Trauma cranico: ora si può diagnosticare con un esame del sangue. Ecco come
La Gazzetta dello Sport

Trauma cranico: ora si può diagnosticare con un esame del sangue. Ecco come

Sabato 28 marzo 2026
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Come spiega la professoressa Di Resta, esiste un nuovo modo per valutare tempestivamente le conseguenze di un colpo alla testa

Francesco Palma 28 marzo - 11:37 - MILANO

Come spiega la professoressa Di Resta, esiste un nuovo modo per valutare tempestivamente le conseguenze di un colpo alla testa

La professoressa Chiara di Resta

Diagnosticare un trauma cranico tramite un esame del sangue è possibile. Si tratta di una novità relativamente recente, che negli ultimi anni è stata sempre più oggetto di studio e che comincia a prendere una forma sempre più concreta. Come spiegato a Gazzetta Active dalla professoressa Chiara Di Resta, docente di Patologia Clinica dell’Università Vita-Salute San Raffaele, è possibile diagnosticare un trauma cranico attraverso un esame del sangue perché “quando avviene un trauma cranico alcune molecole che di solito si trovano nel cervello oltrepassano la barriera ematoencefalica e si ritrovano quindi nel sangue periferico. Questo modifica la quantità di alcuni biomarcatori presenti nel sangue, che ci permettono di capire se c’è stato un trauma cranico o meno. Ciò apre scenari molto interessanti a livello diagnostico, anche perché fino a questo momento la diagnosi del trauma cranico è sempre stata prettamente clinica, tramite valutazione dei sintomi e la TAC, che ad oggi è lo strumento di riferimento. Per ricorrere alla TAC però serve tempo: occorre spostare il paziente, portarlo in ospedale, sottoporlo a radiazioni, inoltre in alcuni casi di trauma cranico lieve la TAC può dare dei falsi negativi. Utilizzare i biomarcatori del sangue ci permette un’identificazione immediata, anche nei minuti successivi al trauma, quindi diventa un fattore davvero determinante”.

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