La vicepresidente del Cio El Moutawakel: "Che forza le ragazze italiane!"
La Gazzetta dello Sport

La vicepresidente del Cio El Moutawakel: "Che forza le ragazze italiane!"

Lunedì 16 febbraio 2026
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L'olimpionica marocchina di Los Angeles 1984, prima africana e prima donna di un Paese musulmano a vincere una medaglia d'oro ai Giochi, è intervenuta a un convegno sulla parità di genere: "Nessuno ci stenderà un tappeto rosso, ma dobbiamo cogliere le opportunità che adesso finalmente abbiamo"

L'olimpionica marocchina di Los Angeles 1984, prima africana e prima donna di un Paese musulmano a vincere una medaglia d'oro ai Giochi, è intervenuta a un convegno sulla parità di genere: "Nessuno ci stenderà un tappeto rosso, ma dobbiamo cogliere le opportunità che adesso finalmente abbiamo"

Elisabetta Esposito Giornalista 16 febbraio - 15:41 - MILANO Nawal El Moutawakel, 63 anni

La sua storia è stata un esempio per almeno una generazione di atlete (e non solo). Ma Nawal El Moutawakel, prima africana e prima donna di un Paese musulmano a vincere una medaglia d'oro ai Giochi, vuole continuare a fare la differenza. Oggi l'olimpionica marocchina è vicepresidente del Cio, ha lavorato accanto a quattro numeri uno del Comitato olimpico internazionale con l'obiettivo di raggiungere la parità di genere anche nello sport. "Io non sono molto alta, appena un metro e 57, ma ho sognato così in grande da poter vincere un oro ai Giochi di Los Angeles 1984 nei 400 ostacoli. Quei 54 secondi di gara hanno cambiato la mia vita e anche se un infortunio ha interrotto la mia carriera da atleta quando ero giovanissima, ho deciso di non fermarmi. Nel 1984 ero l'unica donna dell'intera delegazione marocchina, non solo come atleta, lo ero in assoluto. Una circostanza che mi ha spinto a pormi delle domande e a impegnarmi al massimo per un sogno ancora più grande di quell'oro olimpico".

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oltre i tabù

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Quel sogno si sta pian piano realizzando, come ha spiegato a margine del'evento "Equità di genere nello sport" di questa mattina a Casa Italia, a cui hanno partecipato anche la vicepresidente del Coni Diana Bianchedi e la presidente della Federdanza sportiva (sono solo due le donne su 48 federazioni italiane) e referente del Dipartimento Pari Opportunità del Coni Laura Lunetta. "Uno dei risultati del lavoro svolto in questi anni è vedere una ragazzina che a nove anni sognava di diventare una campionessa essere oggi presidente del Cio - ha sottolinato ancora El Moutawakel -. Il Comitato olimpico sta facendo un percorso molto significativo, che ha portato alla parità di rappresentanza di genere a Parigi 2024 e qui a Milano Cortina siamo al 47,9%, la percentuale di atlete donne più alta per i Giochi invernali. Nell'Esecutivo Cio le donne sono il 45%, un risultato straordinario che deve spingere sempre più donne a cercare spazio anche in ruoli dirigenziali. Certo, nessuno ci stenderà mai un tappeto rosso, ma cerchiamo comunque di cogliere le opportunità che adesso finalmente abbiamo. E lo dico soprattutto alle giovani".

slancio italiano

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In Italia sotto questo punto di vista siamo ancora indietro, ma le tante vittorie al femminile di questi Giochi dimostrano che anche nel nostro Paese si sta facendo un buon percorso. "In questo momento l'Italia è il cuore del movimento olimpico ed è bello che proprio qui si stiano affermando delle icone italiane. Parliamo di donne che ci fanno sognare, esempi del 'Yes we can', come Federica Brignone o Francesca Lollobrigida, che è donna, atleta e mamma e che ha avuto l'istinto dopo il primo oro di correre da suo figlio per mostrarlo al mondo. Nel corso della storia sono stati rotti uno alla volta diversi tabù, segno che bisogna avere dei sogni e che non ci si debbano porre dei limiti. Secondo voi io nell'84, anche dopo aver indossato quell'oro, avrei mai pensato di diventare un giorno vicepresidente del Cio?".

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