Le battute di Silvio, la carica di Maldini, le strategie di Zac: Milan 1999, i retroscena di una rimontissima
Uno scudetto da non credere: tutto partì con una vittoria sulla Samp al 95' grazie a un autogol. Le storie e la cronaca di un'impresa rossonera
Uno scudetto da non credere: tutto partì con una vittoria sulla Samp al 95' grazie a un autogol. Le storie e la cronaca di un'impresa rossonera
Andrea Schianchi Giornalista 9 marzo - 15:32 - MILANOQuesta è la storia di un sogno che, all'improvviso, ora dopo ora, giorno dopo giorno, si materializza e diventa realtà tra lo stupore della gente e, molto probabilmente, degli stessi protagonisti che, a leggere le dichiarazioni che rilasciarono poco prima di mettersi a letto, non immaginavano proprio di vivere un finale simile. Riavvolgiamo la vita e portiamola alla primavera del 1999. L'Italia è governata dalla coalizione di centrosinistra, il presidente del Consiglio è Massimo D'Alema, Silvio Berlusconi sta all'opposizione e prepara la rivincita. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno attaccato l'Iraq nel dicembre del 1998 per deporre Saddam Hussein, mentre la Nato ha iniziato le operazioni di guerra in Jugoslavia. Il mondo è in subbuglio, proprio come oggi. E il piccolo universo del calcio segue questo andamento, dopo un campionato largamente dominato dalla Lazio di Sven Goran Eriksson, cominciano ad avvertirsi pericolosi scricchiolii nel progetto e qualcuno sogna il ribaltone.
VIDEO: Il Milan può vincere lo Scudetto? Le risposte a caldo dei tifosigalliani
—Questo "qualcuno" è il Milan guidato da Alberto Zaccheroni, alla sua prima stagione sulla panchina rossonera. Sabato 3 aprile 1999 il Diavolo fa vista alla Lazio all'Olimpico, potrebbe esere la partita della svolta, ma finisce 0-0. La classifica, a quel punto, recita: Lazio 56 punti; Fiorentina 50; Milan 49; Parma 48. La domenica succesiva, a San Siro, arriva il Parma di Malesani e l'impressione è che per i rossoneri sia una specie di ultima spiaggia. Sette punti da rimontare non sono mica noccioline, ma alla vigilia della sfida Galliani, come un condottiero d'altri tempi, chiama a raccolta i suoi soldati e lancia il diktat: "Col Parma un altro match-ball, chi vince può puntare allo scudetto". Zaccheroni è più prudente: "La classifica dice che ora il Milan non può puntare allo scudetto, fra due partite vedremo. Eravamo partiti per una stagione di transizione, dietro di noi ci sono adesso tante squadre che alla vigilia dovevano vincere il titolo, dunque la nostra posizione è soddisfacente". Capitan Maldini: "Lo scudetto è ancora in gioco. Dire 'Ci riproveremo l'anno prossimo' significa non avere futuro". L'ambiente è caricato a molla, San Siro ribolle di passione, ma nel primo tempo è il Parma a dominare (all'andata rifilò un secco 4-0 ai rossoneri al Tardini): gol di Balbo e altri avrebbe potuto segnarne. Nell'intervallo, nel ventre di San Siro, la svolta. Succede qualcosa, ma non si sa che cosa, nella testa dei giocatori che rientrano in campo con un ospirito diverso. Maldini pareggia e Ganz, entrato al posto di Bierhoff, reaizza il gol-vittoria a metà del secondo tempo. La Lazio inciampa nel derby contro la Roma (sconfitta per 3-1), Zaccheroni ammette che "questi tre punti ne valgono sei" e, a sei giornate dal termine del campionato, tutto è riaperto.
