Vergara: "A gennaio potevo andare via. Ho pianto dopo il gol al Chelsea"
La Gazzetta dello Sport

Vergara: "A gennaio potevo andare via. Ho pianto dopo il gol al Chelsea"

Venerdì 6 marzo 2026
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Il trequartista del Napoli: "Che soddisfazione la cena con Gattuso"

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Sul più grande sassolino che si è tolto dalle scarpe

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"Mai giocato nelle Nazionali giovanili. O non convocato o panchine”.

Se in campo sente la pressione

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"In campo tutto come prima. La responsabilità è un’altra cosa: so che devo dimostrare il triplo, certo. È un peso ma di quelli belli".

Sul gol in Champions League contro il Chelsea

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"Ci ho pianto, quel gol valeva poco. Siamo usciti dalla Champions. Potendo scegliere… zero gol, zero numeri e stare ancora in gioco. La gloria personale è relativa, il focus è la squadra, l’obiettivo".

Sull'insegnamento più importante di Conte

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"Dice che ogni cosa ha il suo tempo, nessuno ti regala nulla".

Se ha mai ricevuto un complimento dal mister

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"L’unica volta che mi ha detto bravo è stato dopo la partita con il Genoa, che però avevo giocato male. Ma il rigore al 95’ ci aveva fatto vincere. Conte vuole vincere sempre".

Sulla cena con Gattuso

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"Già essere andato a cena con Gattuso è stata una soddisfazione. In questo momento ci sono tanti giocatori che meritano la Nazionale. Ma ci credo, lavoro. Provo a migliorare. Gattuso mi ha chiesto di continuare così…". 

Se è troppo giovane per il palcoscenico europeo

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"In Europa i ragazzi a 17 anni giocano in Champions, in Italia si parla tanto di talenti ma forse non siamo pronti culturalmente a considerarli tali. Non chiamateci più giovani, per il calcio non lo siamo. Pio Esposito ha due anni meno di me, è fortissimo. Fisicamente e anche mentalmente. È il futuro dell’Italia”.

Su come sia cambiata la sua carriera

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"Sono passato dall’essere il signor nessuno al signor qualcuno. Faccio le cose di sempre, mi vedo con i pochi amici che ho ai quali il calcio neanche piace. Ma non sono più un invisibile. Divertente da un lato. Gli avversari non sapevano neanche se ero destro o sinistro. Mi sono tolto parecchi sassolini dalle scarpe. Uno su tutti? Mai giocato nelle Nazionali giovanili. O non convocato o panchine".

Su De Bruyne e Anguissa

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"De Bruyne titolare al posto mio? Certo, ogni giorno penso che quello che vivo può essere passeggero. Sono contento di riallenarmi con lui. Vede cose che noi non vediamo. E non puoi imparare, neanche copiare. Anguissa ha una cosa che non è comprabile, il carattere. Gioca con una tale aggressività, ma come se fosse nel parco di casa sua".

Su Conte

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"Il sogno da grande è dare la possibilità alla mia famiglia di non lavorare più. Più severo mio padre o Conte? Che domanda, Conte!".

Se il Napoli può raggiungere la Champions

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“Noi siamo forti di testa, altrimenti con una stagione come questa non staremmo lì attaccati. Ci rialziamo sempre. Conte non lascia nulla al caso, i dettagli diventano forza”.

 

 

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