Trieste e le montagne mito, tre autodromi e due crono: dalla storia un Giro nuovo
La Sondrio-Aprica e lo Zoncolan: che attesa per i 5 giorni di fuoco
Mortirolo (doppio) e Zoncolan… bastano queste parole chiave per fare Giro. Ci sono luoghi simbolo, anche recenti, che danno alla corsa rosa il respiro della storia e una straordinaria forza evocativa. Stiamo parlando di montagne sacre al ciclismo che fanno invidia al mondo. Si era intuito della partenza da Trieste dell’8 maggio e della conclusione a Roma del 30, ma ora conosciamo il tracciato integrale. Il rito della presentazione è un’Epifania, attesa, che fa scattare il conto alla rovescia con il nuovo Giro d’Italia che ora ha una faccia e un corpo: una fisicità che lo rende unico, diverso da tutti i 109 che lo hanno preceduto. E questo, che sarà il percorso dell’edizione numero 110, ci piace davvero. Intanto perché parte da Trieste, città legata con un doppio filo (rosa) alla storia della rosa. Perché ha una dose pantagruelica di montagne (oltre 50 mila metri di dislivello!), ben distribuite nelle tre settimane, perché non ha la cronosquadre, ma due prove contro il tempo una per scalatori e una per specialisti. E poi, anzi soprattutto, per quei cinque giorni di fuoco tra il martedì 25 maggio della Sondrio-Aprica e il sabato 29 dello Zoncolan. A quel punto la carovana potrà trasferirsi a Roma per l’ormai tradizionale finale nella capitale.