Raffaele Scarabelli: "Un cioccolatino al giorno può salvare la dieta"
Su Instagram è beardedscara, prof di biologia e nutrizionista. Oggi spiega come mangiare bene senza soffrire
Su Instagram è beardedscara, prof di biologia e nutrizionista. Oggi spiega come mangiare bene senza soffrire
Chimico di formazione, professore di biologia per vocazione (tardiva), nutrizionista per passione. E da un paio d'anni, quasi per caso, creator da un milione e mezzo di follower su Instagram. Raffaele Scarabelli, in arte @beardedscara, parla di cibo a una platea che riempirebbe 20 stadi, con una filosofia che si riassume in "basta diete punitive". Piuttosto, buon senso. Gli abbiamo chiesto cosa significa mangiar bene bene in un'epoca in cui tutti sanno tutto sul cibo ma nessuno ci capisce più niente.
Prof, sui social impazzano ricette "fit", piatti presentati come sani e buonissimi. Una buona parte dei tuoi video consiste nel prepararle e assaggiarle in diretta. Torte proteiche e dolci senza zucchero all'apparenza strepitosi. Ma quanti passano la prova del gusto?
"Quasi tutti. Qualcuno mi fa notare che dico sempre che sono buoni. La mia teoria è che se una cosa diventa davvero virale, forse è perché è buona e ben fatta. Non sono sempre da 9 o da 10, però non ho mai dato un 5. Già in partenza scarto tutto ciò che richiede planetarie e attrezzi che non ho, poi scelgo le ricette più accattivanti, quelle con la cioccolata, le mele e ingredienti che di base funzionano. E alcune si rivelano superiori alle aspettative: bilanciate, facilissime, pochi ingredienti senza cotture particolari. Il problema delle ricette su internet piuttosto è l'esasperazione per cui tutto deve essere bilanciato. Ma non è che ogni pasto deve esserlo: ci potrà essere anche un pasto sbilanciato, perché in quel momento vogliamo semplicemente qualcosa di buono".
Tu hai un pubblico enorme. È il segn che in Italia è aumentata la consapevolezza su ciò che mangiamo?
"Di base sì, molto. Ma rischiamo l'effetto opposto: siamo circondati da troppe informazioni e tendiamo a volerle mettere tutte in pratica in ogni singolo pasto, in ogni singolo spuntino. Questo crea stress. Non riusciamo più a vivere il cibo in maniera naturale, quando dovrebbe esserlo, senza star male se sbagliamo qualcosa. La troppa informazione crea problemi anche di aderenza. Scatta la risposta del tutto o nulla: sbagliamo qualcosa nell'alimentazione, l'associamo a una giornata fallita, e allora tanto vale sabotarla completamente. Ma è un errore".
Nel tuo libro, "La dieta della vita vera", pubblicato con Vallardi, ci sono anche ricette. Come è nato?
"Volevo evitare il solito libro accademico. Da nutrizionista so che il problema principale, tante volte, è non sapere cosa mangiare. Abbiamo diete perfette ma monotone e le molliamo non perché non funzionano, ma perché ci siamo stufato di mangiare sempre riso, pollo e broccoli. Per questo ho voluto metterci qualche ricetta per far capire che i piatti della tradizione possono essere declinati in una dieta. Sono figlio di chef, sono molto legato al mio territorio. Prendi la pasta al ragù: se la fai come la nonna è una bomba, difficile da inserire in un piano alimentare. Ma se al posto del macinato di maiale metti quello di tacchino e fai il soffritto, hai una pasta al ragù che funziona. Non sarà buona come quella della nonna, ma non è neanche il riso con i broccoli".
La cucina italiana, soprattutto quando vira verso la dieta mediterranea, è davvero più sana di quella di altri Paesi?
"La dieta mediterranea è patrimonio dell'Unesco, questo vorrà pur dire qualcosa. I nostri ingredienti principali sono naturali, integrali, non lavorati troppo: verdure, oli vegetali, carne bianca, pesce, uova. Quindi di base sì, è più sana. Nella nostra tradizione il guaio sono spesso le salse, i condimenti: l'olio, il burro, le olive taggiasche, i formaggi grassi. Aumentano di molto l'energia del piatto senza aumentarne il volume..."
La densità energetica quanto conta?
"Molto. Sapere che l'olio ha una densità energetica altissima e le patate bassissima cambia la prospettiva. Un cucchiaio d'olio equivale a 120 grammi di patate. Il cucchiaio non lo vedi, le patate le vedi eccome".
Un alimento sottovalutato della nostra dieta?
"Tutti quelli che contengono tanta acqua. Tra i carboidrati a me piacciono le patate: puoi mangiarne quattro volte la quantità della pasta. E poi gli gnocchi di patate, gli gnocchi alla romana, la polenta – che è sottovalutatissima e piace principalmente al nord. Sono cibi che saziano ma di energia ne portano molto meno".
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