Atalanta, credici! È pronto il piano anti Bayern di Palladino...
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Atalanta, credici! È pronto il piano anti Bayern di Palladino...

Lunedì 9 marzo 2026
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I tagli di Samardzic, la forza di Hien, la saggezza di De Roon: la Dea prepara con fiducia la doppia sfida agli ottavi

I tagli di Samardzic, la forza di Hien, la saggezza di De Roon: la Dea prepara con fiducia la doppia sfida agli ottavi

Matteo Brega Giornalista 9 marzo - 09:01 - MILANO

La leggerezza con cui l’Atalanta affronterà il Bayern Monaco domani sera sarà un punto a favore di Raffaele Palladino. I bergamaschi si sono meritati questo regalone. La società lavora da anni per donare al popolo nerazzurro serate del genere. Ecco perché la leggerezza può aiutare a costruire una sfida sbilanciata. Leggerezza, non superficialità. 

Sulla trequarti

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Quella mai, specie quando l’Atalanta si è confrontata con le grandi sfide di Champions in casa. Come vedete qui a fianco, Bergamo è diventata spesse volte una cassaforte di emozioni e di soddisfazioni bergamasche. Domani sera Palladino dovrà miscelare al massimo le questioni emotive e tattiche per costruire un’altra serata da ricordare. Non dovrà solo limitare il Bayern Monaco, sarebbe controproducente. La qualità superiore e l’abitudine a giocarsi questi obiettivi porterebbero la Dea a soccombere. Invece bisognerà far male, evidenziare i punti meno brillanti di una formazione che sembra non averne. Molto si giocherà tra le linee. Nicola Zalewski e Lazar Samardzic agiranno alle spalle di Gianluca Scamacca. I due trequartisti possono lavorare specularmente o all’opposto. Zalewski ultimamente lo abbiamo visto accentrarsi spesso. Togliere i punti di riferimento nel breve è un suo punto di forza. Partendo dal centro sinistra e viaggiando per strade interne potrebbe cercare di mandare in tilt il meccanismo del Bayern, cercando di rompere lo scivolamento tra terzino e marcatore di destra, obbligando magari ad abbassarsi un centrocampista. Sul lato opposto ci sarà Samardzic. Il serbo tende ad appoggiarsi sovente sul sinistro, il piede più sensibile. Non è un mistero e per questo dovrà velocizzare le operazioni. Meno controlli, più scelte di prima o comunque più rapide. Potrebbe anche lui finire per accentrarsi. Tutto questo aumenterebbe l’importanza degli esterni, Davide Zappacosta e Lorenzo Bernasconi. La sovrapposizione sarà una via ricercata per mettere pressione ai collegamenti dei bavaresi. Con un centravanti come Scamacca saranno fondamentali cross saggi, ma anche occhi attenti perché le qualità della punta consentono di giocare con lui anche rasoterra per scambi rapidi in area. 

Pressione in mezzo

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Ci sarà da gestire poi la pressione. A centrocampo Marten de Roon e Mario Pasalic aiuteranno a togliere aria respirabile a Joshua Kimmich e Aleksandar Pavlovic. I due bavaresi sono i giocatori chiamati a costruire il gioco del Bayern al centro. Passa da loro molto traffico e pertanto sarà indispensabile aggredire e per inaridire le fonti interne. Un lavoro sfiancante, ma necessario. E anche duplice, perché bisognerà anche provare a raddoppiare sui trequartisti del Bayern, una batteria che elenca gente come Gnabry, Luis Diaz, Olise. Ci sarà tanto lavoro, quello che esalta i bergamaschi nelle notti di Champions. 

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Hien e Kane

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E poi ci sarà il centravanti per definizione, Harry Kane. Su di lui è prevista una marcatura attenta di Isak Hien. Lo svedese quando deve concentrarsi su un avversario di spessore entra in tranche agonistica. Con l’inglese non sarà solo un duello fisico perché Kane sa giocare la palla con raffinatezza. Quindi attenzione ai tentativi di anticipo troppo esasperati, gestione delle situazioni con oculatezza e poi scaltrezza sulle palle alte. Kane ha segnato 45 reti in 37 presenze stagionali. In Champions 8 reti in 8 presenze con 3 doppiette (ha lasciato immacolati Psg, Arsenal e Sporting). Si può fare tutto questo contro i fenomeni? Si può, certo. Lavorando di squadra, pensando al plurale e non individualmente. Facendo la Dea dunque, quella delle notti di Champions vissute a Bergamo.

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