sorprese
—Come in uno splendido film hollywoodiamo che regala sorprese a ogni scena. Il 18 aprile, il Milan fa le valigie e trasloca a Udine. Berlusconi capisce che è il momento di far sentire la propria voce per spingere i suoi ragazzi all'assalto. Rilascia una lunga intervista ad Alberto Cerruti della Gazzetta: "Questo fine settimana sarà decisivo. La squadra di Eriksson, per ora, merita lo scudetto. Ma ho letto che l'anno scorso la Lazio nelle ultime sei partite ha fatto un solo punto e Zaccheroni con l'Udinese ne ha fatti quindici. Ora Zaccheroni è con noi...". La Lazio perde in casa dalla Juventus e il Milan dilaga a Udine: 5-1. La Gazzetta titola: "Sì, è Milan da scudetto". Una settimana più, il 25 aprle, Festa della Liberazione, il distacco non cambia: la Lazio vince a Marassi contro la Samp e il Milan batte in trasferta il Vicenza: il Diavolo rincorre ancora a una sola incollatura della capolista. Il giorno in cui si capisce che il Milan ha davvero il vento in poppa e la nave vola verso i traguardo è domenica 2 maggio. Mentre la Lazio va a vincere in scioltezza a Udine, i rossoneri vivono uno psicodramma a San Siro. Contro la Samp vengono ripresi sul 2-2 al minuto 86, e soltanto al 95', grazie a un tiro deviato dal difensore blucerchiato Castellini, possono urlare la loro felicità per lo scampato pericolo. Berlusconi ammette: "Abbiamo avuto una fortuna sfacciata. Il Milan ha sofferto, alla fine è andata bene. Sono forse queste le vittorie che fanno più piacere, ma preferisco i successi conquistati con più tranquillità".
segno del destino
—È, comunque, un chiaro segno del destino se porti a casa tre punti nei minuti di recupero con un autogol. Il 9 maggio la Lazio si sbarazza facilmente del Bologna e altrettanto fa il Milan, a Torino, contro la Juventus. La doppietta di Weah stende i bianconeri e riaccende il fuoco della passione leggermente affievolitosi dopo i patemi di una settimana prima contro la Samp. Il 15 maggio 1999 è la data da segnare sul calendario. Da due giorni l'Italia ha un nuovo Presidente della Repubblica: Carlo Azeglio Ciampi. Berlusconi è impegnato su due fronti, quello politico e quello calcistico, ma è facile immaginare che il secondo lo intrighi molto di più. Il Milan non ha problemi a battere in casa l'Empoli con un secco 4-0 e attende notizie da Firenze dov'è impegnata la Lazio. Il giorno prima delle due partite va in scena un curioso siparietto, sicuramente ben architettato da esperti comunicatori quali sono Berlusconi e Galliani. Il presidente dichiara: "La Lazio merita il titolo. Complimenti". E in questo modo mette pressione sugli avversari impegnati una partita tosta a Firenze. L'amministratore delegato ribatte al suo capo: "Non sono d'accordo, vinciamo noi". E così carica la squadra e tutto l'ambeinte. Strategia aziendale. Che funziona alla grande, perché la Lazio pareggia al Franchi e subisce il sorpasso del Diavolo. La Gazzetta titola: "Sorpasso".
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Il gol di Bierhoff del temporaneo 2-0 a Perigiaultima curva
—Ora non resta che spingere forte sui pedali e affrontare l'ultima curva. Il calendario propone Lazio-Parma e Perugia-Milan. In settimana, causa le solite polemiche sulle decisioni arbitrali, il patron della Lazio Sergio Cragnotti lancia sospetti sull'esito del campionato e dice che gli azionisti della Lazio, società quotata in Borsa, sono stati pesantemente danneggiati. Galliani replica: "Tesi assurde". Berlusconi sale a Milanello e dichiara: "Tutto in una sola gara, come in coppa. Mi sembra di rivedere il grande Milan. Il primato è bello perché inaspettato". I suoi ragazzi non lo deludono. Vincono a Perugia 2-1, con una miracolosa parata di Abbiati, uno dei ragazzi del vivaio che Berlusconi considera l'autetica sorpresa della stagione. Galliani si lascia andare a un'esultanza esagerata sulle tribune del Curi, e molti temono per le sue coronarie. La Gazzetta celebra il successo con un titolone in prima pagina che riassume il senso di tutta la storia: "Campione dell'incredibile: Estasi Milan". Proprio così: incredibile. Come un sogno che si fa realtà e poi, al momento del risveglio, la felicità è talmente grande che si può soltanto fare come Galliani, che urla come un forsennato, neanche fosse un ultrà della curva Sud.
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