"Nella vita mi è successo di tutto": chi è Tommy Sala, in slalom tra la morte del padre e gli infortuni
L'azzurro, uscito nella prima manche dello slalom olimpico, ha sempre dovuto lottare con imprevisti più o meno tragici. "Ma se fosse tutto facile forse la vita sarebbe meno interessante"
L'azzurro, uscito nella prima manche dello slalom olimpico, ha sempre dovuto lottare con imprevisti più o meno tragici. "Ma se fosse tutto facile forse la vita sarebbe meno interessante"
dal nostro inviato Andrea Fanì 16 febbraio - 13:56 - BORMIO (SONDRIO)"Nella mia vita ne ho passate tante, tanti infortuni, tanti problemi, bisogna sempre tenere la testa alta, mai mollare perché chi si ferma è perduto e non sono frasi fatte". Nevica che è un piacere sulla Stelvio di Bormio, sede dell'ultima prova olimpica maschile, lo slalom di Milano Cortina 2026. Tommaso Sala, partito col pettorale 23, è uscito quando dal muro della Konta la pista spianava per il primo cambio di pendenza. Sotto la neve, con un pizzico di delusione, si è sfogato in zona mista: "Nonostante il pettorale stavo sciando bene sotto questa nevicata, poi sono arrivato storto sulla figura e sono uscito. Ai Giochi serve un po' di follia, sennò cosa vieni a fare?", ha chiuso lo sciatore brianzolo, bormino d'adozione. Alla Rai ha aggiunto quelle parole agrodolci, riavvolgendo il nastro di una vita che gli ha regalato tanti sorrisi ma anche tante difficoltà, a partire dalla tragica scomparsa del padre.
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—Tommy, classe 1995, nasce a Milano da famiglia brianzola di Sovico. Inizia a sciare a Madesimo, in Val Chiavenna, e i genitori Massimo e Laura lo portano spesso perché è la passione di famiglia. Solo che Tommy ha qualcosa in più, c'è altro oltre la passione. Ha una tecnica speciale, è raccolto fisicamente e una naturale predisposizione: insomma, dai, slalomista fatto e finito. Diventerà una specialista sopraffino, ma quello dopo, prima c'è un percorso. "I miei mi hanno sempre lasciato libero di decidere", racconterà, "senza mettermi pressioni particolari". Un giorno arriva da fare La Scelta: "All'epoca a Bormio c'era ancora il Liceo Sportivo", spiegherà quando sarà ormai approdato in Nazionale. E così... Bormio è stata. Alta Valtellina, da solo, per frequentare il liceo e sciare sul serio. Prima al Reit Ski Team, poi allo Sci Club Lecco. "I miei si fidarono a lasciarmi andare, per me fu una spinta perché sentivo stima e fiducia". A Bormio, cittadina di tradizione medievale e ricca di coccole per chi sa sentirle, Sala si integra perfettamente. Tempo un anno ed è in gare Fis, alla fine del liceo è in Coppa Europa, dove vincerà due slalom (entrambi nel 2019), nel 2015 arriva in Coppa del Mondo. Slalomista puro, la vita gli chiederà di destreggiarsi anche tra pali fatti di materia diversa e molto meno snodabili.
sala, gli infortuni e l'addio al papà
—La prima "inforcata" purtroppo è di quelle irrimediabili. Nel 2018 se ne va il padre Massimo, che lotta contro una malattia che prenderà lentamente il sopravvento. Se ne va in settembre, ma non è l'unico dramma. A Ushuaia, nell'inverno australe, dove di solito si allenano gli azzurri delle discipline tecniche, Tommaso in allenamento ha un problema grave alla caviglia: saltano ossa e tendine. "Mi ero rotto talmente tante cose che non si poteva operare tutto", ricorderà quattro anni dopo. "Per fortuna la mia caviglia peggiora piano piano, mi hanno detto che potrò operarmi a fine carriera, semmai, però è una cosa delicata. Convivo col dolore ma siccome è lento a peggiorare sto imparando a non sentirlo". Sta fermo 18 mesi, mentre papà non c'è più e il futuro sembra pieno di incognite. Quando torna, autunno 2019 per il classico slalom di Levi (Finlandia), Tommaso sembra in grado di iniziare un percorso duro ma che lo porterà a risalire, a dimenticare l'infortunio. Sarà più dura del previsto.
i segnali e il nuovo crack
—Nel 2022, a quattro anni dal primo grave infortunio, tornano i segnali positivi. Per tre stagioni consecutive si stabilisce appena a ridosso dei migliori, tre volte entro la top10 sia nel 2022, che nel 2023, che nel 2024. All'inizio della stagione 2024-2025, novembre, mentre si allena con gli altri azzurri in Val Senales, l'ennesima botta. Sente cedere il ginocchio, neanche cade ma si ferma perché... qualcosa non va. La diagnosi è una delle peggiori: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Si opera e sta fuori un altro anno. Rientra sempre a Levi, nell'autunno 2025, attuale stagione di Coppa del Mondo: ha raccolto un settimo posto in Val d'Isere come miglior risultato, mentre è stato 11° a Schladming nell'ultimo slalom prima dei Giochi. Nella sua Bormio, Tommaso è andato benissimo in combinata con Domme Paris (quinti al termine della gara olimpica), ma nella "sua" prova di slalom è uscito, come detto, nella prima manche. "Ai Giochi serve un po' di follia", ha detto mentre aveva ancora indosso il casco dal quale spuntavano gli occhi di un bellissimo colore tra il marrone e il verde.
l'orizzonte di sala
—La vita non finisce certo nello slalom olimpico, forse nessuno lo sa meglio di Tommaso Sala, questo ragazzo brianzolo che si divide tra Sovico e Bormio. Con la mamma Lucia sempre al fianco e la fidanzata Roberta Melesi, atleta delle Fiamme Oro come Tommy e come lui azzurra di Coppa del Mondo, il classe 1995 ripartirà per nuove sfide. "Mi auguro un futuro leggermente più tranquillo di quello che ho passato fino ad oggi, ma se fosse tutto facile la vita sarebbe anche meno interessante", ha chiuso dopo lo slalom olimpico. Nevicava fitto, ma lui è abituato a ben di peggio.
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