Milan, dalla rabbia di Leao al nulla di Pulisic. L'attacco così è un problema, anche per il futuro
La Gazzetta dello Sport

Milan, dalla rabbia di Leao al nulla di Pulisic. L'attacco così è un problema, anche per il futuro

Lunedì 16 marzo 2026
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La coppia non ingrana e genera punti interrogativi non solo per la stagione in corso. Füllkrug e Nkunku sono entrati male: le quattro punte rossonere sono un rebus

La coppia non ingrana e genera punti interrogativi non solo per la stagione in corso. Füllkrug e Nkunku sono entrati male: le quattro punte rossonere sono un rebus

Luca Bianchin Giornalista 16 marzo - 12:24 - ROMA Leao chiuso nella morsa della Lazio. Ap

“Mister, ma lasciami dentro”, dice Rafa Leao a Massimiliano Allegri che lo sta sostituendo. Si può discutere sull’opportunità del cambio, non sul bilancio della stagione offensiva della squadra. Il Milan, se vuole vincere lo scudetto, non può segnare 21 gol in meno dell’Inter: 44 contro 65. Non può avere il quinto attacco della stagione. Alla fine di Lazio-Milan, questo resta negli occhi: il Milan ha attaccato a lungo ma non è quasi mai stato pericoloso e dà sempre l’impressione di trovare la porta in modo episodico. Una volta in ripartenza, una volta con una giocata di Rabiot, un’altra con un uno contro uno di un attaccante. Non si vede un trend, non c’è una situazione in cui il Milan sia pericoloso con continuità. Il rapporto tra Pulisic e Leao poi merita uno zoom.

VIDEO: “La peggior partita di Leao”: le reazioni social a Lazio-Milan

leao e pulisic

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Leao, quando è uscito dal campo, era nervoso perché Pulisic non gli aveva dato un pallone davanti alla porta. Comprensibilissimo. Rafa però ha giocato un’altra brutta partita, non è stato pericoloso praticamente mai, ha mostrato ancora una volta un linguaggio del corpo non da campione. I numeri dei due sono preoccupanti non tanto per questa stagione, che pare segnata nel bene e nel male, ma per il futuro. Nel 2025, il 10 e l’11 non hanno praticamente mai giocato insieme. Nel 2026, quando si sono visti più spesso in campo, non hanno segnato quasi mai: zero gol per Pulisic, mentre Leao ha segnato contro Cagliari (Pulisic non c’era), Genoa, Como (Pulisic non era ancora entrato) e Cremonese (Pulisic era uscito). Gol insieme, uno soltanto. Troppo poco. Allegri, a domanda sul tema, ha risposto così: “Quando perdi le partite, con il senno di poi trovi tante cose. Credo che Pulisic stia crescendo di condizione, mentre Leao ha avuto 2-3 soluzioni in cui si sarebbe trovato davanti al portiere. La questione è che nel primo tempo siamo stati frenetici e loro hanno vinto tuti i duelli fisici”.

la questione rafa

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Leao, più di tutti, è un tema. Il punto è l’atteggiamento, oltre che la prestazione. Igli Tare, quando ha visto la scena di tensione al momento del cambio, era inquadrato dalle telecamere. La lettura del labiale porta a questa frase: “Ma guarda che roba, come fa?”. Giusto che sia Tare a spiegare, se vorrà, ma l’impressione è che si riferisse al comportamento di Leao, che usciva lento e polemico. Rafa nella prima stagione da centravanti in Italia ha segnato 9 gol in campionato, rigori compresi, e uno in Coppa Italia. Spesso è stato condizionato dagli infortuni e continua a sembrare limitato dall’infiammazione-pubalgia che lo accompagna da tempo. Leao sicuramente non ha più lo spunto di un tempo e pare aver perso il sacro fuoco dei momenti buoni: non è mai stato un samurai ma questa versione pare triste, ingenerosa per il suo talento.

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Füllkrug, nkunku e il mercato

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Due parole le meritano anche Füllkrug e Nkunku, entrati male. Soprattutto il tedesco è stato invisibile, mai trovato a centro area… e in una partita in cui il Milan doveva recuperare, non è un bel segnale. Nkunku ha dato qualche risposta in più ma quelle quattro punte restano un rebus. Il Milan gioca a due con Leao e Pulsiic? Non stanno bene insieme. Si può provare una coppia differente? Non accade dal 18 febbraio, con Leao-Nkunku a Como. Il tridente può avere senso? Per molti sì ma non per Allegri, che lo usa solo a partita in corso in nome del sacro equilibrio. Non lo ha provato dall’inizio nemmeno contro le piccole e tante volte, in partite chiuse, lo ha usato nel finale, non a inizio secondo tempo. Il mercato comincerà da qui e comincerà ora. Moise Kean può essere la soluzione? Allegri allargherebbe il sorriso: gli piace. Nicolas Jackson? Non è una prima punta. Altri nomi arriveranno con la primavera e con l’estate, questo è sicuro. Come lo scudetto dell'Inter (e forse anche di più...).

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