Juve, Spalletti arriva in bilico all'esame Napoli: è un match da ultima spiaggia
I bianconeri si chiudono in ritiro fino alla sfida con l'ex Allegri: tutti richiamati alle proprie responsabilità, si cercano risposte immediate per salvare il progetto
I bianconeri si chiudono in ritiro fino alla sfida con l'ex Allegri: tutti richiamati alle proprie responsabilità, si cercano risposte immediate per salvare il progetto
Guglielmo Buccheri Giornalista 30 ottobre - 07:58 - TORINO Italiano Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleC'era un tempo – poco meno di un anno fa – in cui Luciano Spalletti raccontava che il ritiro "non è un posto, ma una condizione mentale... se hai a che fare con un gruppo di bravi ragazzi, con l’atteggiamento giusto come nel nostro caso, alla vigilia delle partite si resta a casa, con la famiglia o le persone care...". Oggi, la Juventus in ritiro ci va perché, poco meno di un anno dopo, i bravi ragazzi sono rimati tali, ma hanno perso strada e bussola. Al risveglio da nulla visto a Genova, casa rossoblù, alla Continassa accade qualcosa che assomiglia all’ultima mossa o chiamata: l’amministratore delegato, e direttore generale, Giovanni Carnevali si mette al centro del campo e rivolgendosi al gruppo al gran completo, infortunati compresi, usa toni a dir poco diretti per ricordare che quanto sta accadendo non è accettabile e, allo stesso tempo, Spalletti chiede, ed ottiene, dalla società di portare i suoi ragazzi, infortunati compresi, in conclave a cominciare da questa sera e fino alla gara di domenica contro il Napoli.
toni duri
—Un magro, magrissimo bottino come quello che i bianconeri hanno raccolto fino ad ora era da undici anni che non si vedeva. Carnevali ha bacchettato la squadra e lo ha fatto perché il punto di non ritorno è servito: i giocatori sono stati messi davanti alle proprie responsabilità e sono stati invitati ad invertire la rotta già dall’appuntamento contro il Napoli. E, Spalletti? Alla Continassa hanno ribadito il voto di fiducia verso il tecnico e il suo gruppo di lavoro, ma, la fiducia, è sempre più a tempo: l’ex ct azzurro resta al timone di una nave senza più un porto sicuro dove attraccare, ma quel porto va trovato al più presto. Ciò che ha sorpreso (eufemismo) i vertici societari è stata la leggerezza, quasi superficialità, con la quale la squadra ha scelto di attraversare la fatica del Ferraris: il Napoli diventa un test anche e, soprattutto, in questa direzione. Spalletti è convinto di avere tra le mani gli strumenti per uscire dal cortocircuito in cui si è infilato. E questa sua convinzione l’ha ribadita ai vertici della Continassa: il tecnico bianconero si sente parte di un progetto che non ha alcuna intenzione di abbandonare e che vuole portare a termine mantenendo fede ai programmi alla base del rinnovo biennale del contratto firmato lo scorso aprile.
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—Rispetto per il club e per i tifosi: l’uscita, dai toni non banali, di Carnevali. I tifosi non smettono di coltivare il sogno del grande ritorno di Antonio Conte, ma qualora si dovessero creare le condizioni per un inevitabile cambio in corsa riportare a Torino il tecnico dei tre scudetti consecutivi non sarebbe una svolta facile da realizzare, tutt’altro. Alla Continassa c’è Spalletti e, per ora, è Spalletti il futuro: le parole usate da Carnevali - ad ascoltare l’ad tutti coloro che hanno un ruolo alla Juventus, non solo giocatori e staff - e la scelta dell’ex ct azzurro di aprire le porte al ritiro suonano come i jolly da calare per l’ultima chiamata. La versione bianconera vista sotto i riflettori del Ferraris è qualcosa che non può avere un senso e non ce l’ha: i tre giorni che attendono la squadra nel chiuso del quartier generale dovranno servire per ricreare quello spirito di gruppo smarrito lungo le curve di questa stagione e, in parte, del maggio scorso quando il pass Champions svanì. Giocare senza entusiasmo come hanno fatto Bremer e soci con il Genoa è la spia di un malessere generale da cancellare: Carnevali è intervenuto anche per questo. Poco meno di un anno fa, il tecnico toscano annunciò al mondo che la sua Juventus non avrebbe più passato le vigilie delle partite in ritiro: la virata fa rumore. Oggi, l’allenatore di Certaldo si metterà alle spalle il primo anno da juventino con un bilancio lontano da ciò che si aspettava e che si aspettavano i tifosi: il 30 ottobre del 2025, l’ex ct azzurro parlava di un gruppo che poteva pensare di guardare in alto. Il copione si è capovolto.
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