Alle origini di Kimi: il vivaio che ha contribuito a renderlo un campione del mondo
La scuola Aci ha seguito il debutto del campione. La Russa: "Lavoriamo per far crescere talenti"
La scuola Aci ha seguito il debutto del campione. La Russa: "Lavoriamo per far crescere talenti"
Mario Alberti 3 novembre - 07:49 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl sogno è diventato realtà. Andrea Kimi Antonelli è campione del mondo di Formula 1. A soli vent’anni, il pilota italiano ha conquistato il titolo iridato in Messico, diventando il più giovane campione del mondo di sempre. Un’impresa che racconta una storia di talento, passione, determinazione e formazione. Perché il campione che oggi festeggia sul palcoscenico più prestigioso dell’automobilismo mondiale nell’estate del 2014, partecipava al Kart Summer Camp della Scuola Federale Aci Sport, senza aver ancora compiuto otto anni. Quell’esperienza rappresentò il primo passo di un legame con la Scuola Federale Aci Sport "Michele Alboreto", inserito in un percorso di crescita proseguito attraverso Aci Team Italia e le successive esperienze agonistiche. Dodici anni dopo, quel bambino è sul tetto del mondo.
Riconoscere il campione
—"Investire sui giovani talenti significa investire sul futuro – dichiara Geronimo La Russa, Presidente dell’Aci –. Nessuno può garantire che un talento diventerà un campione. Senza quell’investimento, però, molti giovani non avrebbero nemmeno la possibilità di provarci. Il trionfo di Kimi dimostra che l’Italia non è soltanto il Paese delle grandi tradizioni automobilistiche, ma anche un Paese capace di riconoscere, coltivare e far crescere i propri campioni. Possiamo essere orgogliosi di aver contribuito, attraverso la nostra Scuola Federale, al percorso di un ragazzo che ha raccolto idealmente il testimone di Alberto Ascari. La tradizione custodisce il grande passato. Solo la formazione, però, può costruire un grande futuro". Attiva dal 1982 e con sede a Roma, la Scuola Federale è la struttura attraverso cui l’Automobile Club d’Italia promuove la formazione delle nuove generazioni dell’automobilismo sportivo. Attraverso corsi, stage, test in pista e programmi di tutoraggio, accompagna i piloti nella crescita tecnica, sportiva e psicofisica. Le attività interessano i settori Velocità, Rally, Karting e Drifting e coinvolgono sia i giovanissimi sia gli atleti già avviati verso le categorie superiori.
Esprimere le qualità
—Il Kart Summer Camp rappresenta uno degli strumenti attraverso cui la Scuola entra in contatto con i più piccoli, osservandone le attitudini e individuando i profili più promettenti da accompagnare nelle successive fasi formative. Un sistema che non può garantire il successo, ma offre competenze e opportunità per esprimere il proprio potenziale. Il merito dell’impresa appartiene innanzitutto a Kimi. Alla sua famiglia, a suo padre Marco, che gli ha trasmesso la passione per le corse, e alla Mercedes, che ha creduto nelle sue qualità. Ma il successo è anche motivo di orgoglio per la filiera sportiva italiana, che ha saputo riconoscere e sostenere le sue qualità quando erano ancora una promessa. La Scuola Federale Aci Sport, attraverso il lavoro dei suoi istruttori, ha vissuto le prime pagine di una storia che oggi tutto il mondo celebra.
Investire sui giovani
—"Con Kimi Antonelli vince anche l’idea che investire sui giovani e costruire percorsi di formazione sia una responsabilità verso il futuro. Il talento nasce dove vuole, ma per diventare campione ha bisogno di qualcuno che sappia individuarlo, accompagnarlo e aiutarlo a crescere. Oggi - conclude Geronimo La Russa - quel bambino del Kart Summer Camp del 2014 è sul tetto del mondo. E la Scuola Federale Aci Sport può guardare con orgoglio a quel primo incontro, riconoscendo nel suo trionfo il significato più alto della propria missione".
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