Yamaha TMax 560, 25 anni dopo rimane lo scooter sportivo di riferimento
Yamaha celebra 25 anni di scooter sportivo con una serie speciale che punta su stile e identità: look scuro, dettagli dedicati e finiture, senza tradire la formula che lo ha reso un riferimento. Il bicilindrico 560 offre prestazioni e fluidità, mentre la ciclistica “da moto” regala precisione e stabilità sulle strade extraurbane, dove il TMax continua a sorprendere per facilità e ritmo. In città resta gestibile e pratico, in autostrada viaggia composto e poco stancante. Prezzo: 13.999 euro
Yamaha celebra 25 anni di scooter sportivo con una serie speciale che punta su stile e identità: look scuro, dettagli dedicati e finiture, senza tradire la formula che lo ha reso un riferimento. Il bicilindrico 560 offre prestazioni e fluidità, mentre la ciclistica “da moto” regala precisione e stabilità sulle strade extraurbane, dove il TMax continua a sorprendere per facilità e ritmo. In città resta gestibile e pratico, in autostrada viaggia composto e poco stancante. Prezzo: 13.999 euro
Valerio Boni 19 marzo 2026 (modifica alle 09:12) - MILANO Interrotta da pochi dettagli rossi e grigi, la colorazione BlackMax ricorda quella che nel 2006 ha celebrato i primi cinque anni di vita del TMaxÈ trascorso un quarto di secolo, sono nati altri modelli, ma quando si parla di scooter sportivi il riferimento è sempre uno. Il TMax 560 25th Anniversary BlackMax è la celebrazione di uno scooter che, dal 2001, ha insegnato a tutti che anche un commuter può avere una ciclistica da moto, un avantreno preciso e una guida che su determinati percorsi può mettere in crisi più di una moto. Questa serie speciale non aggiunge cavalli, aggiunge identità, dettagli da collezione e la sensazione di essere sull’icona nella sua versione più efficace e raffinata, senza perdere nulla di ciò che lo rende desiderabile ogni giorno. È facile da guidare e fluido nel traffico, esattamente come uno scooter deve essere, ma anche stabile in autostrada, e soprattutto irresistibile quando la strada diventa tortuosa. Il prezzo? Qui si entra nel territorio premium senza compromessi: 13.999 euro, cifra che lo mette a confronto non solo con i rivali diretti, ma anche con parecchie moto vere. Eppure il TMax, da 25 anni, continua a far valere la sua logica.
Indice
- Come è fatto
- Motore
- Ciclistica
- Elettronica
- Posizione di guida
- Come va in città
- Come va su strade extraurbane
- Come va in pista
- Come va in autostrada
- Pregi e difetti
- Scheda tecnica
LEGGI ANCHE
Yamaha Tmax 25th Anniversary: il Re festeggia 25 anni
VIDEO: Yamaha TMax 25th Anniversary, sportivo quando serve e mai faticoso1 Come è fatto
—Il TMax 560 25th Anniversary BlackMax non è solo un’edizione speciale, è un modo per ricordare il modello che (coraggiosamente) nel 2001 ha di fatto inventatolo scooter sportivo moderno. Questa serie celebrativa riprende lo spirito della storica Special Edition Black Max del 2006, con un’impronta scura, cerchi neri e dettagli rossi, a partire dalla sella, oltre a badge dedicati che lo rendono immediatamente riconoscibile anche a chi di TMax ne ha avuti due o tre. Sotto sotto, però, la filosofia resta quella della piattaforma attuale, impostazione motociclistica, finiture di pregio e un’ergonomia che non consente di scegliere tra praticità e guida “vera”. E la cosa interessante è che Yamaha non lo celebra con un oggetto nostalgico, ma con un veicolo ancora attualissimo per qualità percepita, cura dei dettagli e solidità complessiva, che è anche il motivo per cui l’usato continua a mantenere quotazioni alte nel tempo.
La gestione delle funzioni elettroniche è concentrata sul blocchetto di sinistra sul manubrio. La dotazione di serie comprende il sistema keyless, che non richiede l'uso della chiave convenzionale2 Motore
—Il bicilindrico di 562 cc (naturalmente Euro 5+) non ha bisogno di presentazioni, è uno di quei motori che non colpiscono per il picco di potenza, ma per come si comportano nell’uso quotidiano. La risposta è piena e lineare, con quella spinta corposa ai medi che rende il TMax diverso dalla maggior parte dei maxi scooter. Non dà mai l’impressione di salire di giri a vuoto, ma spinge sempre in avanti con continuità, come farebbe una vera moto. Con buona pace di chi si ostina a sottolineare le differenze tra scooter e moto. Perché le prestazioni assolute, in termini di potenza, sono più che sufficienti, ma a colpire è soprattutto l’erogazione che resta fluida e controllabile, con una trasmissione che ti restituisce immediatezza, senza strappi. Sulla generazione 2025 Yamaha ha lavorato anche su affinamenti che, nell’uso reale, si traducono in partenze più pronte e in un comportamento più rifinito alle basse velocità. Un aspetto che emerge quando si passa in mezz’ora dal traffico alla tangenziale.
