Dominante in campionato, subito fuori dalla Champions: Chivu imita il "nemico" Conte
Era dalla stagione 2020-21 che i nerazzurri non mancavano la qualificazione almeno agli ottavi in Europa, con il tecnico pugliese in panchina che volava in Serie A 1° a 62 punti. Oggi il romeno è fuori dalle competizioni continentali, ma in testa in Italia con 64
Era dalla stagione 2020-21 che i nerazzurri non mancavano la qualificazione almeno agli ottavi in Europa, con il tecnico pugliese in panchina che volava in Serie A 1° a 62 punti. Oggi il romeno è fuori dalle competizioni continentali, ma in testa in Italia con 64
Gregorio Spigno Giornalista 27 febbraio - 11:34 - MILANOLo scorso anno la serie tv Inter-Napoli è andata avanti dall'inizio alla fine del campionato: rimonte, controrimonte, bordate, risposte, provocazioni. Quest'anno la stagione numero due conta meno episodi. In primis perché l'Inter ha preso nettamente il largo sul Napoli piazzandosi ad una comodissima distanza di 14 punti dopo 26 partite, poi perché tra gli attori protagonisti ne è cambiato uno - Cristian Chivu - che quando provocato subito tira fuori un estintore per non alimentare incendi a distanza. Dall'altra parte, Conte si è spesso appellato a infortuni e mercato auto-togliendo la sua squadra dalla lotta scudetto (almeno pubblicamente). Una tattica per mettere pressione all'Inter, a detta del tecnico leccese squadra molto più forte e profonda degli azzurri? Probabile, ma di pressione Chivu ne ha già abbastanza e quando può la evita volentieri.
VIDEO: Pioggia di critiche per tutti: Inter-Bodo Glimt, le reazioni socialnessun saluto
—Emblematico l'episodio di un collegamento simultaneo tra Milano e Copenaghen, quando i due allenatori si ritrovarono insieme in diretta tv dopo una serata di Champions sfortunata per entrambi (l'Inter incassò all'88' il rigore di Szoboszlai del Liverpool, pari in Danimarca per gli azzurri). Conte lamentava un calendario intasato, Chivu constatava che quella fosse la realtà e nulla ci si potesse fare. Ma al momento dell'incrocio tra i due, qualcuno dallo studio di Sky suggerì ai due allenatori di salutarsi. "Grazie, buonasera a tutti" fu la lapidaria risposta di Chivu togliendosi il microfono in fretta e furia, mentre Conte dall'altro lato osservava in silenzio. Storia di un'"amicizia" mai sbocciata anche a causa di evidenti interessi di classifica comuni che mettono Cristian e Antonio agli antipodi. Anche se, in realtà, fin qui tanto diversi non sono stati. Almeno nelle rispettive gestioni da allenatori dell'Inter...
obiettivo comune
—L'ultima volta che l'Inter non ha raggiunto nemmeno gli ottavi di finale di Champions League risale alla stagione 2020-21, quando sulla panchina nerazzurra sedeva proprio Antonio Conte. Lo stesso destino è toccato a Cristian Chivu, eliminato ai playoff dal Bodo Glimt. Chiarissima la strategia dell'epoca dell'attuale tecnico del Napoli: riportare lo scudetto nella Milano nerazzurra a undici anni di distanza dall'ultima volta, e poco importava se sull'altro piatto della bilancia fosse necessario sacrificare l'impegno europeo. Missione compiuta alla grande, perché l'Inter di Conte concluse il campionato al 1° posto con 91 punti proprio davanti al Milan. E alla 26ª giornata raggiunta oggi, Lukaku e compagni mantenevano un passo molto, ma molto simile all'Inter di Chivu: 62 punti, 63 gol fatti, 25 subiti. Oggi i nerazzurri hanno 64 punti, 62 gol fatti, 21 subiti. Statistiche profondamente simili, con l'immediata eliminazione dalla Champions come denominatore comune tra l'Inter di Conte e quella di Chivu e la voglia matta di tornare in primis a vincere in Italia. Ma quindi, in fondo, Chivu e Conte saranno davvero così diversi?
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