Rubavano il carburante sull'oleodotto Civitavecchia-Fiumicino, due arresti
L'operazione dei Carabinieri di Cerveteri ha portato al fermo in flagranza di reato di due cittadini di nazionalità moldava. Il carburante sottratto, il cui valore complessivo stimato si aggira tra i 90mila e i 100mila euro, veniva trasportato verso altri depositi nella zona di Roma - Ponte Galeria, per la successiva fase di lavorazione e raffinazione
L'operazione dei Carabinieri di Cerveteri ha portato al fermo in flagranza di reato di due cittadini di nazionalità moldava. Il carburante sottratto, il cui valore complessivo stimato si aggira tra i 90mila e i 100mila euro, veniva trasportato verso altri depositi nella zona di Roma - Ponte Galeria, per la successiva fase di lavorazione e raffinazione
Armando Bavaro 27 febbraio - 15:16 - MILANO L'intervento dei Vigili del Fuoco per la messa in sicurezza della cisterna e dell'intera areaVicino a Roma i Carabinieri della Stazione di Cerveteri hanno portato a termine una complessa indagine che si è conclusa con l'arresto in flagranza di reato di due cittadini di nazionalità moldava e la denuncia in stato di libertà di un terzo complice. I reati contestati includono il concorso in furto aggravato e continuato di cherosene, con l'aggravante della violenza sulle cose e di aver colpito un'infrastruttura di natura energetica destinata a pubblica utilità. L'operazione ha preso il via a seguito di una specifica denuncia presentata il 13 febbraio dalla SO.DE.CO. Srl, la società incaricata della gestione dell'oleodotto che collega Civitavecchia all'Aeroporto "Leonardo Da Vinci" di Fiumicino. La società, ricostruiscono i carabinieri, aveva infatti rilevato un andamento anomalo e cali di pressione del carburante lungo la condotta, in corrispondenza del Fosso Zambra, nell'agro di Cerveteri. Grazie alle indagini, i militari dell'Arma hanno scoperto l'ingegnoso e pericoloso modus operandi della banda, in azione già a partire dal mese di gennaio: era stato fisicamente manomesso un tratto dell'oleodotto, con un artificio meccanico per deviare il flusso di carburante per gli aerei. Tramite una canalizzazione realizzata con un tubo minerario per alta pressione, fatto transitare sottotraccia per ben un chilometro e 300 metri, il cherosene veniva aspirato e fatto confluire all'interno di una grande cisterna da 15mila litri. Per non destare sospetti, la cisterna era stata abilmente occultata all'interno del rimorchio telato di un autoarticolato con targa polacca. Il carburante sottratto, il cui valore complessivo stimato si aggira tra i 90mila e i 100mila euro, era destinato ad essere trasportato verso altri depositi individuati nella zona di Roma - Ponte Galeria, per la successiva fase di lavorazione e raffinazione.
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gli arresti
—L'epilogo dell'operazione è avvenuto nel tardo pomeriggio del 23 febbraio: i Carabinieri sono intervenuti cogliendo i malviventi in flagrante, proprio mentre armeggiavano nei pressi della cisterna durante le operazioni di carico fraudolento del combustibile. Su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, è stato richiesto l'intervento dei Vigili del Fuoco per provvedere all'immediata messa in sicurezza della cisterna e dell'intera area. I Carabinieri hanno contestualmente proceduto al sequestro della porzione di terreno utilizzata (risultata affittata a un'altra società di trasporti locale), dell'autoarticolato contenente ancora circa 4mila litri di cherosene appena sottratto, e dell'intera tubazione abusiva che collegava il mezzo all'oleodotto. Gli arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Civitavecchia.
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