I Boston Celtics ritrovano Tatum. Aggiunta da Finals o rischio implosione?
A 10 mesi dalla rottura del tendine d'Achille, JT questa notte contro Dallas rivedrà il campo. Un All Star che può fare la differenza, ma anche alterare gli equilibri di una squadra che a Est è seconda solo ai Pistons
Torna. Alla fine ha deciso di tornare. Jayson Tatum chiuderà sul parquet la stagione dei Boston Celtics. Dovrebbe rientrare già stanotte, contro Dallas. La rottura del tendine d’Achille destro patita in Gara 4 del 2° turno dei playoff 2025 contro New York è ormai un lontano ricordo, l’ala 28enne è ristabilita. L’operazione risale al 13 maggio, sono passati quasi 10 mesi. Nessun miracolo, dunque, i tempi tecnici corretti per tornare a giocare senza rischiare ricadute, senza rischiare nulla. Il dubbio c’è stato, ma non era di natura medica, semmai sportiva. Se i Celtics fossero andati male senza di lui non avrebbe avuto senso farlo rientrare, ma sono secondi nella Eastern Conference dietro solo a Detroit…Tatum è come un nuovo acquisto, anzi meglio per valore assoluto e conoscenza del mondo dei “verdi”. L’altro dubbio era relativo agli equilibri di squadra, che vanta un eccellente 41-21 di record. “Squadra che vince non si cambia” - recita un antico adagio sportivo -, lo stesso Tatum aveva confessato di avere il timore di rompere il giocattolo con la sua ingombrante ombra, riprendendosi il posto in quintetto e i “suoi” tiri in attacco. Ma i Celtics non si sono fatti paranoie. Carpe diem. Hanno capito che le Finals 2026 non sono una chimera e vogliono cogliere l’attimo sfruttando il rinforzo fatto in casa. Perché no?