Sei Nazioni, a Twickenham c’è solo l’Irlanda: Inghilterra dominata dall’inizio alla fine
Inglesi irriconoscibili e battuti 42-21: è la seconda sconfitta in tre partite, il sogno Sei Nazioni è già svanito. Per gli irlandesi è il successo più largo mai ottenuto a Londra
Inglesi irriconoscibili e battuti 42-21: è la seconda sconfitta in tre partite, il sogno Sei Nazioni è già svanito. Per gli irlandesi è il successo più largo mai ottenuto a Londra
Francesco Palma 21 febbraio 2026 (modifica alle 18:07) - MILANOA Twickenham c’è una sola squadra in campo: l’Irlanda, che demolisce l’Inghilterra 42-21 con 5 mete e zittisce le tante critiche delle prime due settimane di Sei Nazioni, che l’avevano vista perdere male con la Francia e battere con grandissima fatica l’Italia. È la vittoria più larga di sempre per gli irlandesi a Londra: superato il 32-15 del 2022. La squadra di Farrell sfodera una prestazione degna dei tempi migliori contro un’Inghilterra irriconoscibile: da co-favoriti per la vittoria del torneo dopo 12 vittorie consecutive nel tra il 2025 e il 2026 gli inglesi si ritrovano con due sconfitte consecutive sul groppone e sono praticamente già fuori dalla lotta. L’Irlanda dovrà attendere i risultati di Scozia e Francia per capire se può realmente tornare a giocarsi il torneo, ma intanto il successo di Twickenham è quello che serviva per scacciare i fantasmi di un Sei Nazioni cominciato male.
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—L’Irlanda parte forte. Lowe si fa sfuggire un pallone ghiottissimo a 5 metri dalla linea di meta, vanificando un bellissimo scambio tra Gibson Park e Crowley, ma al 7’ McCloskey recupera un gran pallone sulla linea dei 22 inglesi, poi McCloskey innesca la corsa di Gibson Park che viene fermato a pochi metri dalla linea di meta. La difesa inglese però è tutta un fuorigioco, e Crowley mette dentro i primi 3 punti del match. Dall’altra parte invece si accende Lawrence, che rompe tre placcaggi di fila e mette l’Inghilterra sul piede avanzante, ma Mitchell spreca tutto con un passaggio nella terra di nessuno. La mischia inglese però si dimostra fin da subito superiore, ma per due volte Ford manca clamorosamente la touche su un calcio di punizione a favore. L’Irlanda supera 10 minuti di grande difficoltà, poi alla prima occasione colpisce: Baloucoune è bravissimo ad andar via ad Arundell e a servire O’Brien, gli irlandesi entrano nei 22 e guadagnano un calcio di punizione, con Gibson Park che batte velocemente, sorprende la difesa irlandese e va a segnare la meta del 10-0 con trasformazione di Crowley. Il mediano irlandese al 23’ sbaglia un calcio facile per allungare, ma 4 minuti dopo arriva direttamente la seconda meta: O’Brien vince una gran battaglia aerea contro Stewart, poi McCloskey buca con facilità impressionante la difesa irlandese e viene fermato a un passo dalla linea di meta. Arriva Gibson Park velocissimo, subisce un fallo ma riesce comunque a servire a destra Baloucoune che schiaccia per il 15-0, con l’arbitro Piardi che ammonisce Steward per l’intervento. Subito dopo è proprio il fischietto azzurro a dare forfeit: un problema al quadricipite lo costringe a lasciare il campo, con il francese Pierre Brousset che da assistente diventa arbitro. L’Inghilterra continua a sbagliare tutto lo sbagliabile: Arundell non trova la rimessa laterale e regala all’Irlanda un contrattacco in campo a aperto e con l’uomo in più. Accelera ancora uno scatenato Baloucoune che beffa Dingwall con una finta e serve O’Brien per la meta del 22-0. Dopo un primo tempo da incubo, nel finale l’Inghilterra trova finalmente l’intensità necessaria per mettere in difficoltà l’Irlanda: gran palla di Ford per l’imbucata di Freeman, fermato a un metro dalla linea, poi dopo una serie di cariche Dingwall schiaccia per il 22-7 con cui si va all’intervallo.
Disastro
—La partenza irlandese è fulminante anche nel secondo tempo: Doris rompe due placcaggi ed entra ancora nei 22, poi Gibson Park e McCloskey tengono il ritmo altissimo e Pollock è costretto al fallo per arginare la marea verde. Giallo anche per il giovane talento inglese e padroni di casa di nuovo in 14 per altri 10’. L’Irlanda ringrazia e chiude la questione: ennesima carica di McCloskey, poi Sheehan chiude la questione per il 29-7. L’Inghilterra passa 10 minuti da incubo ma non concede altri punti, poi al 53’ torna sotto con la bella meta di Lawrence dopo aver stretto tutta la difesa irlandese sul lato destro. L’Irlanda rimane anche in 14 per un giallo a Osborne, autore di un fallo in occasione della meta inglese. Anche con l’uomo in meno l’Irlanda mantiene le redini del match: Crowley allunga dalla piazzola per il 32-14, mentre dall’altra parte Baloucoune disinnesca ancora una volta Arundell. Al 66’ l’immortale Beirne conquista il turnover che vale altri 3 punti col piede di Crowley. Al 70’ Osborne chiude la questione con la meta del clamoroso 42-14. Nel finale l’Inghilterra accorcia con la meta di Underhill, che serve solo a rendere meno amaro il punteggio. Finisce 42-21 per l’Irlanda, che sale a quota 9 in classifica e lascia l’Inghilterra a secco.
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