Il ministro dell'energia del Qatar: "Il petrolio potrebbe arrivare a 150 dollari al barile"
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Il ministro dell'energia del Qatar: "Il petrolio potrebbe arrivare a 150 dollari al barile"

Venerdì 6 marzo 2026
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A lanciare l'allarme è stato Saad al-Kaabi, ministro dell'energia di Doha, che ha sottolineato come il conflitto attualmente in corso in Medio Oriente potrebbe portare i Paesi del Golfo a chiudere la produzione di greggio e Gnl

A lanciare l'allarme è stato Saad al-Kaabi, ministro dell'energia di Doha, che ha sottolineato come il conflitto attualmente in corso in Medio Oriente potrebbe portare i Paesi del Golfo a chiudere la produzione di greggio e Gnl

Marco Bruckner 6 marzo - 15:21 - MILANO Il ministro Saad Sherida al-Kaabi a sinistra, riceve il parlamentare canadese Michael Ma (al centro) e il ministro canadese per l'energia e le risorse naturali Tim Hodgson Ap

"Il prezzo del petrolio potrebbe toccare i 150 dollari al barile". A lanciare l'allarme è stato il ministro dell'energia del Qatar, Saad al-Kaabi: "I Paesi del Golfo esportatori di materie prime potrebbero interrompere la produzione in pochi giorni a causa della guerra", ha spiegato il ministro in un'intervista concessa al Financial Times. L'attacco sferrato dagli Stati Uniti e Israele nei confronti dell'Iran il 28 febbraio ha infatti scatenato una reazione importante da parte di Teheran, che ha coinvolto nello scontro molti altri Paesi dell'area mediorientale, attaccati con bombe e droni dalla Repubblica islamica. Questa situazione di grande instabilità geopolitica ha già provocato conseguenze importanti dal punto di vista economico, su tutte la chiusura dello stretto di Hormuz, da cui normalmente passa un quinto del fabbisogno mondiale di petrolio e Gnl (gas naturale liquefatto). Il blocco delle attività a Hormuz, dovuto sia alla chiusura dichiarata da Teheran che all'impennata del prezzo delle assicurazioni per le petroliere, ha già portato a un aumento del prezzo del greggio Wti (americano) e Brent (europeo) e a un'impennata del Gnl europeo (indice Ttf). 

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Da giorni gli occhi del mondo sono puntati sul Medio Oriente, dove sta andando in scena uno scontro bellico che coinvolge diversi attori regionali e gli Stati Uniti. Oltre ai fattori militari e quelli umanitari, a destare preoccupazione nei vari governi è la questione dell'approvvigionamento di materie prime come petrolio e Gnl. Un aspetto su cui il ministro dell'energia del Qatar non ha dato notizie rassicuranti, prospettando addirittura un'interruzione della produzione da parte dei principali Paesi esportatori del Golfo. Al-Kaabi ha parlato anche delle difficoltà specifiche del suo Paese, sottolineando che se "anche la guerra finisse subito", Doha avrebbe comunque bisogno di "settimane o mesi" per tornare a un ciclo normale di consegne a seguito dell'attacco di un drone iraniano al suo più grande impianto di gas naturale liquefatto (il Qatar è il secondo produttore al mondo di Gnl, ndr). Un contesto che potrebbe creare parecchie difficoltà ai Paesi europei, come sottolineato dal ministro dell'energia qatariota, secondo il quale gli importatori asiatici sarebbero disposti a pagare cifre più alte per qualunque gas disponibile sul mercato.

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