Mamma Fiorella racconta: "Ero in macchina e mi chiama il medico... Michela è caduta..."
La madre della snowboarder bronzo a Milano Cortina: "È sempre stata una ragazza forte, ha un tatuaggio che la racconta. E quando ha bisogno di coccole mi dice..."
La madre della snowboarder bronzo a Milano Cortina: "È sempre stata una ragazza forte, ha un tatuaggio che la racconta. E quando ha bisogno di coccole mi dice..."
dal nostro inviato Andrea Fanì 13 febbraio - 20:09 - LIVIGNO (SONDRIO)Mamma Fiorella ha i capelli rossi come il fuoco, chissà se è un caso: è lo stesso elemento che ha evocato Michela Moioli nella conferenza stampa ufficiale dopo aver vinto il bronzo olimpico, "sono come l'araba fenice, stavolta mi sono portata un po' di bruciature dalle fiamme ma sono tornata". Mamma Fiorella in famiglia è quella tosta, chissà se è un caso: la sorella di Michela, Serena, è identica al bronzo olimpico ma dice "no no, la Miki ha il carattere della mamma". Lo dice così, in un inconfondibile accento bergamasco: la Miki, la Sere, la mamma (eh, lì non si scherza, la mamma è la mamma da Aosta a Siracusa); poi c'è il Mauro, che è il marito di Serena, ci sono Aurora e Camilla che sono le nipotine di 7 e 5 anni e di professione fanno le mangiatrici di neve fresca appena caduta dal cielo, come tutti i bambini. Sono tutti qui, davanti al Medal Stage di Casa Italia a Livigno, mentre Moioli è sul palco che racconta al mondo come ce l'ha fatta, come c'è riuscita, ancora e ancora. Quattro Olimpiadi, tre medaglie. Ci sono anche Andrea e Daniela, con i due figli, i primi maestri della Miki bambina "che non voleva mai smettere di snowbordare". Non voleva mai smettere.
VIDEO: Michela Moioli non molla mai! Rivivi la pazza rimonta che vale il bronzoSignora Fiorella, ma Michela è sempre stata così tosta?
"Mah, era una bambina molto vivace e caparbia, sì. Faceva un po' di tutto, è cresciuta in una famiglia normale e non è che da bambina dicesse 'voglio vincere l'Olimpiade'. Io sono impiegata. La portavamo a sciare a Spiazzi e a Colere, a noi in famiglia piaceva. E poi un giorno eccomi qua".
Che scuole ha fatto sua figlia?
"Si è diplomata all'istituto psico-pedagogico". Interviene 'la Sere', che ogni volta che parla sembra di vedere la sorella, tanto sono uguali: "Oggi si chiama liceo delle scienze sociali". PS Grazie 'la Sere'.
Qual è il segreto di Michela?
"Lei ha un tatuaggio sul braccio, lo sa? C'è scritto 'un dia a la vez', è spagnolo, eh, non bergamasco. Vuol dire un giorno alla volta. Io credo che questa sia la sua filosofia di vita. Pensare una cosa alla volta, una difficoltà alla volta. Forse è questo che la rende così forte".
Dopo il traguardo si è inginocchiata e ha pianto. Secondo lei perché? Come la vedeva in questi giorni?
"Mmm, carica di ansie, devo dire. Sentiva la gara, credo, non so: ma credo che presa la medaglia si sia un po' scaricata ecco. E poi c'era stato anche quell'incidente mercoledì, che paura...".
Come l'ha saputo, l'ha chiamata Michela?
"No no, eravamo in macchina tutti insieme che venivamo su a Livigno, io le bambine la Serena e il Mauro. A un certo punto, boh, saremo stati dalle parti dell'Aprica che mi squilla il cellulare. Guardo ed è il medico della squadra, e allora mi sono un po' preoccupata, no? E lui mi fa 'Fiorella, lo sai che ti chiamo io non è per salutarti'... Oh mamma, mi sono spaventata, poi mi ha spiegato che c'era stata questa caduta in allenamento e aveva un po' battuto la faccia. Loro erano a Sondalo e quindi li abbiamo raggiunti. Allora sono stata un po' con lei al pronto soccorso, era tutta segnata in viso però insomma si stava riprendendo più che altro dall'adrenalina no? Son stata lì un paio d'ore poi noi siamo ripartiti per Livigno e lei è rimasta ancora un po' in osservazione. Dopo ci siam riviste in albergo, ecco, stava bene però naturalmente voleva riposarsi. Poi meno male la gara è andata bene".
Ci sveli un segreto di famiglia, una cosa vostra: cosa le chiede Michela quando ha bisogno di coccole?
"Eh, certe volte mi chiama e mi fa 'mamma vieni da me?'. Che vive sola, eh, mica più in casa. E poi da atleta deve farsi da mangiare le sue cose precise, non è che può sgarrare. Le ho insegnato io a cucinare, ma anche quando me lo chiede non posso certo cucinare i casoncelli. Quando ha bisogno di coccole, non è quello che le cucino. È che mi chiama e io ci sono". Un giorno alla volta...
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