La sella per il pilota è rivestita con un efficace materiale antiscivolo3 Ciclistica
—È qui che il TMax continua a fare scuola. Il telaio in alluminio a doppio trave e le sospensioni con forcella a steli rovesciati offrono una base che, nelle mani giuste, sa essere sorprendentemente precisa. Non serve percorrere molti chilometri in sella per rendersi conto che tra le curve il TMax 560 è a tutti gli effetti uno strumento di precisione, rapido a scendere in piega e soprattutto stabile nel mantenere la traiettoria, con un feeling dell’avantreno che su uno scooter non è affatto scontato. La cosa bella è che questa accuratezza non si trasforma in risposte troppo secche, perché sulle strade rovinate assorbe meglio di quanto suggerisca l’impostazione da veicolo sportivo e, soprattutto, non costringe a guidare sempre in tensione. Dopo una o due settimane, quello che resta è la sensazione di un mezzo che puoi usare anche indossando un abito e un casco jet in città, e il giorno dopo guidare raccolto e allegro su una strada di montagna, senza che la ciclistica cambi umore.
L'avantreno del TMax è da vera moto sportiva, con forcella a steli rovesciati e doppio freno a disco con pinze radiali4 Elettronica
—Sul 25th Anniversary la dotazione è completa e soprattutto concreta: Abs e controllo di trazione sono affiancati dal sistema Brake Control, che assicura una gestione evoluta della frenata che sfrutta una piattaforma inerziale per rendere l’intervento dell’Abs più “intelligente”, anche quando si è in curva. In termini pratici, è quel margine in più che permette di frenare forte con più serenità quando l’asfalto è sporco o quando si arriva un filo lunghi in curva. Poi c’è il D-Mode a due livelli, che non è un gadget, poiché cambia in modo avvertibile le risposte che arrivano dall’uso dell’acceleratore. In modalità più dolce il TMax è scorrevole e facile nel traffico, con una risposta più progressiva; in quella più sportiva è pronto e diretto, ideale per sfruttare la coppia nei sorpassi o su una strada ricca di curve. Il tutto passa dal grande schermo Tft connesso da 7 pollici, con grafiche selezionabili e connettività tramite app, pensato per essere leggibile e utile nell’uso quotidiano.
Tutte le informazioni sono fornite dal cruscotto digitale, che può essere personalizzato nelle grafiche e connesso allo smartphone tramite l'app dedicata My Ride5 Posizione di guida
—La posizione è uno dei motivi per cui è considerato da qualcuno un’alternativa totale. Si è seduti in basso, ben dentro lo scooter, con un manubrio che completa una triangolazione con sella e pedana tale da consentire sia la guida rilassata, sia quella raccolta quando arriva il momento di scegliere un’andatura più brillante. È un’impostazione che invita naturalmente a caricare l’avantreno e a guidare, e una volta presa confidenza, ci si rende conto che non è solo questione di postura, è tutto l’insieme a risultare efficace e a rendere molto sottile il confine con le moto classiche.
Da sempre Yamaha propone uno schema diverso rispetto a quello classico degli scooter: il motore non è oscillante, ma fisso nel telaio. La trasmissione finale è a cinghia dentata6 Come va in città
—In città il TMax mantiene il suo ruolo tipico da scooter: resta sorprendentemente facile, assicura una buona visibilità e partenze brillanti, oltre a una maneggevolezza che va oltre le aspettative. Se la giornata è densa di semafori e rotatorie, la modalità di guida più dolce tra quelle offerte aiuta a rendere l’erogazione più docile e a rendere meno nervoso il comando del gas. Dopo una-due settimane di utilizzo, emergono due aspetti molto concreti. Il primo è che il TMax non stanca, grazie alla scorrevolezza e alla qualità delle sospensioni che rendono più tollerabile anche la città peggiore. Il secondo è che, quando serve, sa essere rapido. Infilarsi nel traffico o togliersi da una situazione scomoda è facilissimo, perché la risposta del motore e della trasmissione è sempre pronta.
La posizione di guida non è estrema, ma comunque raccolta, grazie al triangolo manubrio, sella , pedana7 Come va su strade extraurbane
—Su una statale scorrevole o su una provinciale ricca di curve, il TMax 560 permette di cambiare passo e uscire dai panni dello scooter classico. Entra in curva con precisione, mantiene la traiettoria senza bisogno di continue correzioni e, soprattutto, trasmette quella sensazione di appoggio e stabilità che molti maxi scooter non riescono a eguagliare. È esattamente il tipo di comportamento che permette di azzardare che riesce a fare impallidire anche moto con potenze ben più elevate. Non succede chiaramente nei tratti più veloci, dove i cavalli fanno inesorabilmente la differenza, ma in tutte quelle condizioni in cui la facilità di guida aiuta a mantenere ritmi elevati con meno fatica fisica. Ci si ritrova a impostare una guida più rotonda, a sfruttare la spinta ai medi regimi e a gestire con l’assetto come si farebbe in moto, ma con la comodità del “twist&go”, vale a dire con il semplice uso del gas, una modalità che alcune moto automatiche di ultima generazione cercano di riprodurre. E quando l’asfalto non è perfetto, la ciclistica assorbe e resta precisa, senza scomporsi o diventare troppo nervosa.
