Mondiale, l'Italia del cricket si inchina ai maestri inglesi. Ma gli azzurri cedono a testa alta
A Calcutta finisce 202-7 a 178-10, ma grazie a una partita da applausi dei fratelli Manenti e dell'opener Justin Mosca ci avevamo addirittura sperato
A Calcutta finisce 202-7 a 178-10, ma grazie a una partita da applausi dei fratelli Manenti e dell'opener Justin Mosca ci avevamo addirittura sperato
Mario Salvini Giornalista 16 febbraio - 15:02 - MILANOTorniamo sui nostri pitch polverosi e d’asfalto. Metaforicamente: ché al Mondiale T20, a Calcutta, ci aspetta ancora un’altra partita, contro le Indie Occidentali. Accettiamo però la logica e la storia di questo sport, inchinandoci agli inglesi maestri. Contro i quali però abbiamo giocato, e persino sperato. Ci inducevano a farlo i pregressi di questa Coppa del Mondo, con il Nepal come unità di misura: noi giovedì a Mumbai lo avevamo piallato, l’Inghilterra ci aveva sofferto parecchio, fino all’ultimo, prima di batterlo di soli 4 punti. Ma, si sa, la proprietà transitiva nello sport e nella vita raramente funziona. E così questa mattina l’Inghilterra ha battuto l’Italia 202-7 a 178-10 in quella che per noi era la terza partita del girone, e per gli inglesi la quarta. Troppa la differenza tra alcuni degli azzurri, i tanti non professionisti del nostro o di altri campionati, e l’Inghilterra numero 3 del ranking mondiale. Soprattutto tra i loro lanciatori, Archer, Rashid, Curran, e gli ultimi dell’ordine di battuta dell’Italia.
mamma che italia!
—Resta la consapevolezza di aver fatto qualcosa di inimmaginabile. Non solo eravamo a Calcutta, in un Mondiale che credevamo irraggiungibile. Ma siamo stati capaci di giocarcela con l’Inghilterra. Persino con qualche rimpianto. Più d’uno. Basterà dire che già nel primo over, cioè nel primo set di 6 lanci, Archer con 5 sole palle ha fatto fuori Anthony Mosca, l’eroe del successo sul Nepal, e J.J. Smuts, senza permettere loro di segnare un singolo punto. Cominciare così, contro l’Inghilterra, significava essersi negati anche quel minimissimo sindacale di speranza che dovevamo riconoscerci. Perché con gli inglesi che, vinto il toss, si erano scelti di batter per primi, avevamo il gravosissimo compito di arrivare al loro 202. Una parola. Un’impresa disperata prima ancora di cominciare, figuriamoci dopo esserci visti eliminare due dei nostri migliori battitori quando sul tabellone avevamo in tutto 3 punti. E invece, con l’opener Justin Mosca a difendere il wicket, prima Harry Manenti e poi soprattutto suo fratello Ben, hanno cominciato a picchiare. L’arcigno Ben più di tutti, che ha visto 25 lanci inglesi trasformandoli in 60 punti, con 6 fuoricampo da 6 e quattro boundaries da 4, con uno strike rate di 240. Contro quel po’ po’ di lanciatori. Stesso discorso per Grant Stewart, autore di 45 punti su 23 lanci (5 colpi da sei punti, 2 da quattro). Così che nella fase centrale del nostro inning abbiamo persino cominciato a crederci un poco.
i rimpianti
—E a recriminare, anche. Perché ovviamente gli inglesi con le loro legnate ci avevano fatto soffrire. Ma Jos Buttler era stato messo a sedere da una presa di Ben Manenti su lancio di Stewart, sempre loro, dopo 4 lanci e 3 soli punti, esattamente come gli era già capitato contro la Scozia, per i commenti-live furibondi di molti tifosi. In compenso Phil Salt ci ha fatto presto capire quel che ci sarebbe toccato. Ribadito, con molta energia, da Will Jacks, autore di 53 punti (su 22 lanci, strike rate 240.9). Ma è vero che potevamo contenere un po’ di più e meglio la furia sua e dei suoi compagni. Un paio di sbavature di Jaspreet Singh e di Crishan Kalugamage hanno trasformato due battute da un punto in altrettanti boundaries: almeno 6 punti concessi in più senza i quali, a conti fatti, ci saremmo permessi un po’ di speranze in più. E poi ci sono state quelle due eliminazioni premature di Anthony Mosca e Smuts. Senza dimenticare l’assenza del capitano, Wayne Lee Madsen, probabilmente il nostro miglior battitore, uno dei pochi, con Ben Manenti, Smuts e Stewart, abituato ai livelli dei lanciatori inglesi. Discorsi che non avranno mai controprova. Will Jacks, coi suoi 53 punti, s’è meritato il premio da mvp, nonostante le legnate buscate da Ben Manenti. Il quale, Ben, è stato invece l’MVP per i votanti sul sito di ESPN, e scusate se è poco: un azzurro migliore in campo, secondo migliaia di appassionati, in una partita contro l’Inghilterra. Una partita persa, come da logica pronostico. Ma con rimpianti che per noi sono come una medaglia. E un incoraggiamento per il futuro.
Leggi anche Italia, al Mondiale lo scoglio Inghilterra. Ma dopo la vittoria sul Nepal tutto è possibileItalia, impresa al Mondiale di cricket! Batte il Nepal sotto gli occhi... di Sandokan© RIPRODUZIONE RISERVATA