Da giardinetta a station wagon, come si definiscono le auto familiari
La Gazzetta dello Sport

Da giardinetta a station wagon, come si definiscono le auto familiari

Venerdì 27 febbraio 2026
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Dal pionierismo oltreoceano all'epoca d'oro in Europa: se a unire le "station" è sempre una visione adatta al viaggio di gruppo, le differenze nella denominazione è tra le più ampie nel mondo dell'auto

Dal pionierismo oltreoceano all'epoca d'oro in Europa: se a unire le "station" è sempre una visione adatta al viaggio di gruppo, le differenze nella denominazione è tra le più ampie nel mondo dell'auto

Maurizio Bertera 27 febbraio 2026 (modifica alle 10:12) - MILANO La nuova A6 Avant, erede di una grande tradizione Audi nelle familiari

Le case europee - comprese quelle italiane - ne hanno esaltato il valore, soprattutto dal punto di vista stilistico ma non si può togliere a quelle americane il valore della primogenitura assoluta quando si parla di auto "familiari". C'è un concetto secolare nell'industria automobilistica di oltreoceano che definisce questa tipologia di vetture: «Wagons are just regular sedans with an extended roof and interior». Tradotto, sta per «le station wagon sono semplicemente delle normali berline con un tetto e interni estesi». In realtà, la storia non è così basica: l'origine si deve a esigenze commerciali con i primi esemplari realizzati intorno al 1910 da costruttori indipendenti che producevano carrozzerie in legno per il telaio della Ford Model T.  Vennero soprannominate anche carryall,  letteralmente "carica tutto" - in quanto offrivano un vano di carico molto più grande e spazioso rispetto alla tradizionale carrozzeria. Gli storici dell'auto assegnano alla Star (divisione della Durant Motors) la produzione della prima station wagon assemblata utilizzando uno scheletro in legno imbullonato alla carrozzeria della vettura. Era il 1923, sei anni dopo Ford iniziò a produrre ufficialmente le Model T destinate per l'allestimento wagon e nel 1935 la General Motors lanciò la prima station wagon destinata esclusivamente al trasporto passeggeri: la Chevrolet Suburban. Successivamente iniziò un vero e proprio boom, le wagon vennero viste dal mercato come auto spaziose e capienti destinate non solo al trasporto merci ma anche all'utilizzo familiare. Un esempio fu la Chrysler Town & Country, lanciata nel 1941, la prima station di lusso della storia nonché il modello posizionato all'apice della gamma di Chrysler. Sul tema, oltre alle Big Three che dominavano il campo, si sarebbero cimentati anche brand scomparsi come Nash, Studebaker e Packard con modelli interessanti nel secondo dopoguerra. Gli anni Cinquanta e Sessanta segnarono il momento d'oro delle wagon d'oltreoceano, con auto iconiche quali la Chevrolet Bel Air, la Ford Ranch Wagon e la Rambler Cross Country. Nel decennio successivo, in l'avvento dei minivan iniziò a segnarne il mercato.

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IL SECONDO DOPOGUERRA

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Passiamo nella cara vecchia Europa dove negli Anni 30 ci fu qualche tentativo come la Citroën Traction Avant Familiale (che in francese vuol dire "familiare") nel 1935, una versione allungata della Traction Avant con tre finestrini e una terza fila di sedili (nove posti totali) disponibile anche in versione commerciale. Due anni più tardi venne messa in commercio in Inghilterra la Commer, basata sulla Hillman Minx Magnificent. L'Italia portò un mattone al tema negli anni successivi al secondo conflitto mondiale: la Fiat 1100 Viotti Giardinetta (altro termine andato tecnicamente in disuso ma storico), venne presentata nel 1946, subito replicata da altri carrozzieri come Fissore e dalla stessa Fiat che, due anni più tardi mise in vendita la Topolino "Giardiniera". La denominazione era stata scelta in assonanza con la Giardinetta inventata da Mauro Revelli - designer della Carrozzeria Viotti - ma non utilizzabile in quanto depositata.   