Nella guida di tutti i giorni il TMax mantiene l'agilità naturale che ci si aspetta da uno scooter. Ma con una stabilità decisamente superiore alla media8 Come va in pista
—Il circuito non è il suo habitat naturale (anche se in 25 anni di evoluzione non sono mancate importanti esperienze in pista del TMax), tuttavia non è nemmeno fuori luogo. Con un minimo di prudenza e di rispetto, suggeriti soprattutto da gomme e freni, riesce a girare con una consistenza sorprendente. Non tanto per la velocità assoluta, quanto per la coerenza, fatta di traiettorie pulite, stabilità in percorrenza di curve e una facilità di gestione che permette di prendersi qualche soddisfazione, con pieghe di tutto rispetto. È qui che la frenata evoluta si trasforma in un alleato, nei momenti in cui l’assenza del cambio tradizionale può contribuire ad arrivare un po’ “lunghi” rispetto al punto ideale di staccata. Detto in modo onesto, non è una sportiva e non lo diventa tra i cordoli, ma se l’obiettivo è divertirsi e lavorare sulla pulizia di guida senza frizione e senza cambio, il TMax è uno di quei mezzi che sa come strappare un sorriso.
Una delle qualità più apprezzabili, emersa già sulla prima generazione di 25 anni fa, è la precisione in curva9 Come va in autostrada
—In autostrada il TMax è uno dei pochi scooter che permette di viaggiare senza avere la sensazione di essere in sella a un cinquantino cresciuto. La stabilità è di buon livello, il motore gira regolare e la protezione aerodinamica è efficace, anche se la regolazione del parabrezza non è una di quelle cose che si può effettuare al volo quando cambi il contesto. Non c’è la regolazione elettrica, e nemmeno un sistema manuale, per alzare o abbassare il plexiglas bisogna svitare e successivamente serrare di nuova otto viti a brugola. È un dettaglio, imposto dalla volontà di evitare giochi e vibrazioni in velocità, ma nell’uso reale si nota. Per il resto, resta una certezza: anche a velocità costante e con tanti chilometri da percorrere, non delude. È uno di quei mezzi che riescono a portare lontano senza chiedere troppo in termini di fatica, in grado di svolgere il compito di automatico da viaggio, oltre a quello di “semplice” scooter premium.
Il passaggio dalla città a percorsi più veloci avviene in modo naturale, semplicemente modificando la modalità di guida10 Pregi e difetti
—Di seguito i pregi ed i difetti dello scooter Yamaha TMax 560 25th Anniversary riscontrati durante la nostra prova.
Piace:
- guida di livello motociclistico (precisione e stabilità);
- qualità costruttiva;
- motore fluido e pieno;
- elettronica utile (Brake Control e D-Mode si sentono davvero);
- immagine e tenuta del valore dell’usato molto forti.
Non piace:
- prezzo piuttosto elevato, perché si compra anche il mito;
- la regolazione del parabrezza richiede l'uso di utensili, e non è immediata nell'uso quotidiano.
11 Scheda tecnica
Yamaha TMax 560 25th Anniversary
Motorebicilindrico in linea 4T, 562 cc, Dohc, 4 valvole, raffreddato a liquido, Euro 5+ Potenza35,0 kW (47,6 Cv) a 7.000 giri/min Coppia55,0 Nm a 5.250 giri/min Frizioneautomatica centrifuga (integrata nella trasmissione automatica) CambioTrasmissione automatica a cinghia (V-Belt / Cvt) Telaiostruttura in alluminio doppio trave Dimensionilunghezza 2195 mm, larghezza 780 mm, altezza 1415–1470 mm (parabrezza regolabile), interasse 1575 mm, altezza minima da terra 135 mm, altezza sella 800 mm, peso in ordine di marcia 219 kg, capacità serbatoio 15 litri Sospensionianteriore forcella telescopica, escursione 120 mm; posteriore forcellone, escursione 117 mm Frenianteriore doppio disco 267 mm; posteriore disco singolo 282 mm Pneumaticianteriore 120/70 R15; posteriore 160/60 R15 Consumi20,8 km/l Emissioni di CO2115 g/km Prezzo13.999 euro Leggi anche Aprilia SR GT 400: la prova dello scooter crossover sportivoYamaha TMax 25th Anniversary, sportivo quando serve e mai faticoso© RIPRODUZIONE RISERVATA