Gomme Pirelli, promossi i primi test in Bahrain. E già si punta al rinnovo con F1 fino al 2028
I dati di correlazione tra nuove gomme e monoposto, registrati dopo i primi tre giorni di lavoro dei team, sono in linea con le aspettative. E la Casa milanese mira nell'immediato a prolungare il contratto di fornitura con la massima serie
I dati di correlazione tra nuove gomme e monoposto, registrati dopo i primi tre giorni di lavoro dei team, sono in linea con le aspettative. E la Casa milanese mira nell'immediato a prolungare il contratto di fornitura con la massima serie
Giusto Ferronato Giornalista 16 febbraio - 17:13 - MILANO Lewis Hamilton in azione con la Ferrari SF-26Si è parlato molto di energia, power unit e aerodinamica attiva. Ma nei primi giorni di test invernali di Formula 1, le gomme Pirelli hanno superato il primo vero esame in pista raccogliendo riscontri complessivamente positivi da parte dei team. Dopo mesi di sviluppo basato su simulazioni e dati previsionali, il lavoro svolto dalla casa milanese sembra aver centrato l’obiettivo principale: garantire stabilità di rendimento nonostante i cambiamenti tecnici delle nuove monoposto. Un buon inizio che ha avuto buone ripercussioni sul piano strategico. Dal paddock, infatti, emerge che Pirelli starebbe guardando con molto interesse al prosieguo della partnership con F1, oltre a prepararsi all’esordio in MotoGP nel 2027 (è già in Moto2 e Moto3). E non stupirebbe affatto perché la F1 per la Bicocca rimane un laboratorio importante per testare sviluppo e innovazione da riversare sui suoi prodotti. Nel breve l’obiettivo è al prolungamento al 2028 dell’attuale contratto con F1.
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VIDEO: Torna il rosso lucido e spunta... il bianco: il video della nuova Ferrari SF-26i primi riscontri
—Dal punto di vista tecnico, secondo le prime indicazioni provenienti dal paddock i piloti hanno evidenziato un degrado contenuto delle mescole e una buona resistenza meccanica, elementi ricercati già nelle stagioni precedenti e confermati anche con le nuove specifiche. Particolarmente incoraggiante il comportamento nella fase di riscaldamento, giudicato gestibile dai team, mentre resta ancora in corso la fase di adattamento alla guida delle vetture di nuova generazione. Dai primi rilevamenti si è potuto notare come diversi flat spot (spiattellamenti) registrati a fine sessione siano legati soprattutto alla fase di apprendimento dei piloti, impegnati a comprendere l’interazione tra frenata, recupero energetico e gestione della batteria. All’uscita di curva, invece, l’erogazione più brusca delle power unit tende a generare leggere perdite di trazione, con conseguente aumento della temperatura superficiale degli pneumatici: un aspetto che richiederà ulteriori affinamenti di assetto.
simulazioni
—La scorsa settimana i team si sono concentrati prevalentemente su simulazioni gara e long run, utilizzando più mescole su percorrenze elevate per valutare il comportamento sulle distanze. Nei prossimi giorni, anche alla luce delle selezioni più morbide — inclusa la C5 — l’attenzione dovrebbe spostarsi sulle prove di prestazione pura. In questo contesto, le gomme non sembrano rappresentare una criticità prioritaria rispetto ad altre aree ancora in fase di comprensione, come aerodinamica e gestione energetica. Un segnale che conferma come il prodotto sia stato sviluppato con un margine di sicurezza coerente con i dati forniti dai team a fine stagione.
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