Dietro le frasi allarmanti di Chivu, Barella e Bastoni: davvero l'Inter non ha più fame? I retroscena
L'allenatore e i senatori dopo il derby perso hanno messo il dito nella piaga
L'allenatore e i senatori dopo il derby perso hanno messo il dito nella piaga
Gregorio Spigno Giornalista 1 novembre - 14:59 - MILANO Italiano Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl coro è composto da diverse voci, il messaggio però resta più o meno comune a tutti. "Abbiamo meno fame", "sbagliamo troppi approcci", "manca l'atteggiamento giusto": Chivu, Bastoni e Barella, tra i grandi leader dell'Inter fra campo e panchina, dopo il derby perso non si sono nascosti. Anzi, avrebbero potuto appellarsi alle assenze ed infilare i problemi sotto il tappeto, e invece ci hanno messo la faccia, palesandoli davanti a tutti. Forse la soluzione migliore resta parlare di ciò che non funziona: un buon modo, evidenziare gli errori (non tecnici né tattici ma di pensiero), per esorcizzare tutto ciò che fin qui ha reso l'Inter meno dominante rispetto alla scorsa stagione. Una squadra che si specchia troppo, che conserva una fiducia nei propri mezzi necessaria ma forse eccessiva, convinta di poter rimontare ogni volta che va sotto. Fino al derby così aveva funzionato, ma la sfida al Diavolo ha rimesso sotto la lente le mancanze - soprattutto sul piano mentale - della truppa di Chivu.
VIDEO: Milan-Inter 3-1, reazioni social: "Diego Armando Moreira Jr"le voci
—"Abbiamo avuto un approccio sbagliato. Nei primi minuti ci sono mancati l'intensità, l'attenzione e l'energia giuste. Siamo stati troppo permissivi, concedendo troppo - ha detto Chivu dopo la partita -. C'è qualcosa che non funziona in questo momento. Dobbiamo ritrovare energia, motivazione e determinazione. Rispetto alla scorsa stagione, forse c'è un po' meno fame". A fare da seconda voce al tecnico nerazzurro è stato Barella: "Da inizio anno ci manca l’atteggiamento giusto. È una cosa negativa. La stanchezza si accumula e poi si paga. Dobbiamo guardarci in faccia: la strada è lunga". Mentre Bastoni ha suonato la carica: "Abbiamo completamente sbagliato l'approccio, l'intensità. L'unica cosa che vorrei dire è che l'Inter va meritata ogni giorno. È un discorso generale, dove metto dentro tutti quanti. L'atteggiamento non mi è piaciuto assolutamente, non è stato adeguato".
il messaggio
—Nessuno, dunque, ha giocato a nascondino. Presto è per valutare se i messaggi siano arrivati forti e chiari ad ogni membro della rosa nerazzurra, ma i riferimenti sono chiari. Rivolti a tutti, non direttamente a qualche singolo. E i termini ripetuti con più frequenza comuni a tutti: "Approccio", "atteggiamento", "attenzione", "fame". Tutto ciò che sta mancando all'Inter in questi primi mesi di stagione, che ha ingolfato un po' la macchina di Chivu. Una squadra che da famelica approccia in maniera troppo leggera ogni partita, che è convinta di poter rimontare in ogni occasione ma che contro il Milan (e in Champions League contro Real Madrid e Bruges) è andata a schiantarsi contro la dura realtà: le remuntade non riescono sempre.
Certi errori vanno evitati a priori, indipendentemente dalla fiducia nel poterli parzialmente cancellare. Certe partite devono essere avviate in maniera profondamente diversa rispetto alla mentalità con cui l'Inter è partita anche in sfide chiave. Partite in svantaggio, come accaduto in 8 occasioni su 13 in questa stagione tra Italia ed Europa, ha un impatto determinante anche sul futuro, perché come sostiene Barella "le partite non devono arrivare tutte al 90', la stanchezza poi si paga". Ci sono allenatori che attraverso la gestione del vantaggio hanno costruito scudetti, mentre l'handicap di andare sotto rischia di condizionare la squadra a lungo andare. Un problema ricorrente, a cui Cristian Chivu non ha ancora trovato la soluzione. Ma il calendario fitto dell'Inter, in questo senso, corre in soccorso: giocare subito per dimenticare il derby. E correggere il tiro di una squadra che troppo spesso si sente troppo forte. "Essere i più forti non basta". Parola di Barella.
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