Moioli: "Sono così, tocco il fondo e risorgo come una fenice. Stavolta l'ho fatto con la faccia distrutta"
La Gazzetta dello Sport

Moioli: "Sono così, tocco il fondo e risorgo come una fenice. Stavolta l'ho fatto con la faccia distrutta"

Venerdì 13 febbraio 2026
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La caduta in allenamento e il trauma facciale non hanno fermato la stella azzurra: "Non ci credevo nemmeno io, ero in balia di me stessa, poi qualcosa ha fatto click"

La caduta in allenamento e il trauma facciale non hanno fermato la stella azzurra: "Non ci credevo nemmeno io, ero in balia di me stessa, poi qualcosa ha fatto click"

dalla nostra inviata  Giulia Toninelli 13 febbraio - 17:27 - LIVIGNO

Piange, ride, ricomincia a piangere. Michela Moioli è un turbine di emozioni che le somiglia: incontenibile con la sua terza medaglia olimpica al collo, di bronzo questa volta, l’ultima che le mancava per completare la collezione. La prima, storica, fu l’oro a Pyeongchang 2018, il primo e unico oro a cinque cerchi dello snowboard italiano. Poi a Pechino 2022 è arrivato l’argento a squadre e adesso, a casa sua, il bronzo bellissimo e complicato di Milano Cortina.

VIDEO: Michela Moioli non molla mai! Rivivi la pazza rimonta che vale il bronzo

la caduta

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Una medaglia che sapeva essere alla sua altezza, almeno prima dell’incidente di mercoledì in allenamento, in cui ha riportato un trauma facciale: “È stata tosta dopo l’infortunio - ha ammesso - senza la mia famiglia e tutte le persone che mi sono state intorno non so come avrei fatto a partire. Ma ci credevo e anche se la mia faccia è ancora un po’ tumefatta posso dire di aver dato tutto e di esserci riuscita”. Come ha fatto? Questa è una domanda che anche la stessa Michela si fa: “Oggi quando sono arrivata mi sono detta 'Moioli never dies', perché sono ricomparsa in gara due giorni dopo con la faccia distrutta ma pronta per scendere. Devo ammettere che negli scorsi giorni neanche io ci credevo, ci sono stati dei momenti in cui ero in balia di me stessa, poi però sono arrivata qui e qualcosa ha fatto click”. Sta tutto lì, nella capacità di riprendersi nel momento giusto e riuscire a dare tutto: “Alcune volte nella mia carriera ho dovuto toccare il fondo per poi risorgere come una fenice. Mi sono portata un po’ di bruciature dalle fiamme ma alla fine sono tornata”.

il futuro

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Sul suo futuro, a 30 anni e dopo quattro Olimpiadi, l’azzurra si riserva il tempo per decidere che cosa fare nei prossimi anni: “La mia vita per mesi è stata pensare di arrivare al 15 febbraio e per anni ho vissuto solo per queste Olimpiadi. L’ultimo periodo è stato molto stressante e sicuramente voglio prendermi del tempo per me. Ma amo ancora questo sport, anzi: mi piace più adesso di prima”. Sono passati dodici anni dalla sua prima partecipazione olimpica quando, arrivata in finale da esordiente, un incidente durante la gara le procurò la rottura del ginocchio sinistro e l’infortunio più brutto della sua carriera: “In quella gara vedevo il bronzo, pensavo di poterlo prendere. Poi c’è stato l’incidente che ha cambiato tutto. Per il bronzo l’ho vinto oggi ed è bello, è come un cerchio che si chiude”. Prima però c’è ancora missione da completare: domenica sarà di nuovo in gara per il cross a squadre e punterà a un’altra medaglia. Perché niente sembra impossibile sulla sua tavola.

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