Rann Utsav, la lunga festa indiana del sale nel Deserto Bianco, tra tradizione e motori
La Gazzetta dello Sport

Rann Utsav, la lunga festa indiana del sale nel Deserto Bianco, tra tradizione e motori

Sabato 21 febbraio 2026
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Rann Utsav non è solo un festival lungo più di quattro mesi, è un modo di abitare il White Rann of Kutch, la distesa di sale del Gujarat che da ottobre a marzo si trasforma in un villaggio temporaneo con bazaar, spettacoli e uscite rituali nel deserto al tramonto e nelle notti stellate. In questo scenario Tvs Motor, partner dell’evento, ha inserito i motori nel racconto del territorio, con moto customizzate, edizioni speciali, iniziative motoristiche e show nell’arena. Che aggiungono adrenalina a un viaggio già unico per atmosfera e paesaggio

Rann Utsav non è solo un festival lungo più di quattro mesi, è un modo di abitare il White Rann of Kutch, la distesa di sale del Gujarat che da ottobre a marzo si trasforma in un villaggio temporaneo con bazaar, spettacoli e uscite rituali nel deserto al tramonto e nelle notti stellate. In questo scenario Tvs Motor, partner dell’evento, ha inserito i motori nel racconto del territorio, con moto customizzate, edizioni speciali, iniziative motoristiche e show nell’arena. Che aggiungono adrenalina a un viaggio già unico per atmosfera e paesaggio

Valerio Boni 21 febbraio - 18:34 - MILANO Il deserto ricoperto di sale, meno noto di quello americano di Salt Lake City, vale da solo un viaggio. Di giorno è accecante, al tramonto genera riflessi unici, e di notte ha un fascino magico

In India, Paese sempre più emergente a livello globale in tema di due ruote, e più precisamente nel Gujarat, lo stato più occidentale confinante con il Pakistan, c’è un punto in cui la carta geografica sembra finire dentro un bianco abbagliante, il cosiddetto "Deserto Bianco". Qui da 20 anni si svolge il Rann Utsav, che è più di un evento: è un modo di dare un senso a un luogo estremo. Rann, in lingua hindi è la distesa salina, Utsav è la festa: messe insieme le due parole raccontano la festa del deserto di sale. E infatti qui la vera protagonista non è una piazza, non è un tempio, non è un palco, è il White Rann of Kutch, un mare di sale che d’inverno diventa percorribile e, di notte, sotto la luna, diventa un luogo magico. E il tutto non dura un solo weekend o una settimana: l’ultima edizione è iniziata lo scorso 23 ottobre 2025, e si concluderà il 4 marzo.

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una città di tende

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Negli anni, Rann Utsav è cresciuto come progetto di turismo esperienziale, passando da celebrazione locale a festival-stagionale ambientato in una vera e propria città temporanea (la Tent City di Dhordo, dove si trovano centinaia di tende confortevoli, con comodi letti, climatizzatore e un vero bagno), con ospitalità organizzata, spettacoli, artigianato e uscite rituali verso il deserto al tramonto e nelle notti migliori. In India i grandi festival spesso sono centrati su un momento unico e forte (religioso, sociale o identitario). In questo caso, invece, il meccanismo è diverso, perché è un evento che trasforma un paesaggio in destinazione, e invita a viverlo per uno o più giorni, con un ritmo quasi da spedizione.

Per l'edizione 2025-26 è stata realizzata una serie speciale ispirata ai colori e alle luci del deserto, denominata The Rann of Kutch Edition. Oltre alla Ronin nella foto, ci sono le Rtr 200, Rtr 310 e RR 310. In più c'è l'edizione dedicata altre ruote King EV Max

quattro mesi di festa

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È anche per questo che il paragone con altri festival indiani funziona bene se lo si mette sul piano della centralità del tema. A Goa, per esempio, i grandi appuntamenti motociclistici - come India Bike Week o Royal Enfield Motoverse - sono festival dove la moto è il centro e la località è la cornice, bellissima, in riva al mare, ma comunque secondaria rispetto alla community, ai concerti, alle presentazioni e alla festa. A Dhordo succede quasi il contrario, perché il luogo è il centro e tutto il resto - musica, danze, artigianato, esperienze - servono a immergere i partecipanti dentro quel bianco e quella luce. Quest’anno, però, il mondo dei motori non è un semplice contorno: con Tvs Motor partner del festival, l’evento è diventato una seconda trama che corre parallela a quella culturale.

