Fiorentina, un flop da 90 milioni. La rivoluzione sul mercato non porta punti
La Gazzetta dello Sport

Fiorentina, un flop da 90 milioni. La rivoluzione sul mercato non porta punti

Giovedì 5 marzo 2026
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Il club in estate ha speso tanto per i nuovi acquisti e i riscatti. Ora deve lottare per la salvezza e il valore dei giocatori è in calo

Il club in estate ha speso tanto per i nuovi acquisti e i riscatti. Ora deve lottare per la salvezza e il valore dei giocatori è in calo

Fabiana Della Valle Giornalista 5 marzo - 10:43 - MILANO

Il mercato è stato imponente, la resa al momento decisamente scadente. Se bastasse lo shopping estivo per determinare il piazzamento finale di una squadra in Serie A la Fiorentina sarebbe in piena zona Europa, appena alle spalle di Juventus, Milan, Napoli, Inter, Atalanta e Como. Sette mesi dopo la rivoluzione di luglio-agosto, quei 90 milioni spesi tra nuovi arrivi e riscatti rischiano di diventare un macigno pesantissimo sui conti (in ordine) della Viola in caso di retrocessione. Il rischio è concreto, perché a 11 giornate dalla fine la squadra si trova ancora inchiodata alla terzultima posizione, seppure in coabitazione con Cremonese e Lecce. Il tempo e le occasioni per recuperare non mancano, a cominciare dalle prossime sfide con Parma e Cremonese, snodi cruciali in chiave salvezza, però di sicuro nessuno a inizio campionato s’immaginava che la Fiorentina potesse ritrovarsi in primavera con una situazione di classifica così delicata.

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piccoli e i riscatti

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Il peccato originale è aver costruito una rosa a misura di un allenatore, Stefano Pioli, che poi è durato solamente tre mesi. Ai 90 milioni complessivi si è arrivati con i nuovi acquisti (12 in totale, compresi 4 ragazzi del settore giovanile) più i riscatti. L’acquisto più costoso è stato Roberto Piccoli, arrivato dal Cagliari per 25 milioni (più bonus) come vice Kean. Per l’attaccante cresciuto nel vivaio dell’Atalanta — secondo investimento più caro sotto la gestione Commisso — finora 1600 minuti giocati e 5 gol, di cui solo due in Serie A, e tutto il peso del cartellino sulle spalle. I 15 milioni per Simon Sohm, acquistato dal Parma, e i 9 per Jacopo Fazzini, prelevato dall’Empoli, completano il podio dei trasferimenti top dell’ultima sessione estiva. A pesare (parecchio) sul consuntivo sono anche gli acquisti a titolo definitivo di Gudmundsson, Fagioli e Gosens, per un tot

Meteore e sfortuna

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Alcuni dei nuovi hanno cambiato aria già a gennaio, sconfessando parte delle scelte estive: oltre a Sohm, andato al Bologna in cambio di Fabbian (prestito con diritto di riscatto) hanno salutato lo svincolato Dzeko e i prestiti Viti e Nicolussi Caviglia. L’ultimo colpo estivo era stato Tariq Lamptey, particolarmente sfortunato: il terzino ex Brighton a fine settembre si è rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro nel giorno del debutto da titolare. Fino al momento del crac il ghanese aveva messo insieme appena 26 minuti. Alle spese per i cartellini vanno aggiunti i ritocchi di ingaggio, di cui hanno beneficiato Moise Kean (da 2,2 a 5 milioni) e David De Gea (da 1,2 a 3,5). Dalle cessioni la Viola ha ricavato 22 milioni e la vendita più produttiva è stata quella di Kayode al Brentford per 17 milioni.

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Rinforzi a costo zero

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La società aveva fatto un mercato per l’Europa e non per restare a galla, ma la stagione ha preso subito una piega inimmaginabile. A gennaio, dopo il passaggio del testimone tra il vecchio diesse Daniele Pradé e Fabio Paratici, il club è corso ai ripari con 5 innesti, tutti in prestito ma alcuni (Rugani, Brescianini, Fabbian) vincolati alla salvezza, altri (Solomon, Harrison) col semplice diritto di riscatto. Di sicuro la Fiorentina non ha una rosa da B e il valore di mercato degli acquisti lo conferma, ma per salvarsi non bastano i milioni, servono sudore e sacrificio in campo.

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