Tvs Motor, il gigante da quasi cinque milioni di moto
La Gazzetta dello Sport

Tvs Motor, il gigante da quasi cinque milioni di moto

Domenica 8 marzo 2026
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Siamo entrati nel principale stabilimento indiano di Tvs Motor, che da noi è ancora un nome nuovo, ma che è già un protagonista globale, in grado di produrre e vendere 4,7 milioni di veicoli a due e tre ruote ogni anno. Che punta a conquistare l’Europa passando dall’Italia, dove il gruppo ha avviato nel 2024 le proprie operazioni commerciali. A rafforzarne il profilo internazionale c’è anche la collaborazione con Bmw, avviata nel 2013, e arrivata a fine 2025 al traguardo di 200.000 moto prodotte

Siamo entrati nel principale stabilimento indiano di Tvs Motor, che da noi è ancora un nome nuovo, ma che è già un protagonista globale, in grado di produrre e vendere 4,7 milioni di veicoli a due e tre ruote ogni anno. Che punta a conquistare l’Europa passando dall’Italia, dove il gruppo ha avviato nel 2024 le proprie operazioni commerciali. A rafforzarne il profilo internazionale c’è anche la collaborazione con Bmw, avviata nel 2013, e arrivata a fine 2025 al traguardo di 200.000 moto prodotte

Valerio Boni 8 marzo - 16:06 - MILANO La vita all'interno dello stabilimento di Hosur è quella tipica di una struttura di ultimissima generazione, con un alto livello di tecnologia

A ogni cambio di turno, a Hosur, la fabbrica non si accende: cambia pelle. Siamo una quarantina di chilometri a sud-est della megalopoli di Bangalore, in una delle tre aree ad alta densità industriale dell’India. Davanti ai cancelli di Tvs il cielo è di quel colore che non riesci a definire, anche se sai che c’è bel tempo, ma il piazzale è già in pieno movimento. Il cambio turno ha il ritmo di una piccola migrazione quotidiana, con autobus aziendali, scooter, uomini e donne che escono dai reparti mentre altri prendono il loro posto. In mezzo a questo passaggio di consegne c’è anche un momento che racconta bene l’India industriale di oggi: lo spazio per una breve funzione religiosa, semplice e concreta, quasi a ricordare che qui la modernità della produzione di massa non ha cancellato i riti del lavoro, li ha portati dentro la fabbrica.

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Tvs non rende pubblico il numero aggiornato degli addetti del solo stabilimento di Hosur, ma le fonti disponibili lo descrivono come un sito da alcune migliaia di lavoratori (almeno 3), organizzato su tre turni. Al cambio turno, il flusso in entrata e in uscita è tale da far pensare a circa un migliaio di persone per volta, anche se il dato non è ufficiale. E anche se non si nota, c’è un elemento che contribuisce a rendere evidente la distanza dall’Europa, è il contesto salariale. In India i livelli base per gli addetti all’industria sono compresi tra 20.000 e 25.000 rupie al mese, che corrispondono a circa 180-230 euro con un cambio vicino a 109 rupie per euro.

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oltre 4,7 milioni di veicoli

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Appena superati i controlli, la sensazione più netta è quella del contrasto. Fuori dai cancelli c’è l’India che si conosce, almeno per sentito dire, fatta di traffico denso e poco ordinato, rumore continuo, clacson, polvere, mezzi di ogni tipo che sembrano muoversi seguendo un ordine tutto loro. Dentro, invece, il caos sparisce di colpo. Le linee sono pulite, gli spazi ordinati, i percorsi tracciati con precisione, i tempi scanditi da ritmi prestabiliti. Nulla del disordine che resta oltre il perimetro sembra riuscire a entrare davvero. È come se Hosur fosse un mondo parallelo, una città industriale che vive secondo regole proprie, impermeabile alla confusione esterna. E una volta entrati, si capisce subito che Hosur non è una fabbrica nel senso europeo del termine. È piuttosto una città produttiva, il sito simbolo di un Gruppo che oggi dispone di quattro impianti tra India e Indonesia, e che nel 2024 ha consegnato oltre 4,7 milioni di veicoli in più di 90 Paesi. Tvs viene ormai indicata come il terzo costruttore mondiale di veicoli a due e tre ruote, e secondo la stampa specializzata indiana ha superato anche Yamaha per volumi, assestandosi alle spalle di Honda e di Hero, un’altra importante realtà indiana.

