Hamilton carico: "Ferrari, vinciamo". Leclerc: "Mercedes più forti di noi. Per ora..."
Le parole dei ferraristi alla vigilia delle prime libere. Lewis: "Il team è focalizzato sulla vittoria. E non voglio ritirarmi prima che ci sia un GP in Africa". Il monegasco: "Fiducioso che abbiamo fatto un buon lavoro, gli sviluppi quest'anno faranno la differenza"
Le parole dei ferraristi alla vigilia delle prime libere. Lewis: "Il team è focalizzato sulla vittoria. E non voglio ritirarmi prima che ci sia un GP in Africa". Il monegasco: "Fiducioso che abbiamo fatto un buon lavoro, gli sviluppi quest'anno faranno la differenza"
Giusto Ferronato Giornalista 5 marzo - 10:49 - MILANO Lewis Hamilton, 41 anni, seconda stagione alla FerrariPrudente e concentrata. Ma estremamente ambiziosa, come sempre. È una Ferrari che inizia il Mondiale a Melbourne con un approccio molto diverso rispetto a 12 mesi fa, quando l’entusiasmo per il buon finale del 2024 e l’arrivo di Lewis Hamilton proiettarono il Cavallino in una dimensione di ottimismo che poi non trovò riscontri in pista. Il 2025 è stato un anno senza vittorie e con tante amarezze, ragion per cui, alla vigilia del primo GP della stagione, dentro ai box del Cavallino c’è grande voglia di riscatto... ma procedendo coi piedi piombo. Ci sono un regolamento tecnico interamente rivoluzionato e avversari di cui non si conoscono ancora realmente i livelli di prestazione, motivi validi per non fare proclami. Ma c’è pure la consapevolezza di aver svolto un buon lavoro nei test invernali, motivo per cui non è nemmeno sbagliato essere ragionevolmente ottimisti.
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—Lewis Hamilton ha raccontato un clima interno profondamente diverso rispetto a dodici mesi fa. “È molto diverso dal primo anno - ha spiegato il sette volte campione del mondo in conferenza stampa - la sensazione è molto più piacevole dopo aver trascorso un anno nel team, averne compreso la cultura e aver trovato il modo di lavorare insieme”. Un processo di integrazione che sembra aver prodotto i suoi frutti: “Penso che adesso siamo in una buona situazione come squadra. Oggi mi sento affiatato con il team, quindi sì: sono molto più felice”. Sulla direzione da prendere, Hamilton non si è nascosto: “L'obiettivo è vincere. Ogni squadra sta lavorando con questo obiettivo. Il nostro è sfruttare al meglio ogni opportunità, con la speranza di lottare nel gruppo di testa, magari già dalle prime gare”. Un'ambizione dichiarata, temperata però dalla consapevolezza che la concorrenza non starà a guardare. “La Mercedes è veloce, ma non penso che abbiamo visto il vero potenziale della Red Bull” ha avvertito il britannico, prima di chiudere con una nota di fiducia nel lavoro collettivo: “So che, in ogni caso, ho alle spalle un gruppo fantastico di persone che lavorano sodo, concentrate sul miglioramento delle prestazioni e sul massimizzare ogni weekend”.
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parla charles
—A fare eco alle parole del compagno di squadra è arrivato Charles Leclerc, che ai media ufficiali della Formula 1 ha offerto una lettura lucida della situazione. “Sono fiducioso che abbiamo fatto un buon lavoro per preparare questa prima gara», ha detto il monegasco, “ma sono consapevole che la Mercedes al momento è più forte rispetto a noi”. Un'ammissione che non suona come resa, piuttosto come presa d'atto di un punto di partenza. Leclerc ha infatti invitato alla pazienza: “Dobbiamo stare calmi, è solo la prima gara della stagione”. E ha aggiunto un elemento che potrebbe rimescolare le carte nel corso dell'anno: “Sento che quest'anno gli sviluppi faranno una grande differenza rispetto al passato. Sono abbastanza sicuro che anche gli altri team arriveranno con vetture completamente nuove rispetto ai test. Questo potrebbe cambiare molto ciò che abbiamo visto in Bahrain”.
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voglio l'africa
—Non solo pista, però. Hamilton ha toccato anche un tema che gli sta particolarmente a cuore e che potrebbe influenzare la durata stessa della sua carriera: il GP d'Africa. Il britannico ha rivelato di aver fatto pressione sui dirigenti della Formula 1 negli ultimi sei o sette anni affinché il circus faccia tappa nel continente, e ha legato esplicitamente questa battaglia al proprio futuro in griglia. “Non voglio lasciare lo sport senza aver disputato un Gran Premio lì”, ha dichiarato, spiegando di sentire una connessione personale profonda con l'Africa in virtù delle proprie origini afro-caraibiche. Secondo Hamilton, la F1 starebbe effettivamente lavorando per inserire una gara in calendario, ma al momento non esistono prospettive concrete a breve termine: il Ruanda, ultimo Paese accostato all'organizzazione di un GP, sembra ormai fuori dai giochi, e anche le ipotesi legate al Sudafrica — Kyalami o Città del Capo — non hanno trovato seguito. L'ultimo GP africano si corse proprio a Kyalami nel 1993. Per Hamilton, tuttavia, la questione va ben oltre lo sport: il sette volte campione del mondo ha espresso preoccupazione per lo sfruttamento del continente da parte delle nazioni occidentali, auspicando che i Paesi africani possano riprendere il controllo delle proprie risorse. Una presa di posizione forte, una posizione da Lewis Hamilton, uno che sa andare oltre ai semplici confini della F1.
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