’implacabile Cisse, 2-1.
Sfida tra tattici
—Tanti pensieri rossoneri s’inseguono. Squadra più forte dei sette assenti pesanti. Amorim che continua le sue interessanti sperimentazioni tattiche, ieri un 4-2-3-1, o giù di lì, nel quale un mediano (Jashari) arretra in impostazione, Tomori esterno destro è nel suo ruolo, a sinistra Bartesaghi alto concede qualcosa dietro ma sa spingere. Davanti, ci si conceda la blasfemia, Cisse sempre libero sul centro sinistra, con Ramos circondato in mezzo all’area, ricorda alla lontana i meccanismi Benzema-CR7: uno le prende e l’altro arriva e fa gol. Alla lontana. Ma il Bologna è tutto tranne che sprovveduto. Theate ha complicato i piani del 3-4-3 tendente al 3-5-2, in molte zone gasperinianamente a uomo - Darmian su Cisse, Bernardeschi contro Estupiñan -, ma in attacco imprevedibile: Odgaard finto 9 a gestire i movimenti, Berna che si scambia con Zortea per andare in regia e Mbangula che incrocia letale.
Ribaltone
—La maturità del Bologna viene fuori nella ripresa, anche perché il Milan non ha più Tomori, sfiga su sfiga, e la visione di Amorin alla lunga si rivela perdente: Modric in mezzo e Musah terzino. Il croato non va oltre controllo e appoggio eleganti ma senza orizzonte. Palladino si gioca tutto al 14’ s.t.: dentro Miranda e Cambiaghi sull’asse destro, più Vitik dietro. Non è matematica, però un minuto dopo Miranda batte una punizione velenosissima sulla linea di porta e Bartesaghi infila malamente Maignan. Due minuti e, sull’asse Miranda-Cambiaghi, palla all’implacabile Mbangula e 3-2. Miranda è distruttivo. Il Bologna ribaltato ribalta il Milan, ma il giochetto non riesce ad Amorim che fa più confusione che altro: i suoi cambi, contestuali a quelli di Palladino, sono Pulisic e Diawara, ma dopo i due gol il tecnico aggiunge Camarda. Così il Milan diventa un 4-2-4 con un attacco Cisse, Ramos, Pulisic e Camarda. Quattro punte non sempre fanno gol, ma possono creare squilibri, soprattutto se la mediana non filtra. Camarda è doppiamente colpevole: prima spreca di testa il 3-3, poi perde palla, innescando la ripartenza di Odgaard che da destra serve Mbangula: 2-4. Adios.
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—Milan nel pallone fin dal 2-2, Bologna padrone. Milan che resta ancora quinto, ma a -7 da Inter e Lazio, Bologna che abbandona i bassifondi e, con Palladino, in cinque giornate ha fatto gli stessi punti del Como e uno in più della Roma: ora di seguito Monza, Parma, Udinese e Venezia, non il top, potrebbe risalire la classifica. Il movimentismo di Amorim sta creando qualcosa, ma l’emergenza della situazione - out Rabiot, Gila, Moreira, Tomori - suggerisce qualche sicurezza in più, senza mettere in dubbio la titolarità di Cisse, qualunque sia la sua età.
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