Biathlon, le lacrime di Giacomel: "Credevo fosse la mia gara, ho fallito"
La Gazzetta dello Sport

Biathlon, le lacrime di Giacomel: "Credevo fosse la mia gara, ho fallito"

Venerdì 13 febbraio 2026
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La delusione dell'azzurro ventiduesimo nella Sprint 10 km. Felice Romanin invece sedicesimo. Migliore azzurro Hofer 13°. Domenica la gara di inseguimento

La delusione dell'azzurro ventiduesimo nella Sprint 10 km. Felice Romanin invece sedicesimo. Migliore azzurro Hofer 13°. Domenica la gara di inseguimento

dal nostro inviato  Pierfrancesco Archetti 13 febbraio - 18:36 - ANTERSELVA (BOLZANO)

Fa caldo ma Tommaso Giacomel ha il cappuccio che gli copre la berretta sulla testa e gli occhi pieni di lacrime. La Sprint 10 km maschile è stata una delusione per l’azzurro che era tra i favoriti, e lo sconforto, appena arrivato e anche dopo, nelle interviste, è altissimo: “Ho fallito, credevo che questa fosse la gara più adatta a me, invece ho fallito. Sono molto deluso. Credo che il peggio sia questo, arrivando qui come favorito o tra i favoriti: è una cosa che mi fa molto arrabbiare”. L’azzurro ha compromesso subito la sua prestazione con due errori a terra, al primo poligono: “Sinceramente non so, non ho idea di cosa ho sbagliato a terra, basta”. Guardare avanti è il primo passo per rialzarsi, però nell’inseguimento Giacomel, 22° nella sprint con un ritardo di 1’43”4 dal vincitore, domenica partirà con questo distacco dal primo, Quentin Fillon Mallet. La rimonta è praticamente impossibile: “L’Olimpiade non è finita ma già ho compromesso anche la gara di domenica, perché non è che possa sperare di recuperare oltre un minuto e mezzo dai primi. E’ un momento così”. 

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altri azzurri

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La faccia felice tra gli azzurri è quella di Nicola Romanin, al miglior risultato in carriera a 31 anni, uno che qui ha rischiato anche di non esserci: “Sono super felice di aver dato il meglio di me davanti al pubblico di casa. Poi vedere mio figlio prima di partire mi ha veramente gasato. Di solito vengo sempre messo in gioco per le qualifiche, qui non dovevo qualificarmi quindi sono riuscito a mettere in campo tutto il meglio di me. Sono uscito dal poligono e mi hanno detto “sei decimo”, e avevo il 53 di pettorale. Sono riuscito a fare bene anche dopo. E’ stato super emozionate e sono orgoglioso, ringrazio tutti quelli che hanno fatto il tifo per noi. Il percorso era colorato di rosso, bianco e verde, siamo fortunati ad aver l’Olimpiade qua. Era il mio sogno da bambino, ho iniziato a far biathlon perché ho visto, ai Giochi di Salt Lake City nel 2002, Rene Cattarinussi che è del mio paese, Forni Avoltri. E adesso sono qua ed è un sogno con un ottimo risultato”. Lukas Hofer, 13° e primo azzurro, racconta: “Tredicesimo con distacco limitato, 1 minuto e 22, se fosse coppa del mondo andrebbe bene, ma questa è l’Olimpiade. Dovrò crederci fino all’ultimo domenica. Ho fatto qualche calcolo errato con il bicarbonato e avevo lo stomaco sotto sopra. Sono contento per Romanin, è anche in camera con me. Per Giacomel mi dispiace tanto, perché so quanto ci teneva, quanto è forte. Sono certo che si rifarà perché ha margine l’importante è che continui senza mai mollare”. Elia Zeni è fuori dall’inseguimento per soli nove decimi, con il 62° posto: “Non so cosa sia accaduto a terra, tre errori sono troppi”. 

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cuori norvegesi

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Sturla Holm Laegreid, terzo, il norvegese che martedì aveva rivelato al mondo di aver tradito la fidanzata, ha evitato diplomaticamente l’argomento in conferenza stampa: “Durante la gara mi sono concentrato solo sul tempo e ho cercato di dare il massimo”.

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