Amuleto D'Uffizi, quando segna, l'Ascoli vince: "E se lo riporto in B, mi faccio biondo"
La Gazzetta dello Sport

Amuleto D'Uffizi, quando segna, l'Ascoli vince: "E se lo riporto in B, mi faccio biondo"

Lunedì 23 febbraio 2026
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L'esterno dei marchigiani con 11 gol è il miglior under 21 della terza serie. Ma ha dovuto ricominciare dalla periferia dopo le bocciature con Roma e Lazio: "Idoli? I miei nonni, giocatori negli anni ’40.... Nonno Angelo è il mio primo pensiero ogni volta che segno"

L'esterno dei marchigiani con 11 gol è il miglior under 21 della terza serie. Ma ha dovuto ricominciare dalla periferia dopo le bocciature con Roma e Lazio: "Idoli? I miei nonni, giocatori negli anni ’40.... Nonno Angelo è il mio primo pensiero ogni volta che segno"

Lorenzo Topello Collaboratore 23 febbraio - 17:29 - MILANO

Arrivò un momento in cui anche un dribblomane come Simone D’Uffizi trovò il più arcigno degli ostacoli: “Mi dissero che ero troppo magro, in quel momento pensai che l’unica cosa da fare fosse smettere”. Che insomma, se a mettere lo stop alla tua carriera sono prima i dirigenti della Roma e poi quelli della Lazio, un po’ male ti fa. Eppure al classe 2004 di origine laziale è bastato cambiare lato per tornare a sgasare: “Tornai in periferia per divertirmi, feci buone cose alla Lodigiani, prima che arrivasse il Covid”. Ma di smettere non glielo ha consigliato più nessuno. Anzi: oggi Simone D’Uffizi è l’under 21 con più gol di tutta la Serie C, forte della doppia cifra raggiunta in maglia Ascoli. 

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C’è della voglia di rivalsa? 

“Alla Roma e alla Lazio ho preso due belle bastonate. Ma ora voglio dare tutto per l’Ascoli, perché la piazza mi ha concesso enorme fiducia”. 

Simone D'Uffizi Esterno dell'Ascoli Classe 2004, dopo le bocciature da Roma e Lazio, è partito dai dilettanti:: ha giocato con Lodigiani, Nuova Florida, Viterbese e Ascoli.

Parliamo di Ascoli, allora. L’obiettivo stagionale qual è, ora? 

“Lo stesso di inizio anno. Perché finché la matematica non ci condanna ci crediamo”. 

Anche se fra la coppia Ascoli-Ravenna e l’Arezzo capolista si è creato un solco. A che cosa è dovuto? 

“Abbiamo avuto un momento un po’ particolare, in cui abbiamo perso punti. Siamo una squadra nuova, siamo partiti con tanti calciatori nuovi così come il mister e in qualche situazione abbiamo pagato la necessità di amalgamarci, tutto qua. Ma l’appannamento vissuto non deve essere un alibi”. 

Ha detto più di una volta di sentirsi responsabile pure per la retrocessione bianconera di due anni fa. 

“Sì, devo restituire qualcosa. L’ho vissuta dentro e mi ha fatto molto male, così come a tutta la piazza. Io e Milanese siamo gli unici reduci da quella retrocessione, abbiamo sentito come la missione di dover riportare la società in B. Dove merita di stare”. 

Ma che tipo di calciatore è D’Uffizi? 

“Un esterno che ha ricevuto tanta fiducia dal mister e dal direttore fin dal primo giorno di ritiro. Non avevo mai segnato più di 3 gol, ora sono in doppia cifra e posso migliorare ancora”. 

Scegliamone uno, dei gol segnati finora: qual è il più pesante? 

“Spero il prossimo. Guardando indietro forse quello con la Ternana, di testa”. 

Lo sa che quando lei segna, l’Ascoli vince sempre? 

“Non lo sapevo, ma mi fa molto piacere. Io però devo mettere da parte i meriti personali e pensare solo all’obiettivo di squadra”. 

Il mio futuro è qua e spero di fare qualcosa d'importante. Resto umile

Simone D'Uffizisul futuro della carriera

Però saprà bene che quest’estate il suo telefono squillerà parecchio, immaginiamo. 

“Può solo farmi piacere. Ma il mio futuro è qua e speriamo di fare qualcosa di importante. Rimango umile”. 

Che cosa ricorda dell’inizio di carriera fra Trigoria e Formello? 

“Il centro sportivo giallorosso e i giocatori che ci passavano davanti. Io ero un bambino, era la Roma di Garcia: un’emozione unica. Anche se la mia famiglia simpatizza per la Lazio…”. 

Ma la sua storia è iniziata proprio nel team di papà e mamma, vero? 

“Sì, i primi calci li ho dati al Villaggio Breda, la società sportiva gestita ancora oggi dai miei genitori. Una realtà della porta accanto, dalla scuola calcio ai Dilettanti che oggi giocano in Prima Categoria. Lì mi notarono osservatori prima della Roma e poi della Lazio, convincendomi a giocare per entrambe. Ma visto che entrambe rimasero perplesse per il mio fisico, ho avuto bisogno di rifarmi le ossa in Serie D: il direttore della Lodigiani, l’anno dopo il Covid, mi ha portato alla Nuova Florida. Da lì sono passato prima alla Viterbese e poi alla chiamata dell’Ascoli: impossibile da rifiutare”. 

Un idolo? 

“Potrei dire Messi e Neymar. Ma sono altri i calciatori a cui mi ispiro”. 

Per esempio? 

“I miei nonni, entrambi giocatori negli anni ’40: potevano giocare ai massimi livelli, ma la guerra e qualche titubanza familiare li ha fermati. Nonno Angelo, mancato due anni fa, è ancora oggi il mio primo pensiero ogni volta che segno”. 

Facciamo un fioretto finale: che cosa è disposto a fare Simone D’Uffizi se l’Ascoli approda in Serie B? 

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“Mi faccio tutto biondo. Mi creda, è un fioretto enorme per me: i capelli non li ho mai toccati”.

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