Giovannini: "La mia Baselga, il Milan, la Ferrari e vi svelo per il pattinaggio di velocità è figo"
La Gazzetta dello Sport

Giovannini: "La mia Baselga, il Milan, la Ferrari e vi svelo per il pattinaggio di velocità è figo"

Venerdì 13 febbraio 2026
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Il pattinatore azzurro debutterà nel Team Pursuit, la gara a squadre a Inseguimento che inizierà coi primi turni sabato 14, poi lo vedremo nella Mass Start di sabato 21 febbraio

Il pattinatore azzurro debutterà nel Team Pursuit, la gara a squadre a Inseguimento che inizierà coi primi turni sabato 14, poi lo vedremo nella Mass Start di sabato 21 febbraio

Antonino Morici Giornalista 13 febbraio - 14:12 - MILANO

La magica pista lunga italiana è come una famiglia, ci sono i giovani e i più esperti. Riccardo Lorello, 23 anni, bronzo nei 5000 lo ha fatto capire chiaramente che per crescere bisogna prendere esempio dai veterani. Da quelli che da anni fanno vita da atleti, si gestiscono, sul ghiaccio e fuori. Come la magnifica Francesca Lollobrigida, 35 anni, e come Andrea Giovannini, 32 anni, un altro degli atleti di riferimento insieme a Davide Ghiotto per i talenti di una disciplina che va avanti tra mille difficoltà: senza un impianto al coperto dove allenarsi, con 250-260 giorni di trasferta all’anno tra gare e allenamenti e poca visibilità, se non in occasione dei grandi eventi. All’Olimpiade italiana, la migliore delle opportunità per farsi notare, Giovannini debutterà nel Team Pursuit, la gara a squadre a Inseguimento che inizierà coi primi turni sabato 14, poi lo vedremo nella Mass Start di sabato 21 febbraio, nella quale è campione del mondo in carica. Conosciamolo meglio. 

Andrea Giovannini Pattinatore È nato a Trento il 27 agosto 1993. È vincitore della Coppa del Mondo di partenza in linea nel 2024 e nel 2025 VIDEO: Poca neve ai Giochi? Ecco com'è stato risolto il problema

Andrea, dove vive? 

"A Baselga di Pinè, in provincia di Trento, dove c’è una pista di pattinaggio all’aperto che mi ha fatto innamorare di questo sport. Mio padre mi portava a pattinare sul lago di Serraia, che d’inverno ghiaccia. Avevo 4 anni e non stavo in piedi, forse per questo mi iscrisse già da piccolo al Circolo pattinatori Pinè. Da lì è cominciato tutto…".

Chi “comanda” in casa? 

"I miei bambini naturalmente (ride, ndr). Hanno tutta l’attenzione del mondo: si chiamano Enea e Celeste, 4 anni lui, 10 mesi lei. Poi c’è mia moglie Linda, pattinatrice come me, di Baselga come me. Ci conosciamo da quando eravamo piccoli. 

Pane e… pattini a tavola. A Enea cosa dice quando papà “sparisce” per le gare? 

"Sta iniziando a capire, e questo mi piace. Mi riconosce alla tv, fa il tifo. A volte ci resta male, mica si può vincere sempre. Una volta, ero a Salt Lake City, feci una brutta gara nei 5000 e lui piangeva disperato. Fu il carburante per la Mass Start vinta successivamente a Calgary. Mi rese super orgoglioso". 

2 Gli ori ai Mondiali

Sono nell'inseguimento a squadre a Calgary 2024 e partenza in linea a Hamar nel 2025

La cosa più bella del mondo è…? 

"Passare il tempo con la mia famiglia. Stare all’aria aperta, andare in bici. Celeste è ancora piccola ma Enea è diventato bravo. Lo abbiamo messo su una bici senza le rotelle da subito e ha imparato in fretta. Andava un po’ storto all’inizio ma è stato coraggioso". 

Cosa fa quando è in trasferta in giro per il mondo, cioè quasi sempre visto che in Italia non ci sono strutture adeguate? 

"Guardo tanto sport in tv, tennis e calcio, mi piace seguire e sostenere gli atleti italiani". 

Squadra del cuore? 

"Il Milan. Sono un rossonero sfegatato".   

Campione preferito? 

"Kakà. Tanta roba... Non c’è più stato uno così. Il gol in semifinale con lo United in semifinale nel 2007 è emblematico. Dopo i Giochi vorrei andare a Casa Milan o a San Siro per una partita". 

In Nazionale sembra esserci un bel clima, chi è il più matto del gruppo? 

"Jeffrey Rosanelli è scatenato, soprattutto quando si mette a fare il tifo per i compagni in gara. Passiamo tanto tempo insieme. Se sono arrivate queste medaglie è anche perché siamo veramente un gruppo di amici. La crescita dipende anche da questo". 

Lorello ha detto: “Il mio idolo sportivo è Giovannini”. 

"Sono orgoglioso di lui. Quando insegni qualcosa e ti ascoltano diventi un riferimento, è una responsabilità. E mi riempie di orgoglio". 

Quando è all’estero come le manca oltre agli affetti? 

"La pasta alla carbonara. Nessuno lo sa fare. Soffro a non averla". 

Il vostro sport è semi sconosciuto da noi. In Olanda, Norvegia, Canada e in tutto l’Est europeo invece siete considerati una nazionale fortissima. 

"Vero, ci apprezzano anche per la capacità di vivere tutto un po’ alla leggera, non siamo sempre seri e cupi". 

La canzone che ama di più? 

"Devastante di Olly. Quella della mia giovinezza invece è Jolly Blu degli 883".   

Il film più bello? 

"Il Gladiatore, per l’energia che trasmette. Come serie tv scelgo La Casa di Carta e Breaking Bad".   

Cos’è che la fa arrabbiare? 

"Succede raramente… il ritardo mi irrita, forse perché sono molto preciso". 

Il pattinaggio velocità vive di precisione e di velocità. In pista lunga sembrate motorini con quei pattini…. 

"Amo correre veloce. E amo i motori. Mio papà non volle mai comprarmi la moto quando ero ragazzino. Sono ferrarista, aspetto il prossimo mondiale sperando che sia quello giusto, sono passati troppi anni ormai…".  

Provi a convincere i giovani: perché il vostro sport è “figo”? 

"Proprio perché ti regala questa sensazione di velocità, in curva lo percepisci in modo diretto. La tv non aiuta, ma si va a 60-65 all’ora, anche di più nell’ultimo giro della Mass Start". 

A proposito, nella gara in cui è campione del mondo se ne vedono di tutti i colori. 

"Caotica, adrenalinica, spettacolare. Succede di tutto, soprattutto negli arrivi in volata".

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