Como da Europa, lo stadio no: corsa contro il tempo per adeguare il Sinigaglia
La squadra di Fabregas potrebbe qualificarsi per le coppe, ma l'impianto non rispetta gli standard Uefa: il club spera di risolvere entro l'estate, o dovrà cercare un'altra casa
La squadra di Fabregas potrebbe qualificarsi per le coppe, ma l'impianto non rispetta gli standard Uefa: il club spera di risolvere entro l'estate, o dovrà cercare un'altra casa
Matteo Pierelli Giornalista 11 marzo - 09:48 - MILANOLa straordinaria stagione del Como potrebbe culminare con la qualificazione alle coppe Europee, traguardo mai raggiunto nella ultracentenaria storia del club. Parecchio si deciderà domenica, nell’incrocio contro la Roma: in città c’è fermento e i biglietti non si trovano praticamente più. In caso di esito positivo l’obiettivo sarebbe ancora più vicino. Potrebbe essere la nobile Champions, la borghese Europa League o ancora la più spartana Conference. Sempre di impresa si tratterebbe. A quel punto, subito dopo il raggiungimento dell’obiettivo, la società si metterebbe al lavoro per cercare di adeguare lo stadio e ottenere così il via libera dall’Uefa per ospitare le notti europee. Perché al momento il vecchio Sinigaglia - inaugurato nel 1927 - non è a norma per le coppe. Lo scorso anno, per ottenere la licenza Uefa 2025-2026, il Como aveva indicato Udine come stadio alternativo nel caso in cui non si sarebbe potuto giocare in riva al lago. L’idea stavolta sarebbe di cercare una location più vicina (probabilmente Reggio Emilia), ma la grande speranza del club, come detto, è di risolvere tutto facendo partire i lavori il prima possibile.
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—Il problema non è la capienza, qui la Uefa richiede standard piuttosto bassi (8mila posti). Quindi meno di quanto è necessario per la Serie A che fissa la soglia minima a 12mila posti. Il problema vero per il Sinigaglia sono le infrastrutture. Gli spalti devono essere tutti “sistemati” su una fondazione portante, non possono poggiare su tubolari o impalcature, come la curva dei tifosi del Como. Poi fra le altre criticità ci sono ad esempio anche i cosiddetti posti Vip: vengono richiesti 100 posti in tribuna e 150 parcheggi per i Vip che ora non ci sono. E lo spazio all’esterno del Sinigaglia non dà grandi margini di intervento: è davvero stretto e ha dei vincoli ben precisi, essendo sottoposto a tutela culturale e paesaggistica. Poi ci sono altri ostacoli da superare tipo l’ampliamento della sala stampa, dello spazio per le telecamere e le aree di lavoro per i fotografi, i bagni, i criteri di illuminazione, gli spazi per l’afflusso e il deflusso degli spettatori, le aree di primo soccorso, gli impianti audio per diffondere eventuali messaggi di emergenza ecc. È un elenco sterminato, infinito.
curva da rifare
—Ma sono tutti fattori superabili, come anche quello relativo al terreno di gioco. Cesc Fabregas nei mesi scorsi lo ha fatto allargare a 66 metri ma da regolamento europeo si deve arrivare a 68. Il vero problema è quello della curva, perché come detto non sono ammessi tubolari. E a livello europeo è quasi impossibile ricevere deroghe. Fra i precedenti più vicini di stadi indisponibili c’è quello dell’Atalanta. Anche il Gewiss è costruito in città, ma è stato buttato giù e completamente rifatto a pezzi e i nerazzurri, che in campionato sono rimasti quasi sempre a Bergamo, nelle coppe sono stati costretti a emigrare. A Reggio Emilia per l’Europa League (2017-2018 e 2018-2019) e a San Siro per la Champions (2019-2020). Ma il Como, se sbarcherà nel gotha del calcio, spera di non dover cambiare casa.
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