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Dalla 500 Giardiniera alla Thema

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A scrivere però la prima pagina importante delle wagon italiane sarà la 500 Giardiniera che dal 1960 fino al 1977 (con l'ultimo decennio sotto il marchio Autobianchi) venne venduta in circa 330mila esemplari. Gli Anni 70 sono quelli che segnano lo sviluppo tecnico della tipologia con modelli come la Volvo Serie 200 e la Mercedes-Benz W123 ma è in quelli 80 che le Case decidono in massa di cimentarsi sul tema wagon con prodotti innovativi come la Audi 100 Avant (1983) il cui portellone posteriore con il lunotto molto inclinato dona un carattere dinamico fino ad allora mai associato alle familiari o di lusso come la Lancia Thema, la cui versione wagon viene persino disegnata da Pininfarina nel 1986. Sul finire del decennio, debuttano altri modelli di successo come la Peugeot 405, la Volkswagen Passat Variant, la Bmw Serie 3 Touring, la Mercedes-Benz W124 e la Volvo Serie 700. Non è un caso che a metà degli Anni 90, il mercato italiano regala alle familiari le vendite maggiori della storia, arrivando a oltre 241mila nel 1994: in parecchi casi, le station wagon vengono preferite alle berline da cui derivano. Il paragone con il mercato odierno, sempre nel nostro Paese, diventa imbarazzante e spiega come i Suv abbiano praticamente spazzato via la tipologia: nel 2025, la nicchia ha superato di poco le 43mila unità.

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fantasia nei nomi

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Una peculiarità delle familiari è la grande fantasia delle case nel trovare denominazioni per marcare il territorio. Abbiamo già citato Avant per Audi, Variant per Volkswagen e Touring per Bmw. Ma l'elenco è lungo, in parte di nomi sopravvissuti e in parte di nomi scomparsi. Citiamo: Caravan e Kadett (Opel che oggi utilizza Tourer), Vario e Sportstourer (Seat), Combi (Skoda),  Clubman (Mini), Sportwagon (Alfa Romeo), Tourer (Honda), SporTour e Sporter (Renault),  Sportswagon (Kia), Estate (Ford), SportHatch (Saab), Touring Sports (Toyota). Sportbrake (Jaguar), Levorg (Subaru) e via così. Va detto che i pochi modelli attualmente sul mercato stanno virando serenamente sull'acronimo SW o sul termine Wagon. Da sottolineare l'arrivo di due variazioni sul tema. La prima è rappresentata dai modelli "all terrain", caratterizzati da un assetto lievemente rialzato, da protezioni sottoscocca sia all’avantreno sia al retrotreno e dalla trazione integrale – o quantomeno da sistemi elettronici che avvicinano le prestazioni delle 4WD. Anche qui spazio alla fantasia: Cross Country (Volvo), allroad (Audi), All Terrain (Mercedes-Benz). La seconda è la shooting brake, come la  Mercedes-Benz Cla: definibile come una wagon dal forte accento sportivo, più nella forma - quasi da coupé  - che nella potenza, per decenni sono state esclusiva della produzione inglese sino a essere "sdoganate" da un modello della Stella, lanciato nel 2012, quale la Cls: una wagon con 5 porte, abbandonando quindi le 2 porte tipiche delle altre familiari sportive, e con un posteriore da vera coupé. Curiosità: shooting brake significa letteralmente "carrozze dedicate alla caccia". Dotate di molto spazio interno, tanti vani dove riporre le proprie armi e estremamente versatili, erano la risposta britannica alle carrozze berlina di fine XIX secolo. Il termine francese break, utilizzato in passato per definire genericamente le loro vetture familiari richiama appunto quel brake.

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La Tipo SW è stata una delle migliori familiari recenti della Fiat

CIAO CIAO TIPO

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Chiusura con le wagon Fiat che hanno segnato la storia italiana: l’ultima generazione della Tipo Station Wagon, costruita in Turchia è pronta a salutare il mercato dopo un decennio. È la fine di un'epoca dove si sono succeduti modelli, più o meno azzeccati, anche qui con denominazioni originali: Stilo Multi Wagon, Marea Weekend, Tempra SW, Regata Weekend, 131 Panorama, 124 Familiare... Forse non proveremo la nostalgia che oltreoceano continuano a manifestare per le woodie, le wagon Anni 60 dove la carrozzeria presenta pannelli e modanature di legno, perfetto per le più strane decorazioni. Non è un caso che viaggino su quotazioni elevate sul mercato dell'auto d'epoca. Ma le "giardinette" italiane - a noi piace chiamarle ancora così - un po' ci mancheranno.

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