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Per capire come si sia arrivati a questo punto, bisogna tornare indietro di quasi un secolo. Le tre lettere Tvs derivano da T. V. Sundram Iyengar, il fondatore del gruppo, che costruì la propria attività nel settore dei trasporti e della distribuzione automobilistica. La storia prende slancio già nel 1929, quando inizia la distribuzione dei veicoli General Motors in India. Ma il passaggio decisivo, per arrivare alle due ruote, porta il nome di Sundaram-Clayton. Fondata nel 1962 in joint venture con la britannica Clayton Dewandre Holdings, Sundaram-Clayton nasce come società industriale specializzata nei componenti e nelle pressofusioni, e rappresenta la vera culla manifatturiera da cui germoglierà anche la futura Tvs Motor. Le pietre miliari ufficiali ricordano infatti la joint venture del 1962, e l’avvio delle attività di pressofusione nel 1968, segni di una base industriale già molto solida.

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il ciclomotore degli indiani

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È proprio attraverso Sundaram-Clayton che, alla fine degli anni Settanta, prende forma il progetto di Hosur legato ai ciclomotori. Da lì nascerà il Tvs 50, il modello che dal 1980 diventerà uno dei simboli della mobilità popolare indiana, e aprirà la strada alla crescita del marchio nel mondo delle due ruote. C’è poi un dettaglio utile per non fare confusione leggendo i documenti più recenti: dopo la riorganizzazione societaria del 2023, la vecchia Sundaram-Clayton Limited è stata rinominata Tvs Holdings Limited, mentre il nome Sundaram-Clayton è rimasto alla società focalizzata soprattutto sulla componentistica e sulle fusioni di alluminio. Storicamente, però, Sundaram-Clayton resta il ponte tra la tradizione industriale del gruppo e la nascita della Tvs motociclistica.

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una moto ogni 30 secondi

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Anche per questo, la visita alle linee di montaggio ha un valore che va oltre la pura curiosità tecnica. Qui i numeri non sono solo statistiche, si trasformano in ritmo. I resoconti dall’interno parlano di cadenze impressionanti e sulle linee più commerciali ricorre una formula che rende immediatamente l’idea della scala: potenzialmente un veicolo ogni 30 secondi da ogni singola linea. Il flusso dei componenti è continuo, il lavoro è spezzato in micro-operazioni, ogni stazione compie una piccola parte e il sistema intero funziona proprio perché tutto si muove senza attriti apparenti. Il reparto motori cambia completamente atmosfera. Se le linee veicolo sono il regno del flusso, qui domina la precisione. Pulizia, procedure, controllo. È la classica “fabbrica nella fabbrica”, il luogo in cui Tvs mostra di non essere soltanto un gigante dei volumi, ma anche un costruttore capace di lavorare con standard compatibili con i mercati più esigenti. 

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Il logo Tvs è stato introdotto nel 1979, quando è iniziata l'avventura nel campo delle due ruote. Il cavallo è stato scelto come simbolo della potenza

cilindrate in crescita

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In India, infatti, la moto resta prima di tutto uno strumento di mobilità essenziale. Il cuore del mercato continua a battere intorno alle piccole cilindrate, in particolare nella fascia 100-110 cc, che resta la più importante per volumi. Ma negli ultimi anni la domanda si sta spostando anche verso modelli più grandi e meglio equipaggiati, soprattutto tra i 300 e i 450 cc, dove entrano in gioco stile, immagine e contenuto tecnico. Tvs è una delle aziende che più chiaramente stanno accompagnando questa transizione. Il punto più affascinante della visita, come spesso accade, è anche vietato ai più: l’R&D, ricerca e sviluppo. O meglio, il confine dell’R&D. L’area ricerca e sviluppo resta rigorosamente top secret, e proprio questa porta chiusa finisce per raccontare molto. Dietro ci sono piattaforme future, elettronica, prototipi, sviluppo prodotto. In altre parole, la parte dell’azienda che decide se Tvs resterà un colosso indiano o diventerà sempre più un marchio globale.

Mentre nei vari padiglioni si producono moto e 3 ruote a pieno ritmo, un'oasi naturalistica di 50 acri realizzata all'interno del sito ospita oltre 100 specie di uccelli

