Le auto elettriche saranno salvate dai robot umanoidi? L'idea dei coreani
La vendita di auto elettriche sta rallentando e i produttori di batterie sono già in contatto con quelli di robot umanoidi, che in futuro produrranno anche Ev e accumulatori
La vendita di auto elettriche sta rallentando e i produttori di batterie sono già in contatto con quelli di robot umanoidi, che in futuro produrranno anche Ev e accumulatori
Giuseppe Croce 23 febbraio 2026 (modifica alle 18:30) - MILANO Robot umanoidi Ubitech Walker S2 pronti ad entrare nelle fabbriche automotiveIl rallentamento della transizione del mondo auto alla trazione elettrica sta creando non pochi grattacapi ai colossi industriali asiatici, ma una soluzione inaspettata potrebbe arrivare da uno scenario che, fino a pochi anni fa, poteva sembrare pura fantascienza. Mentre i piazzali dei concessionari sono pieni di auto elettriche e faticano a svuotarsi alla velocità prevista dagli analisti, i grandi produttori di batterie per Ev della Corea del Sud stanno guardando oltre le quattro ruote, puntando tutto su una nuova generazione di "clienti" che non guidano l'auto, ma potrebbero costruirla: i robot umanoidi.
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Il pacco batterie di un'auto elettricaBATTERIE AL CENTRO
—Il cuore del problema risiede in una scommessa industriale colossale che ora rischia di trasformarsi in un boomerang finanziario. Negli ultimi anni, i principali player del settore batterie hanno investito somme astronomiche per costruire gigafactory e aumentare la capacità produttiva, arrivando a superare per la prima volta i 1.000 GWh di capacità installata a livello globale sulle auto elettriche in vendita. Tuttavia, i produttori di batterie sudcoreani come LG Energy Solution, Samsung SDI e SK On si trovano ora a fronteggiare perdite operative causate dal rallentamento nelle vendite di veicoli elettrici. Il mercato, sebbene in crescita rispetto all'anno precedente, non sta assorbendo l'offerta con la voracità inizialmente ipotizzata e le fabbriche progettate per sfornare celle a ritmo continuo rischiano di girare a vuoto. Se le auto elettriche non si vendono abbastanza velocemente da giustificare questi investimenti, diventa obbligatorio per chi produce le batterie trovare urgentemente altri sbocchi per la capacità produttiva in eccesso, prima che i bilanci vadano in rosso profondo.
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Una cella che va a costituire le batterieBATTERIE PREMIUM
—È qui che entrano in gioco i robot, delineando una strategia che potrebbe ridefinire l'economia dell'accumulatore. Esiste una differenza sostanziale tra una batteria destinata a un'auto e una progettata per un robot umanoide: quest'ultima deve gestire densità energetiche elevate in spazi ridotti e spesso supportare operazioni complesse come il cambio del pacco batteria in modo autonomo. LG e Samsung sono già in trattativa con i produttori di robotica per sviluppare e fornire queste celle specializzate. L'ipotesi che circola tra gli addetti ai lavori è che questo nuovo settore possa garantire margini di profitto decisamente superiori rispetto alla fornitura automotive, ormai divenuta una guerra al ribasso sui prezzi come dimostra anche la scelta di Catl, il principale produttore al mondo di batterie, di lanciare una linea di prodotti economici a ioni di sodio. Grazie ai ricavi "premium" provenienti dalla robotica, quindi, i produttori asiatici potrebbero tenere in piedi il business delle batterie, compensando i minori ricavi per kWh che derivano dal mercato delle auto elettriche e giustificando le enormi valutazioni di borsa che aziende come Tesla cercano di mantenere spostando il focus dalle auto alla robotica. Proprio Tesla, d'altronde, ha una grossa gatta da pelare con le sue nuove batterie 4680, che non sa come e dove utilizzare dopo il flop commerciale del Cybertruck.
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I robot umanoidi posso diventare sia forza lavoro che prodotto finaleI ROBOT SONO LA CHIAVE
—Lo scenario che si prospetta è quello di un'integrazione industriale totale, dove i robot diventano sia il prodotto finale che la forza lavoro. Buona parte dei robot umanoidi che verranno prodotti nei prossimi anni è destinata proprio alle fabbriche, comprese quelle automobilistiche e di batterie, con l'obiettivo di abbattere drasticamente i costi di produzione. In Cina, ad esempio, robot come il Walker S2 di Ubtech Robotics stanno già entrando nelle catene di montaggio di colossi dell'auto come Byd, Geely e Volkswagen per accumulare dati reali derivanti da ore di lavoro svolte sulla catena di montaggio. Anche negli Stati Uniti, la Bmw sta testando robot umanoidi nei suoi stabilimenti, mentre Tesla ha addirittura deciso di cessare la produzione delle storiche Model S e Model X per fare spazio alle linee di assemblaggio del robot Optimus. Questo potrebbe creare un circolo virtuoso in cui i robot costruiscono auto elettriche più economiche rendendole appetibili, e le auto elettriche forniscono la scala industriale per le batterie dei robot. Tuttavia, il risultato potrebbe essere un settore intrinsecamente fragile: molti di questi progetti si basano ancora sulla filosofia del "fingi finché non ci riesci", con startup che bruciano milioni e tecnologie non ancora mature per sostituire affidabilmente l'uomo. Se la bolla della robotica dovesse scoppiare prima di consolidarsi, trascinerebbe con sé anche le speranze di ripresa rapida della filiera delle batterie. Sarebbe la tempesta perfetta.
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