Folle McGrath: inforca e butta l'oro, poi scavalca le reti e fugge nel bosco! Vince Meillard
La Gazzetta dello Sport

Folle McGrath: inforca e butta l'oro, poi scavalca le reti e fugge nel bosco! Vince Meillard

Lunedì 16 febbraio 2026
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Incredibile finale sulla Stelvio di Bormio, con il norvegese che non regge la pressione. Argento a Gstrein, bronzo Kristoffersen

Incredibile finale sulla Stelvio di Bormio, con il norvegese che non regge la pressione. Argento a Gstrein, bronzo Kristoffersen

dal nostro inviato  Andrea Fanì 16 febbraio 2026 (modifica alle 15:39) - BORMIO

L'oro nello slalom olimpico maschile sulla Stelvio di Bormio l'ha vinto Loic Meillard - terza medaglia per lui e quarto oro su cinque prove per la Svizzera - ma il vero show alla fine l'ha fatto Atle McGrath, il norvegese con papà americano in testa dopo la prima manche. Sotto evidente pressione dopo la seconda manche perfetta di Meillard (già secondo in combinata e terzo in gigante a questi Giochi), McGrath ha iniziato la seconda frazione con sei decimi da gestire: partito un po' impacciato sul tracciato angolato del muro della Konta, il ragazzo nato nel Vermont nel 2000 ha inforcato sul primo cambio di pendenza, dove in teoria poteva accelerare. Una inforcata banale che ne ha scatenato la rabbia incontrollata.

mcgrath nel bosco

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Atle ha inforcato, quindi ha cacciato un urlaccio avendo capito di aver buttato un oro che non aveva già in tasca ma quasi, su una pista nella quale aveva dominato sotto la fitta nevicata mattutina ma che ora si presentava liscia e con visibilità perfetta. Poi ha buttato i bastoni sul lato sinistro della pista, quindi ha tagliato il percorso fermandosi sul fianco opposto. A quel punto si è sganciato i parastinchi, gettandoli via, si è tolto gli sci e si è infilato sotto le reti di protezione che delimitano il percorso. McGrath, che sciava con il lutto al braccio per la recente scomparsa del nonno, era evidentemente vittima di una frustrazione ingestibile: oltre le reti, il norvegese-americano ha continuato a camminare, correre meglio, con gli scarponi verso il bosco, lontanissimo da tutti, cercando di allontanare un dolore umano misto a quello sportivo. Per la cronaca: l'argento è stato vinto dall'austriaco Fabio Gstrein e il bronzo dal compagno di McGrath, Henrik Kristoffersen, lontano dalle medaglie dopo la prima manche ma bravo a rimediare su un tracciato meno tecnico rispetto alle sue congenialità.

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lo slalom olimpico

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La gara che ha assegnato l'oro più tecnico è stata dai due volti: su una Stelvio preparata ancora alla perfezione dagli addetti alla pista di Bormio, la prima manche si è disputata sotto una nevicata via via sempre più fitta. Fondo duro ma l'accumulo di neve via via sempre più bagnata, rendeva il tracciato sempre più lento con il passare dei minuti. McGrath ha sfruttato la propensione al pendolo in spinta - su un pendio che è ideale per le gare veloci ma non ha i muri esasperati di Campiglio, Gran Risa e Adelboden, per dire - e la pista pulita con il pettorale numero 1, mentre le speranze azzurre con Alex Vinatzer naufragavano dopo metà gara. Il norvegese nato a Burlington aveva chiuso la prima frazione con sei decimi di Meillard - uno dei favoriti secondo Felix Neureuther intervistato dalla Gazzetta - e quasi un secondo su Gstrein, bravissimo nonostante col pettorale 12 la pista fosse già molto più lenta rispetto ai primissimi. Kristoffersen a 1"6, Noel - anche lui candidato al titolo date le caratteristiche abilità di fare velocità sui piani - addirittura a 2" per un errore grossolano. Nella seconda manche è cambiato tutto: cielo via via più limpido, neve che aveva smesso di cadere e pista resa di nuovo liscia dai ragazzi di Bormio. Il nostro Tommaso Saccardi, più giovane e migliore dei nostri, decimo dopo la prima manche, non ha osato del tutto chiudendo dodicesimo al traguardo. Poi è iniziata la lotta per l'oro: Clement Noel, olimpionico uscente, ha pagato la fame di rimonta, saltando a metà tracciato. Ok Kristoffersen, intelligente a scivolare senza strafare: Henrik "sentiva" che qualcuno avrebbe osato troppo. Gstrein preciso e diligente come nella prima, tanto da segnare il miglior tempo di manche insieme - purtroppo per lui - a un fotonico Loic Meillard, impeccabile soprattutto nel raccordo tra muro e primo cambio di pendenza. La forma smagliante dello svizzero 29enne - 9 successi in CdM - ha fatto il resto. Adesso detiene entrambi i titoli di slalom: l'oro iridato vinto a Saalbach nel 2025 e l'oro olimpico ai Giochi di Milano Cortina. L'ultimo che ci era riuscito era stato Benni Raich tra 2005 (Mondiali proprio a Bormio) e 2006 (Olimpiade a Torino), venti anni fa. Nessun  dubbio: tra i pali stretti il numero 1 adesso è Loic.

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