Chivu, non fare come Inzaghi: già due volte lo scudetto pareva in cassaforte, poi...
La Gazzetta dello Sport

Chivu, non fare come Inzaghi: già due volte lo scudetto pareva in cassaforte, poi...

Lunedì 9 marzo 2026
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Nel 2022 e nel 2025 i nerazzurri hanno perso due titoli a scapito di Milan e Napoli. A Cristian, ora a +7 a 10 giornate dal termine, il compito di scacciare l'incubo

Nel 2022 e nel 2025 i nerazzurri hanno perso due titoli a scapito di Milan e Napoli. A Cristian, ora a +7 a 10 giornate dal termine, il compito di scacciare l'incubo

Roberto Maida Giornalista 9 marzo 2026 (modifica alle 13:42) - MILANO Chivu e Inzaghi nel 2021. Getty

Parlare di incubi dopo una sola notte agitata è esagerato, tanto più perché l’Inter ha interrotto una serie di 14 vittorie e 1 pareggio tra un derby e l’altro. Ma i ricordi del passato tra i giocatori del nucleo storico affiorano e meritano di essere analizzati e scomposti, per evitare che si insinuino nelle gambe e nella testa quando serviranno i punti per vincere lo scudetto. Cristian Chivu già ha ripreso il suo lavoro di psicologo, molto efficiente dall’estate in poi nel restituire fiducia e autostima a un gruppo scioccato dalla finale di Monaco: obiettivo, a fronte di un calendario che impone in sequenza Atalanta, Fiorentina, Roma e Como, è mantenere lucidità e gestire il +7 sul Milan.

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reagire subito

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La sindrome da derby c’è e pesa: cinque sconfitte e due pareggi nelle ultime sette sfide contro il Milan non sono soltanto incidenti. Non solo: per la prima volta in stagione l’Inter è rimasta a secco per due partite consecutive, tra Coppa Italia e campionato, pagando soprattutto l’assenza di Lautaro. Però Chivu ha dimostrato nel corso dei mesi di saper domare quasi tutti gli avversari italiani e conta quindi di riprendere la marcia già sabato a San Siro, contro l’Atalanta che sarà anche distratta dall’effetto Bayern. Sarebbe fondamentale, come è sempre successo da settembre in poi, cancellare un ko con un risultato positivo, tanto per allontanare lo spettro di Simone Inzaghi. Che ha firmato la storia del club conquistando lo scudetto della seconda stella, evento per niente banale, ma al tempo stesso ha perso due campionati nei quali era favorito e ben posizionato prima della volata finale.

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che beffe

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Il dispiacere dello scorso anno è vernice fresca della quale ad Appiano Gentile sentono ancora l’odore forte. Nessuno ha dimenticato che alla giornata 28, quella di adesso, l’Inter era in testa alla classifica con 61 punti, 1 in più del Napoli secondo. E che nel turno successivo si era portata addirittura a +3. Quel vantaggio ha resistito fino alla 33a, quando la banda Inzaghi spense la luce: due sconfitte consecutive per cadere rovinosamente a -3. Alla penultima partita si sarebbero comunque create le condizioni per il controsorpasso, proprio grazie a Chivu che con il Parma ha fermato Conte sullo 0-0, ma il rigore regalato da Bisseck alla Lazio a tempo scaduto ha vanificato lo sforzo. Addio titolo, addio titoli. L’abitudine a sperperare, d’altra parte, arriva da lontano: nel precedente testa a testa con il Milan, all’epoca allenato da Pioli on fire, l’Inter si presentò al derby di ritorno al comando con 4 punti di vantaggio (giornata 24). Nonostante il gol di Perisic, che sembrava aver chiuso il campionato fino al minuto 75, la doppietta di Giroud nel giro sovvertì improvvisamente ogni equilibrio, dando forza a chi inseguiva. E lo scudetto 2021-22 finì al Milan, con la festa al Mapei Stadium. Perché l’evento si ripeta in circostanze molto più complicate, e con il traguardo più vicino, dovrebbe succedere l’incredibile. Ma Chivu conosce bene il calcio e vuole soffocare subito il piano di rimonta di Allegri, già a partire dall'Atalanta...

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