Fisico a riposo, testa pronta. Spalletti e gli "allenamenti invisibili": cosa sono e chi li usa
La Gazzetta dello Sport

Fisico a riposo, testa pronta. Spalletti e gli "allenamenti invisibili": cosa sono e chi li usa

Martedì 3 novembre 2026
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A fronte delle tante partite ravvicinate l'allenatore bianconero ricorre spesso a questa formula per bilanciare stanchezza e tenuta mentale: Gattuso ha rivelato di attuare una gestione simile per la sua Lazio

A fronte delle tante partite ravvicinate l'allenatore bianconero ricorre spesso a questa formula per bilanciare stanchezza e tenuta mentale: Gattuso ha rivelato di attuare una gestione simile per la sua Lazio

Matteo Nava Giornalista 3 novembre - 21:54 - MILANO Italiano Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Le partite non finiscono mai, gli infortuni aumentano, i tempi e gli spazi per riprendere fiato sono ormai estinti come le tigri coi denti a sciabola. Però, per la sua Juventus, Luciano Spalletti ha studiato - già dalla scorsa stagione - una possibile soluzione, una contromossa al logorio del calendario fitto e anche una mano tesa verso lo spogliatoio: l’allenamento invisibile. Non chiamatelo “riposo” e guai a considerarlo tempo libero, però in sostanza alla Continassa non ci si presenta.

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la dottrina di luciano

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L’allenatore bianconero parte da un concetto semplice: non si può approcciare il ciclo di lavoro degli atleti allo stesso modo se in programma c’è una partita a settimana o se i match da affrontare sono tre in otto giorni. “Quando si gioca così tanto bisogna trovare l’equilibrio nel tanto: gioco tanto, mi riposo tanto, mi alleno tanto. Tutto tanto, non un pochino di questo o dell’altro”. Tra la classica seduta al centro sportivo e il “liberi tutti” c’è però la via di mezzo attuata proprio dall’ex commissario tecnico, frutto degli esempi mostrati da altri sport, del confronto nel tempo con i calciatori e dell’esperienza maturata nella sua lunga carriera: alla squadra è permesso riposare fisicamente, ma non con la testa, che invece va preparata all’impegno successivo: “Non c’è tempo di staccare e pensare in maniera soft – ancora Spalletti -, si stacca ma si pensa alla partita di domani. Io devo fare questo, ma non c’è altra soluzione se non farli riposare per quella che è la dopo una gara. Nei tre giorni io la impongo e ritengo sia giusto così”. Finora alla Juventus i risultati sul campo sono stati altalenanti, ma ovviamente non c’è la controprova di come sarebbe andata con un altro approccio. Di certo c’è che Spalletti non è l’unico a seguire questa strada, quella dello “switch mentale” che permette anche allo spogliatoio di alleggerirsi di diversi aspetti legati all’allenamento, anche quelli logistici.

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il segreto di rino

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L’ultimo a parlarne è stato Gennaro Gattuso, a cui in quanto a risultati non si può certo contestare nulla vista la sua Lazio sorprendentemente capolista in Serie A: “Il recupero è fondamentale quanto l’allenamento – ha spiegato Rino – e se uno esagera con il lavoro poi ne paga le conseguenze”. Quindi, qualche allenamento invisibile diventa fondamentale per dare tregua al fisico, mentre però l’atteggiamento dell’atleta deve restare focalizzato sull’obiettivo successivo per arrivarci con la stessa “presa mentale” che si avrebbe con la classica seduta quotidiana. Concetti simili sono stati ripresi più o meno direttamente anche da Pep Guardiola e Carlo Ancelotti, ma il tema dell’allenamento invisibile è d’attualità in tantissime discipline sportive, dall’atletica leggera al ciclismo. Se la tendenza del calcio resterà – come sembra – quella di aumentare sempre più la frequenza delle partite, allora “allenamento invisibile” entrerà nel vocabolario di tutti.

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