La Tent City di Dhordo non è un comune campeggio, ma. un ampio villaggio in cui le tende sono ampie, climatizzate e dotate di un bagno convenzionale. E si dorme in un vero letto matrimoniale

un luogo magico

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Rann Utsav ha la struttura di un grande set vivo. La Tent City è ordinata, scenografica, studiata per accogliere flussi importanti senza perdere l’idea di villaggio temporaneo. Ci si muove tra padiglioni, ristorazione, aree spettacolo e bazaar artigianale, ed è proprio qui che il colosso indiano Tvs ha fatto una scelta intelligente, quella di portare le moto dentro il percorso naturale del pubblico. Non è un’esposizione convenzionale, con le tutta in fila e separata dal resto, ma quasi una caccia al tesoro, con moto customizzate piazzate in vari punti del villaggio disseminato di tende accoglienti, come installazioni che intercettano lo sguardo mentre si va a cena, mentre si esce da uno spettacolo, o ci si avvicina al mercato. Il risultato è che la moto smette di essere un oggetto inanimato, e diventa un elemento narrativo del luogo, con colori, texture, riferimenti locali e luce del deserto che cambiano totalmente la percezione a seconda dell’ora.

A poca distanza da Tent City è stata allestita un'arena destinata a ospitare esibizioni e spettacoli. Nell'immagine uno show di short track in sella alle Tvs Ronin appositamente allestite

serie speciali con i colori del deserto

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Il cuore dell’operazione di quest’anno è la Rann Utsav Custom Series: moto costruite come pezzi unici, con un linguaggio estetico che richiama il sale, il cielo, la notte e la tradizione artigiana del Kutch. L’idea è chiara, se il deserto è una tavolozza minimalista (bianco, blu, oro, nero), allora la personalizzazione deve lavorare di fino, con sfumature, materiali, dettagli, più che con l’eccesso. La collezione mette in scena i modelli più noti del marchio, dalla Ronin alla Trx, con l’obiettivo di mostrare come un luogo può trasformarsi in design. È un approccio che strizza l’occhio a chi ama le custom per quello che raccontano, non solo per quello che fanno. E infatti alcuni dettagli, finiture, richiami ai dettali locali, vanno interpretati come un dialogo con l’artigianato che, a pochi metri, riempie il bazaar.

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Il tramonto sul deserto di sale è uno spettacolo garantito, che si ripete per tutti i 133 giorni del festival

tre ruote protagonisti

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In questo filone rientra anche il tre ruote elettrico Tvs, proposto con una veste dedicata. È un dettaglio tutt’altro che banale, perché in India i veicoli a tre ruote sono protagonisti indiscussi della mobilità reale. Inserirlo dentro un evento così scenografico significa comunicare che la transizione non è solo auto premium, è anche lavoro e spostamenti quotidiani. E in un luogo dove il silenzio notturno conta quanto il paesaggio, l’elettrico ha un senso narrativo immediato: meno rumore, meno interferenze con l’atmosfera.

Le moto customizzate e le versioni speciali non sono raccolte un'unica area espositiva, ma distribuite in tutto il villaggio

l'arena motoristica

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Il terzo pilastro del lungo festival, quello che sposta l’ago verso un pubblico più legato ai motori, sono le iniziative legate alla guida e allo spettacolo. Poco distante dalla Tent City c’è l’arena motoristica, che diventa un punto di attrazione autonomo, quasi un festival nel festival. Qui l’impostazione è dinamica, fatta di spettacoli, attività esperienziali, momenti di intrattenimento con la moto come protagonista. È lo spazio dove il Rann smette di essere solo contemplazione e diventa energia. Con esibizioni, format leggeri, dimostrazioni che parlano a chi magari è arrivato per vedere il deserto, ma finisce per fermarsi a guardare che cosa si può fare con una due ruote in un contesto così diverso dal solito. E poi c’è l’aspetto community, che in India è sempre molto forte: iniziative di gruppo, gite organizzate, incontri. Il messaggio, neanche troppo nascosto, è quello che negli eventi sul mare, come a Goa è già naturale (la moto come identità), ma qui viene riletto in chiave destinazione. Il Rann esce dal ruolo di sfondo per una festa, per diventare una meta da raggiungere, possibilmente su due ruote.

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