Leggeri, efficienti, velocissimi: tutto sui droni, protagonisti segreti delle Olimpiadi
Gli apparecchi radiocomandati che volano sopra le teste degli atleti permettono agli spettatori di godersi immagini in First Person View, viaggiando anche a 100 chilometri orari e disponendo di telecamere ultra sofisticate
Gli apparecchi radiocomandati che volano sopra le teste degli atleti permettono agli spettatori di godersi immagini in First Person View, viaggiando anche a 100 chilometri orari e disponendo di telecamere ultra sofisticate
Dal nostro inviato Roberto Maida 13 febbraio - 16:06 - TESEROEsiste una disciplina olimpica che non assegna medaglie ma regala uno spettacolo nuovo per i Giochi invernali: la corsa dei droni che volano sopra alle teste degli atleti raccontandone le imprese sotto una prospettiva soggettiva. I droni descrivono in tempo reale il così detto FPV, acronimo di First Person View, cioè la visuale dello sciatore o del saltatore di turno. Questi aggeggi ronzanti, che abbiamo imparato a conoscere purtroppo anche per fini militari, sono dislocati in tutti i siti di Milano Cortina. Ce ne sono fino a 15 disponibili, tanti quante sono le discipline in gara, e pesano appena 243 grammi l’uno. Dispongono di telecamere estremamente sofisticate, programmate per resistere ai bruschi cambi di direzione e agli agenti atmosferici.
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—Già ma chi li governa? Dei regolari piloti, esperti del settore, che da una postazione li manovrano con un joystick molto simile a quello dei videogiochi. Per arrivare alle Olimpiadi, proprio come gli atleti che devono tallonare come segugi, hanno dovuto superare selezioni molto complicate: fino a 50 voli di simulazione in spazi ristretti senza margine di errore per testarne la freddezza, la destrezza, la rapidità.
coordinamento
—Naturalmente non tutte le immagini prodotte vengono mandate in onda: c’è sempre una regia che si occupa di selezione e supervisione del materiale. Se avete visto il magnifico SuperG femminile di Cortina, con la nebbia in cima alle Tofane, gli aggeggi volanti diventavano quasi inutili perché non mostravano la prospettiva. Ma i droni sono diventati a tutti gli effetti degli elementi che aggiungono immediatezza alle riprese televisive. Il loro vantaggio, rispetto alle telecamere fisse o anche agli elicotteri, è che possono immortalare ogni momento della performance, essendo capaci di raggiungere anche i 100 chilometri orari.
Rumore
—Dal punto di vista della sicurezza è tutto in regola, visto che i droni volano a distanza dagli atleti e sono leggerissimi. Qualcuno ha sollevato dei dubbi sul ronzio, che potrebbe distrarre i protagonisti delle gare. Ma è un falso problema: con tutti i rumori ambientali, neve e ghiaccio inclusi, i droni sono praticamente impercettibili. È la tecnologia, bellezza. “Grazie a questi apparecchi – spiega Scott Young, vice presidente di Sports Europe – lo spettatore ha la possibilità di comprendere meglio la complessità degli sport e resta incollato allo schermo più a lungo. È una straordinaria opportunità che migliora lo spettacolo”.
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