pietre miliari

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Questa evoluzione si legge bene anche nella cronologia recente del gruppo. Dopo le origini nei ciclomotori, Tvs ha ampliato progressivamente il proprio raggio d’azione, è entrata nel settore dei tre ruote, ha investito in sicurezza e tecnologia, ha lanciato modelli connessi e si è affacciata con decisione all’elettrico. Nel 2011 la Rtr 180 ABS è stata presentata come la prima Tvs dotata di Abs. Nel 2018 l’NTorq 125 ha portato in grande serie la connettività Bluetooth. Nel 2020 è arrivato lo scooter elettrico iQube, mentre nel 2022 la Ronin ha segnato un allargamento verso il mondo lifestyle. Dentro questa storia, il capitolo dei ciclomotori (o comunque delle piccole cilindrate) resta fondamentale. Tvs ha costruito una parte decisiva della propria identità sulla mobilità più semplice, robusta ed economica. Il capostipite fu il TVS 50, lanciato nel 1980, che aprì la strada a una lunga stagione di ciclomotori popolari, che si è poi evoluta nella famiglia XL. È a questa linea storica che va riferito il dato da primato di oltre 17 milioni di un unico modello venduti in circa 46 anni. Un mondo che oggi non può più crescere nelle cilindrate inferiori, perché la soglia minima della gamma Tvs è ormai il “moped” XL100 da 99,7 cc, unico superstite di una categoria che ha accompagnato per decenni la mobilità quotidiana indiana.

Molte delle operazioni di lavorazione prevedono l'utilizzo di robot

partner di bmw

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C’è anche una curiosità che sembra uscita da un racconto di archeologia industriale, e invece spiega benissimo la mentalità del gruppo. Nei primi anni dell’attività nei trasporti, Tvs mise a punto il Magneto, un veicolo dotato di un grande elettromagnete nella parte inferiore, pensato per raccogliere dalle strade rottami metallici e chiodi, riducendo il rischio di forature per autobus e mezzi commerciali. È un dettaglio perfetto per capire il carattere dell’azienda: innovazione concreta, mai fine a se stessa. A Hosur, però, il nome che più colpisce un visitatore europeo è un altro: Bmw. La collaborazione con Bmw Motorrad nasce nel 2013 per sviluppare e produrre moto sotto i 500 cc, destinate ai mercati globali. Da questa cooperazione sono nate le G 310 R, G 310 GS, G 310 RR e la Tvs RR 310, tutte prodotte a Hosur. A fine 2025 la partnership ha superato quota 200.000 moto costruite, mentre è già partita la produzione della nuova Bmw F 450 GS. È un passaggio chiave, perché certifica che lo stabilimento indiano non è soltanto un grande centro di assemblaggio, ma una fabbrica ritenuta adeguata a costruire modelli destinati a clienti internazionali molto esigenti.

I numeri del più importante stabilimento indiano di Tvs sono distanti anni luce da quelli che sono gli standard europei

una foresta tra le linee di montaggio

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Fuori dalle linee, Hosur riserva un altro contrasto inatteso. Dentro il perimetro industriale è stata realizzata un’area verde di 50 acri, con parco botanico, santuario per gli uccelli, giardino delle farfalle e 18 specchi d’acqua, con oltre 100 specie di volatili censite. È una scelta che può sembrare quasi paradossale in una fabbrica di questa scala, ma che finisce per dare al sito un’identità precisa: non solo acciaio, logistica e cadenze produttive, ma anche la volontà di preservare una forma di biodiversità dentro lo spazio industriale. Anche i servizi interni sembrano pensati per alleggerire il più possibile la vita quotidiana dei dipendenti. La mensa aziendale offre pasti fortemente sussidiati, e rappresenta con ogni probabilità un aiuto concreto nell’economia familiare.

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alla conquista dell'europa

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Il quadro si completa guardando all’Europa. Tvs non vuole più limitarsi a esportare, vuole costruire una presenza diretta. Dal 2024 è nata Tvs Motor Italia, individuata dal gruppo come la base per l’ingresso nel mercato europeo. E nel 2025 l’azienda ha annunciato anche un centro di eccellenza globale a Bologna, segnale chiarissimo della volontà di affiancare alla potenza industriale indiana un presidio europeo sul piano del design e dell’ingegneria. Uscendo da Hosur resta addosso una sensazione precisa. Qui non si visita soltanto una fabbrica, si osserva da vicino il modo in cui l’India sta cambiando posto nella geografia mondiale della moto. Per anni è stata soprattutto il Paese dei grandi numeri, delle cilindrate piccole, dei veicoli essenziali. E in parte continua a esserlo. Ma dentro la cittadella produttiva si percepisce chiaramente anche altro: la crescita verso segmenti superiori, l’elettrico, la partnership con Bmw, l’ambizione di entrare in Europa con una struttura propria. Il cambio di turno, la funzione religiosa, il silenzio ordinato delle linee, il confine blindato dell’R&D e la foresta piantata dentro l’area industriale raccontano tutti la stessa cosa: Tvs non è più soltanto un gigante indiano. Sta cercando di diventare una protagonista globale, visto che i numeri già la identificano come tale.

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