Il cervello a 70 anni? Si costruisce a tavola tra i 40 e i 50
Uno studio su 160mila adulti afferma che la finestra critica per proteggere il cervello è tra i 45 e i 54 anni, non nella vecchiaia. E c'è una dieta che funziona meglio delle altre
Uno studio su 160mila adulti afferma che la finestra critica per proteggere il cervello è tra i 45 e i 54 anni, non nella vecchiaia. E c'è una dieta che funziona meglio delle altre
Eugenio Spagnuolo 28 marzo - 11:38 - MILANOMangiare bene fa bene al cuore: lo si ripete da decenni e ormai nessuno ne dubita. Che però la qualità della dieta nella mezza età possa influenzare le funzioni cognitive vent'anni dopo è un'altra storia e uno studio appena pubblicato su JAMA Neurology la racconta con dati che vengono da decenni di osservazione su oltre 159.000 persone. Gli scienziati della Zhejiang University School of Medicine e della Harvard T.H. Chan School of Public Health hanno confrontato sei modelli alimentari sani con la probabilità di sviluppare problemi di memoria e declino cognitivo in età avanzata. Tutti e sei erano associati a un rischio inferiore. Ma uno si è distinto in modo netto: la dieta DASH, nata per abbassare la pressione arteriosa, non per proteggere il cervello.
i migliori anni (a tavola)
—Chi la seguiva con maggiore costanza aveva il 41% in meno di probabilità di riferire un declino cognitivo significativo rispetto a chi la ignorava. Gli altri cinque modelli, invece, riducevano il rischio tra l'11% e il 24%: valori reali, ma che abbastanza distanti dalla DASH. La finestra che conta di più è tra i 45 e i 54 anni: è lì, non nella vecchiaia, che le abitudini a tavola sembrano lasciare l'impronta più duratura."I risultati suggeriscono che una dieta sana, come la DASH, è associata a indicatori precoci di invecchiamento cognitivo, e questo sottolinea quanto sia importante una buona alimentazione per mantenere la salute cognitiva a lungo termine", si legge nello studio.
A tavola si può invecchiare benePer evitare che un declino già in corso modificasse silenziosamente le abitudini riferite, i ricercatori hanno smesso di aggiornare i dati dietetici sei anni prima delle valutazioni cognitive, che in certi casi arrivavano fino a ventisei anni dopo. La salute cognitiva è stata misurata sia attraverso domande sui cambiamenti percepiti in memoria e ragionamento, sia con test oggettivi su memoria, fluidità verbale e ragionamento.
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la dieta dash
—La dieta DASH punta su verdure, frutta, cereali integrali, legumi e pesce, riducendo carni rosse, sodio e zuccheri.Nei test oggettivi, chi la seguiva con più continuità otteneva punteggi migliori su tutti e tre i domini: una differenza equivalente a circa tre quarti di anno in meno di invecchiamento cognitivo. Verdure a foglia verde e pesce erano i fattori più costantemente associati a esiti favorevoli; carni trasformate e bevande zuccherate a quelli peggiori. Le patate fritte risultavano associate a un rischio più elevato di declino cognitivo, mentre quelle non fritte non mostravano lo stesso legame.Trattandosi di uno studio osservazionale, non stabilisce causalità. Ma un dato colpisce: sei schemi alimentari diversi, nella stessa grande popolazione, su decenni di dati, dicono tutti che non solo a tavola non s'invecchia, ma si può invecchiare bene.
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