Milan, può essere la svolta. Inter molle: Chivu, l'emergenza non evita la condanna
La Gazzetta dello Sport

Milan, può essere la svolta. Inter molle: Chivu, l'emergenza non evita la condanna

Domenica 1 novembre 2026
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Rossoneri concentrati, ordinati e rabbiosi, Chivu costretto al cambio tattico per necessità. Ma i nerazzurri non hanno mai pareggiato il furore agonistico dei rossoneri

Rossoneri concentrati, ordinati e rabbiosi, Chivu costretto al cambio tattico per necessità. Ma i nerazzurri non hanno mai pareggiato il furore agonistico dei rossoneri

Luigi Garlando Giornalista 1 novembre - 08:32 - MILANO Italiano Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

I bambini portoghesi nella notte di Halloween chiedono "Pao por Deus", "Pane per Dio", ma il concetto è lo stesso: "Dolcetto o scherzetto". Ruben Amorim lo aveva detto senza vergogna: "Noi puntiamo al primo posto e vogliamo vincere il derby". Ha mantenuto la promessa, con l’aiuto di un ragazzino belga cresciuto a Lisbona che ha bussato alla porta di Martinez e, invece di chiedere "Pao por Deus", ha servito un gol e due assist. Un Diavolo nella notte delle streghe. Così il Milan, che rischiava di scivolare a -10, si è addormentato in zona Champions, a 4 punti dalla vetta. Dire "scherzetto e scudetto", a pochi giorni dal tonfo casalingo con il Bologna, sarebbe esagerato, ma il rotondo 3-1 sui campioni in carica è un successo che vale molto più dei tre punti. Può dare la carica e la svolta, come successe al Milan tricolore di Pioli. La striscia d’imbattibilità nei derby si allunga a 8. Quattro derby di fila il Diavolo non li vinceva dal 1972-73. Numeri che danno ulteriore consapevolezza. Oltre a Moreira, ottimo Rabiot, decisivo Maignan, inesorabile Pavlovic. Ma il premio del migliore va a Ruben Amorim, perfetto in tattica e psicologia. Non era facile rialzare il Milan dopo il tonfo col Bologna. Invece Moreira è diventato Mbangula.

VIDEO: Milan-Inter 3-1: cosa significa questo derby per il campionato

attenuanti inter

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Il giudizio sull’Inter dipende dall’emergenza. Se davvero Bonny e Pio, influenzati, erano impresentabili all’inizio e il cambio tattico di Chivu non è stata una scelta, ma una necessità, le attenuanti sono molto più che generiche. Perché altrimenti sarebbe stato un suicidio: non si tolgono i riferimenti alla squadra più codificata del mondo, in un derby poi. Chivu, con una sola punta sana, si è inventato due trequartisti (Diouf, Sucic) alle spalle di Thuram, ma la palla circolava strana. Ma osare il giovane Lavelli senza cambiare modulo? Le attenuanti non evitano la condanna, perché l’Inter è entrata molle, sotto di due gol dopo 10 minuti, e non ha mai pareggiato il furore agonistico dei rossoneri. Le sbavature difensive sui primi due gol e la punizione del terzo regalata con superficialità da un Barella irriconoscibile raccontano bene l’anima dell’Inter di Halloween. Cade dopo 19 partite di campionato: non è un dramma. Ci sta. Ma forse è un tabù, perché anche la sconfitta precedente era un derby. Non ne vince uno dal 22 aprile 2024.

diavolo moreira

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Se all’emergenza fisica che ha imposto modifiche tattiche aggiungiamo un approccio morbido, tipico di questa Inter, andata sotto in 5 partite su 9 di campionato, ma inconcepibile in un derby, si spiega perché dopo 10’ si trovi sotto di 2 gol, contro un Milan, al contrario, dalle voglie roventi, con un Moreira indemoniato. L’esterno belga arma la testa di Pulisic al 4’ e al 10’ calibra un corner basso distillato a Milanello che, con un sistema di blocchi, libera la bellissima carezza di Rabiot. Alla vigilia avevamo indicato in Pulisic e Rabiot gli spauracchi da Halloween, perché abilissimi a leggere gli spazi e ad imbucarli. Anche per questo Chivu, avendo subito troppe transizioni nelle partite precedenti (perfino a Venezia), ha pensato al doppio trequartista per rafforzare la diga in mediana, ma non è servito. Anche perché, puoi fare la tattica che vuoi, ma se pecchi in marcatura (Bisseck) su Pulisic, più di uno sul gol di Rabiot, il gol lo prendi. Doppio vantaggio meritato. Rossoneri concentratissimi e ordinati in un liquido 4-2-3-1, con Diawara che si alzava a sinistra in fase di impostazione ed era pronto a rinculare per intercettare la corsa di Spence. Inter sotto di due gol, come contro Roma, Napoli e Real Madrid. E, come nei casi precedenti, prova a svegliarsi e a risalire. E sembra farcela, perché dimezza lo scarto con Bastoni da azione d’angolo (22’), impone un miracolo a Maignan (33’), ammassa 7 tiri in porta e 7 corner (contro 1) e sembra sulla soglia del pareggio. Se l’Inter ha il vizio di partire svogliata, il Milan ha quello di sgonfiarsi dopo il vantaggio: Juve, Sassuolo, Bologna... Ma mentre il pari sembra arrivare in volo su una scopa, quel demonio di Moreira ne inventa un’altra: splendida punizione a giro e 3-1 al 43’. La leggerezza, insopportabile anche per Kundera, con cui Barella pasticcia il disimpegno e regala la punizione dal limite, è il simbolo perfetto dell’Inter odierna. Invece il Milan: 3 tiri, 3 gol. Chiaro?

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streghe

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L’Inter riprende il comando del gioco nella ripresa, si accampa nella metà campo del Diavolo, ma sempre con una lentezza che rasenta la rassegnazione e che spicca, per contrasto, con gli anticipi rabbiosi di Pavlovic. Il primo tiro nello specchio dei nerazzurri, infatti, arriva solo al 26’: una telefonata aerea di Carlos Augusto. Subito dopo, Chivu fa i primi due cambi: centrocampisti per centrocampisti. Quanto servirebbero due punte e il vero Dimarco... Ma non si può. Al 29’ sembra riaprirsi la speranza perché Guida, quello che non arbitra il Napoli per non rovinarsi la passeggiata a Mergellina, vede un rigore per l’Inter. Solo lui. Infatti, il Var lo prende per le orecchie. I debilitati Bonny e Pio Esposito entrano al 36’ quando ormi i buoi sono scappati dalla stalla. Anzi, un tiro di Cisse al 45’, il quarto di tutta la notte rossonera, rischia di diventare il quarto gol. Gli 8 tiri in porta dei nerazzurri hanno fruttato un solo gol. Il Milan festeggia Halloween, l’Inter ha visto solo le streghe.

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