È morta Nadia Santini: la prima chef donna italiana con 3 stelle Michelin. Aveva 72 anni
Con il marito Antonio guidava “Dal Pescatore” di Canneto sull’Oglio, il ristorante italiano rimasto più a lungo in vetta alla guida Michelin
Con il marito Antonio guidava “Dal Pescatore” di Canneto sull’Oglio, il ristorante italiano rimasto più a lungo in vetta alla guida Michelin
2 novembre - 17:51 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl mondo dell’alta cucina italiana piange Nadia Santini, scomparsa nella notte del 2 novembre a 72 anni, circondata dai suoi familiari, dopo una malattia che la accompagnava da dodici anni. È stata la prima chef donna italiana a conquistare le tre stelle Michelin, il massimo riconoscimento della guida Rossa, alla guida del ristorante “Dal Pescatore” di Runate, frazione di Canneto sull’Oglio nel Mantovano, che gestiva insieme al marito Antonio. Il locale detiene le tre stelle ininterrottamente dal 1996 e nessun altro ristorante in Italia è rimasto in vetta così a lungo.
È scomparsa nadia santini, tra le migliori chef del mondo
—Nata Nadia Cavaliere nel 1954 a San Pietro Mussolino, nel Vicentino, da una famiglia di umili origini, Santini non aveva mai studiato cucina. Si era avvicinata ai fornelli per amore di Antonio, conosciuto all’istituto tecnico di Mantova, quando i due giovani sposi decisero di trasformare la trattoria di campagna dei genitori di lui in un ristorante di alta cucina.
Dopo aver imparato i segreti del mestiere dalla suocera Bruna, ha costruito negli anni una cucina che lei stessa definiva “umanistica” e romantica, ispirata al calore della famiglia e diventata celebre anche per i suoi tortelli di zucca. Le stelle sono arrivate nel 1982, nel 1988 e nel 1996, mentre nel 2013 è stata premiata come miglior chef donna al mondo dalla World’s 50 Best Restaurants. Oggi il testimone è passato ai figli: Giovanni guida la cucina e Alberto la sala.
il ricordo sui social
—Commosso il messaggio con cui la famiglia ha voluto salutarla sui social, raccontando che Nadia si è “addormentata nella pace”, circondata dagli affetti più cari. I familiari hanno ricordato come abbia tracciato nelle loro vite “un solco profondo volto alla sensibilità, all’empatia e all’amore”, ringraziandola per averli educati al rigore morale, all’etica del lavoro e alla semplicità, prima di congedarsi con un semplice “Grazie Nadia, grazie mamma”.
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