Napoli, a Cagliari tornano i big: McTominay e De Bruyne di nuovo dal 1'
La Gazzetta dello Sport

Napoli, a Cagliari tornano i big: McTominay e De Bruyne di nuovo dal 1'

Giovedì 19 marzo 2026
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Conte ora sorride. Dopo aver deciso il match con il Lecce nella ripresa, in Sardegna avranno una maglia da titolare 

Conte ora sorride. Dopo aver deciso il match con il Lecce nella ripresa, in Sardegna avranno una maglia da titolare 

Dal nostro inviato  Vincenzo D'Angelo 19 marzo - 11:38 - NAPOLI

Subito dentro, per aumentare i giri del motore e la qualità del Napoli. Di nuovo insieme, ma stavolta dal primo minuto, per evitare di regalare ancora un tempo all’avversario. Perché a Cagliari non ci sarà la spinta del Maradona, nessun sostegno extra per andare oltre alle difficoltà. Il Napoli deve semplicemente fare il Napoli: controllare il match, gestirlo e non subirlo. Tornare a essere dominante, insomma, come chiede Antonio Conte. L’emergenza al centro è quasi sparita, ora si può gestire, scegliere, puntare su chi dà più garanzie.

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Nuova mediana

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Per questo domani ritroveranno una maglia da titolare sia Scott McTominay sia Kevin De Bruyne, i due assi che hanno ribaltato il Lecce sabato scorso. Subentrando a inizio ripresa, dopo un primo tempo in cui il Napoli era stato spettatore non pagante. Incapace di reagire al gol a freddo di Siebert. E di accendersi in fase offensiva. Non per colpa di Anguissa – in palese ritardo di condizione, come normale che sia – o di Elmas, incappato in una serata no dopo mesi in cui ha fatto gli straordinari fuori ruolo. Semplicemente perché il Napoli, con Scott e Kevin, cambia pelle. E indossa, con un’altra personalità, il vestito dei campioni.

La carica di Scott

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McTominay ha saltato quattro partite di fila, dopo aver dominato per un tempo a Genova. Zoppicando, stringendo i denti, strappando tra le linee nonostante il dolore al gluteo e al flessore. L’infiammazione si è riacutizzata a Marassi, ma prima di lasciare il campo all’intervallo, Scott aveva imbastito la rimonta azzurra, propiziando il pari di Hojlund prima di colpire da fuori per il 2-1. Poi niente Roma e Atalanta, il Napoli che frena clamorosamente e l’obiettivo Champions che sembra sul punto di poter sfumare: senza McTominay, infatti, il Napoli non aveva mai vinto fino a poche settimane fa. E anche a Verona ha rischiato tantissimo, se non fosse arrivato il guizzo all’ultimo secondo di Lukaku. Perché Scott fa tutto: qualità e quantità, recupera palla e affonda, dribbla, strappa, si inserisce, ma è anche il primo a difendere in avanti, a riaggredire con quella forza fisica fuori dal comune. Nella mediana a due, poi, ha mostrato anche abilità e disinvoltura in impostazione, cosa che non si era mai vista nel suo primo anno in Italia.

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Il genio di Kevin

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Diverso, invece, è il lavoro che garantisce De Bruyne alla manovra di Conte. Kevin vede corridoi dove altri trovano solo barriere. Ribalta il fronte, verticalizza, rende tutto clamorosamente semplice. Con uno o due tocchi, De Bruyne riesce ad aprire le difese più chiuse è a dare un altro spessore al palleggio del Napoli. Contro il Lecce, ha giocato di astuzia, facendosi trovare sempre libero tra le linee, pronto a puntare e a inventare dalla trequarti. E lo ha fatto perché aveva studiato dalla panchina il modo in cui poter incidere meglio. Questione di posizioni, di letture di gioco che i campioni sanno fare in automatico: avvistato il pericolo, si trova subito la soluzione per aggirarlo. E De Bruyne in questo è un maestro, un extraterrestre catapultato sulla Serie A dopo una vita in Premier. Come McTominay, che un anno fa, proprio a Cagliari, fece il suo debutto in Italia. L’emergenza è lontana, il Napoli si affida alla sua coppia d’oro. Per andare all’assalto del secondo posto e dimostrare che, anche quest’anno, con un po’ più di buona sorte, sarebbe stato da scudetto.

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