Le scarpe possono influenzare il cervello? La risposta della scienza
La Gazzetta dello Sport

Le scarpe possono influenzare il cervello? La risposta della scienza

Lunedì 23 febbraio 2026
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Il legame tra piedi e cervello è più profondo di quanto si pensi, e le calzature giocano un ruolo. Ma in che modo?

Il legame tra piedi e cervello è più profondo di quanto si pensi, e le calzature giocano un ruolo. Ma in che modo?

Eugenio Spagnuolo 23 febbraio - 17:24 - MILANO

Le scarpe possono cambiare il modo in cui il cervello funziona? Un popolare brand di calzature sportive ci ha puntato, lanciando a gennaio due modelli progettati con l'ambizione esplicita di "attivare il cervello". Dietro la promessa c'è una tecnologia che ha richiesto oltre dieci anni di ricerca per trasmettere la sensazione di avere suolo sotto i piedi. La scienza, però, racconta una storia un po' più complessa. Ed è proprio questa divergenza a rendere (forse) la cosa interessante.

pensare con i piedi

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Le scarpe agiscono davvero sul sistema nervoso, ma in modo insospettabile. "Le piante dei piedi contengono migliaia di meccanoreceptori che rilevano pressione, vibrazione, texture e movimento", spiega Atom Sarkar, neurochirurgo e professore alla Drexel University di Filadelfia, in un'analisi pubblicata su The Conversation. I segnali prodotti da questi sensori viaggiano attraverso i nervi fino a raggiungere la corteccia somatosensitiva, l'area del cervello che custodisce la mappa del corpo. "I piedi occupano una porzione significativa di questa mappa, riflettendo la loro importanza nell'equilibrio, nella postura e nel movimento", precisa Sarkar. Le scarpe influenzano anche la propriocezione — la capacità del cervello di percepire dove si trova il corpo nello spazio — e, di conseguenza, il modo in cui ci muoviamo. Ma influenzare il movimento non è la stessa cosa che potenziare la concentrazione.


scarpe fini, cervello grosso?

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Le scarpe con una suola sottile permettono a più informazioni di raggiungere il cervello e alcuni studi mostrano che questa maggiore sensibilità può migliorare l'equilibrio. Ma Sarkar mette in chiaro che "più sensazioni non significa automaticamente meglio. Il cervello filtra costantemente gli input sensoriali, dando priorità a quelli utili e sopprimendo quelli che distraggono". Insomma, la stimolazione dei piedi attiva le regioni somato-sensoriali, ma la concentrazione e le funzioni esecutive del cervello dipendono da reti neurali complesse, che coinvolgono anche la corteccia prefrontale, il lobo parietale e il talamo, oltre a neurotrasmettitori come dopamina e norepinefrina che modulano il sistema nervoso. "Ecco perché l'attivazione del cervello da sola non equivale a potenziamento cognitivo", precisa lo studioso.

effetto placebo

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 C'è però un aspetto che non va trascurato, legato al modo in cui la nostra mente risponde alle aspettative. "Se una persona crede che un prodotto migliori la sua attenzione, quella credenza da sola può cambiare percezione e comportamento — a volte abbastanza da produrre anche effetti misurabili", ammette Sarkar. Si tratta dell'effetto placebo, ben documentato dalla scienza. A questo si aggiunge il concetto di cognizione incarnata: postura, movimento e stabilità fisica possono influenzare umore, confidenza e chiarezza mentale percepita. Ecco perché le scarpe possono insomma influenzare indirettamente come ci sentiamo, anche senza potenziare direttamente le funzioni cognitive.Ma i maggiori benefici il cervello li ottiene con dieta, attività fisica e riposo. Le scarpe non possono sostituirli ma, al massimo, darci un aiutino. "La scienza supporta l'idea che le scarpe possano cambiare l'input sensoriale, la postura e il movimento", conclude Sarkar. "Ma non che da sole possano migliorare la nostra concentrazione o l'attenzione".

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