Napoli, dopo 4 mesi riecco De Bruyne: sarà lui l'uomo in più per la corsa Champions?
Il belga da due giorni lavora a pieno ritmo in gruppo e sembrerebbe in corsa per la prima convocazione del 2026 nella sfida con il Torino. L'obiettivo è uno solo: ritornare a giocare la Champions il prossimo anno
Il belga da due giorni lavora a pieno ritmo in gruppo e sembrerebbe in corsa per la prima convocazione del 2026 nella sfida con il Torino. L'obiettivo è uno solo: ritornare a giocare la Champions il prossimo anno
Vincenzo D'Angelo 4 marzo - 08:41 - MILANOUn rinforzo eccellente, per il rush finale. Quattro mesi dopo quel maledetto rigore realizzato contro l’Inter, che ha generato la lesione di alto grado al bicipite femorale della coscia destra, Kevin De Bruyne corre verso la prima convocazione del 2026. Un’ipotesi che sembrava fantascienza fino a qualche settimana fa e che invece ora si fa largo prepotentemente, anche per via della sorprendente condizione fisica del belga. Mister Champions è tornato: Kevin sta bene, da due giorni lavora a pieno ritmo in gruppo e le risposte alle sollecitazioni in campo sono fin qui convincenti. L’operazione è alle spalle, il dolore muscolare pure: ora nella testa di De Bruyne c’è solo una missione: aiutare il Napoli a tornare in Champions. Già, perché il club azzurro aveva deciso di puntare sul suo talento proprio per un percorso europeo importante. E invece è arrivato solo un trentesimo posto nel super girone europeo, che ha visto Kevin protagonista solo per tre partite. Due trasferte da incubo, la prima nella sua vecchia casa dell’Etihad Stadium di Manchester, con pochi minuti in campo prima di essere sostituito dopo il rosso a Di Lorenzo. La seconda nel clamoroso 6-2 di Eindhoven. In mezzo, KDB aveva dato un saggio della sua classe, con il doppio assist per Hojlund nella vittoria contro lo Sporting.
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—De Bruyne aveva scelto Napoli per sentirsi ancora un giocatore importante, per vivere una nuova esperienza di vita insieme alla famiglia in un posto che sentiva già casa: Kevin ha sposato la moglie Michele nella vicina Sorrento. La Campania era nel destino, ma adesso va scritta tutta un’altra storia. Il Napoli puntava sulla sua esperienza internazionale e la sua personalità, ma la missione si è interrotta troppo presto. C’è ancora tempo, però, per incidere. E i motivi per tornare a illuminare sono tanti. Trovare la migliore condizione in questo finale di stagione permetterebbe a Kevin di presentarsi al top al Mondiale, per quella che potrebbe essere la sua ultima grande avventura con il Belgio. E poi, tornare in Champions permetterebbe a Kevin di poter giocare di nuovo la competizione più importante e migliorare il suo rendimento. Oggi De Bruyne è di un posto fuori dalla top 100 dei più presenti della manifestazione e il traguardo vorrebbe tagliarlo il prossimo anno con il Napoli. Dopo potrebbe scalare anche la classifica dei giocatori di A più presenti: Modric (142 partite) è irraggiungibile, ma il belga – fermo a 82 gare - ha messo nel mirino Pedro (84) e Morata (89).
l'uomo in più
—Conte ha messo le mani avanti dopo Verona: «Giocherà chi mi darà più garanzie, non guardo al nome». Ed è vero, con Antonio non esistono corsie preferenziali. Però è chiaro che avere o meno De Bruyne in campo cambia il senso di tante cose. E soprattutto l’imprevedibilità offensiva. Kevin si è infortunato nel successo contro l’Inter, calciando – e segnando – il rigore del vantaggio. In otto gare di A, aveva messo a segno 4 reti, tutte da fermo: tre rigori e una punizione. L’importanza di Kevin, però, va molto oltre il tocco magico sulle palle inattive. Il belga vede corridoi invisibile ai più, sa dare ritmo, trovare subito la profondità e ribaltare l’azione: ancora oggi è il terzo miglior giocatore della A per passaggi in verticale, con quattro mesi di inattività. Kevin è un mondo a parte, uno che la Champions l’ha giocata sempre puntando al massimo, vincendola nel 2023. E ci sono i numeri a metterlo di diritto tra i migliori centrocampisti della Champions degli ultimi dieci anni: 16 gol e 30 assist. L’assenza di Kevin ha pesato molto sul gioco del Napoli, ma adesso è pronto a riaccendere la luce della fase offensiva azzurra. Nel nuovo sistema può giocare sulla trequarti, ma anche abbassarsi nei due in mediana. Per dare nuove geometrie alla mediana, più idee e maggior fantasia dalla trequarti in su. Re Kevin è tornato, per riprendersi il tempo perso. E per guidare il Napoli verso un posto Champions: il futuro comincia adesso.
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